Cancro al seno, fecondazione in vitro non si associa ad aumento del rischio



Tra le donne sottoposte a trattamenti per la fertilità nei Paesi Bassi tra il 1980 e il 1995, l’uso della fecondazione in vitro (Ivf) rispetto ad altre terapie non si associa a un aumentato rischio di cancro al seno a lungo termine, secondo uno studio appena pubblicato su Jama. Le terapie ormonali somministrate come parte integrante della fecondazione in vitro possono causare a breve termine effetti collaterali tra cui incremento ponderale, vomito e nausea, vertigini o dolori addominali. Ma l’associazione tra fecondazione in vitro e altri eventi avversi a lungo termine, come il rischio di cancro alla mammella, era ancora da approfondire in quanto i risultati degli studi svolti erano discordanti, anche per il limitato follow-up: alcuni mostravano un aumento del rischio, altri una riduzione e altri ancora nessuna associazione.

Partendo da questi presupposti Alexandra van den Belt-Dusebout del Netherlands Cancer Institute di Amsterdam e colleghi hanno valutato il rischio a lungo termine di cancro al seno dopo stimolazione ovarica in 19.158 donne che hanno iniziato la fecondazione in vitro tra il 1983 e il 1995 a fronte di quello osservato in 5.950 donne sottoposte ad altri trattamenti di fertilità tra il 1980 e il 1995 (gruppo di controllo non-fecondazione in vitro). L’età media alla fine del follow-up era 54 anni per il gruppo fecondazione in vitro e 55 anni per il gruppo non-fecondazione in vitro, e i tassi di incidenza dei tumori al seno in situ e invasivi nelle donne che hanno subito trattamenti di fertilità sono stati ottenuti grazie al Registro tumori dei Paesi Bassi (1989-2013). «Dopo un follow-up mediano di 21 anni, i casi di carcinoma mammario invasivo e in situ verificatisi tra le 25.108 partecipanti sono stati rispettivamente 839 e 109» scrivono gli autori, sottolineando che il rischio di cancro al seno nelle donne trattate con fecondazione in vitro non era significativamente diverso da quello osservato nella popolazione generale e nel gruppo non-fecondazione in vitro. «Da questi risultati emerge l’assenza di un significativo aumento del rischio a lungo termine di cancro al seno tra le donne sottoposte a fecondazione in vitro» conclude van den Belt-Dusebout.

Jama. 2016. doi: 10.1001/jama.2016.9389
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27434442

Da Doctor33

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