Carcinoma ovarico, studio Ieo svela le componenti molecolari




5 Apr 2017
Carcinoma ovarico, studio Ieo svela le componenti molecolari

Uno studio svolto dai ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia con il sostegno di Airc e Worldwide Cancer Research e pubblicato su Cell Reports presenta per la prima volta tutte le proteine coinvolte nel carcinoma ovarico e le loro funzioni, offrendo spunti per terapie efficaci. «La nostra comprensione delle cause del cancro a livello molecolare è ancora inadeguata per via della sua eterogeneità» afferma Ugo Cavallaro, direttore dell’Unità di Ricerca in Oncologia Ginecologica dello IEO, co-autore dello studio, in un comunicato stampa. «Il nostro studio ha rivelato per la prima volta l’intero “paesaggio molecolare” del carcinoma ovarico. In sostanza abbiamo ottenuto il quadro completo delle proteine la cui abbondanza o il cui livello di attivazione sono specificamente aumentati o diminuiti nelle cellule tumorali, rispetto alla loro controparte sana. In termini tecnici, abbiamo svelato il proteoma e il fosfoproteoma. Così abbiamo scoperto la funzione oncogena della proteina CDK7, un enzima che non era mai stato associato al carcinoma ovarico e che da oggi si inserisce quindi tra i nuovi possibili bersagli di terapie molecolari contro questo tumore» spiega l’esperto.

Il lavoro è innovativo per via dell’utilizzo di cellule isolate direttamente dai tessuti appena rimossi, cosiddette primarie, anziché di linee cellulari, e per il confronto tra tessuti neoplastici e tessuti normali. I ricercatori hanno costituito una banca di cellule primarie tumorali e sane, che sono state poi analizzate con tecniche di proteomica funzionale, basate sulla spettrometria di massa, ottenendo il profilo proteomico e fosfoproteomico delle cellule. Tali profili sono stati poi sottoposti ad analisi di bioinformatica per rivelare quali vie di trasduzione del segnale fossero attivate in modo selettivo nelle cellule tumorali ma non in quelle normali. «Lo studio si è concentrato in particolare sul network controllato dalla proteina CDK7 e ha dimostrato che questa proteina regola la proliferazione delle cellule tumorali e, soprattutto, che l’inibizione dell’attività enzimatica di CDK7 blocca la proliferazione stessa» spiega Chiara Francavilla, del Center for Protein Research di Copenhagen, prima autrice dello studio. Secondo gli autori, i risultati e la loro utilità clinica saranno ulteriormente da verificare anche con una serie di test in modelli preclinici.

Cell Reports 2017. Doi: 10.1016/j.celrep.2017.03.015
http://www.cell.com/cell-reports/fulltext/S2211-1247(17)30332-7

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