Brescia. I pazienti psichiatrici insegnano l’arte ai ragazzi contro lo stigma. Ecco la mostra ‘Depression’




6 Giu 2016

La location è la sala SS Filippo e Giacomo in via delle Battaglie, 61, dove saranno esposte le opere realizzate con l’importante contributo di alcuni ospiti dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, unico istituto di ricovero e cura a carattere scientifico dedicato esclusivamente alla psichiatria.

L’arte può essere uno strumento efficace per la riabilitazione psichiatrica delle persone che soffrono di una malattia mentale con una ricaduta positiva anche sulle loro famiglie, sui vicini di casa, sui colleghi di lavoro che spesso condividono con loro un difficile cammino: la lotta allo stigma sociale che accompagna e sovente aggrava la condizione delle persone che soffrono di una malattia mentale è il principale obiettivo della mostra ‘Deepression’, che sarà inaugurata a Brescia il 7 giugno alle 17. La location è la sontuosa sala SS Filippo e Giacomo in via delle Battaglie, 61, dove saranno esposte le opere realizzate con l’importante contributo di alcuni ospiti dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, unico istituto di ricovero e cura a carattere scientifico dedicato esclusivamente alla psichiatria.

La mostra, voluta anche per celebrare il XX anniversario della fondazione dell’istituto bresciano, è l’ultimo step del progetto “Intervento educativo sugli atteggiamenti verso la malattia mentale degli studenti delle scuole secondarie superiori bresciane” finanziato dalla Fondazione Comunità Bresciana onlus e che ha coinvolto gli Istituti superiori Calini, Gambara, Canossa e De Andrè di Brescia. Il progetto ruota intorno alla Bottega dell’Arte nella quale un gruppo di ospiti delle comunità psichiatriche dell’Irccs ha insegnato alcune tecniche artistiche a un gruppo di circa 100 studenti di 4 istituti superiori della città.

“Questa attività si inserisce nel progetto più ampio che ha lo scopo di promuovere una corretta informazione sulla salute mentale e di ridurre lo stigma che è ancora associato alla malattia mentale e l’arte, in questo caso, è stata un veicolo per promuovere una connessione tra l’istituzione e il territorio e promuovere quel “contatto sociale” che secondo la letteratura scientifica è uno dei fattori più efficaci nella riduzione degli stereotipi e pregiudizi verso le persone che soffrono di una malattia mentale” spiega la psicoterapeuta Mariangela Lanfredi.

La mostra, che si avvale della collaborazione del Segreteriato Italiano Studenti Medicina e dell’Associazione “Il Sasso nello Stagno”, non è il primo intervento con cui l’Irccs porta avanti la sua lotta al pregiudizio verso la malattia mentale. Queste iniziative non hanno solo un obiettivo sociale, come chiarisce la psicoterapeuta Roberta Rossi: “Sappiamo dalla ricerca e dall’esperienza clinica, che gli stereotipi e i pregiudizi verso la salute mentale sono una barriera per l’accesso alle cure e sono fonte di ulteriore sofferenza per chi è già in una condizione di disagio dato dalla malattia mentale. Basti pensare, che in media, una persona con malattia mentale tarda il ricorso alle cure anche di diversi anni rispetto all’esordio dei primi sintomi con ovviamente un effetto sulla prognosi e sul decorso della malattia stessa. Il lavoro di sensibilizzazione promosso dal progetto vuole dunque essere un modo per fornire informazione corretta, suffragata dalle più recenti evidenze scientifiche, nel tentativo che i ragazzi possano essi stessi farsi promotori di un atteggiamento non pregiudiziale nei confronti della salute mentale anche, a cascata, nella Comunità”.

Da QS

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