Decreto vaccini. Approvato emendamento su 10 obbligatori e 4 “consigliati”. Tetto massimo sanzioni scende a 3500 euro. Via riferimento a patria potestà. Vaccinazioni anche in farmacia




7 Lug 2017

Questo, in sintesi, l’esito delle votazioni della seduta notturna da parte della XII commissione di Palazzo Madama. Per morbillo, rosolia, parotite e varicella, resta la verifica a tre anni con la possibilità di far cessare l’obbligatorietà. Stretta sui prezzi dei vaccini che saranno sottoposti a negoziazione obbligatoria dell’Aifa. Una commissione tecnico-scientifica, composta da esperti indipendenti, monitorerà il sistema di farmacovigilanza. Le vaccinazioni potranno essere somministrate anche in farmacia. La commissione tornerà a riunirsi lunedì alle 20 per l’esame conclusivo del decreto.

Dopo il via libera di ieri pomeriggio da parte della Commissione Bilancio, nella nottata è arrivata anche l’approvazione della Commissione Sanità del Senato al testo 2 dell’emendamento della relatrice Patrizia Manassero (Pd)  che porta a 10 le vaccinazioni obbligatorie.

Le vaccinazioni obbligatorie restano:
– anti-poliomielitica;
– anti-difterica;
– anti-tetanica;
– anti-epatite B;
– anti-pertosse;
– anti-Haemophilus influenzae tipo b;
– anti-morbillo;
– anti-rosolia;
– anti-parotite;
– anti-varicella.

A queste, poi, se ne aggiungono altre 4 “consigliate”: anti-meningococco B, anti-meningococco C, anti-pneumococcica e anti-rotavirus. Il loro inserimento, seppur come “consigliate”, ha l’intento di rafforzare con norma di legge la raccomandazione già contenuta nel Nuovo Piano nazionale vaccini. Anche se in questo caso non sono previste sanzioni, le Asl saranno in ogni caso obbligate a fare promozione attiva per queste 4 vaccinazioni.

Entro 10 giorni dall’entrata in vigore del decreto, e successivamente ogni sei mesi, il ministero della Salute, sentito l’istituto superiore di sanità, “fornisce indicazioni operative per l’attuazione” della misura in base alla quale le Regioni “assicurano l’offerta attiva e gratuita” dei vaccini “consigliati” anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica e anti-rotavirus.

Le indicazioni del ministero dovranno anche tener conto della verifica dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte, effettuta dalla commissione per il monitoraggio dell’attuazione del decreto vaccini.

Confermata, infine, la misura per la quale, sulla base della verifica dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte, il Ministero della Salute, con decreto da adottare decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della legge, e successivamente con cadenza triennale, potrà disporre la cessazione dell’obbligatorietà per una o più delle vaccinazioni per morbillo, rosolia, parotite e varicella.

Modifiche anche sulle sanzioni. Ai genitori e tutori segnalati dalla Asl per la mancata vaccinazione per i proprio figli sarà applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 euro a 3.500 euro, proporzionata alla gravità dell’inadempimento (ad esempio: al numero di vaccinazioni omesse). Scende dunque il tetto massimo che nel decreto uscito da Palazzo Chigi era stato fissato a 7.500 euro.

È stato inoltre cancellato ogni riferimento alla possibilità di perdita della patria potestà per quei genitori che rifiutano di far vaccinare i loro figli.

Stretta sui prezzi dei vaccini. I vaccini indicati nel Calendario vaccinale nazionale saranno sottoposti alla negoziazione obbligatoria dell’Agenzia italiana del farmaco.

Farmacovigilanza. Una commissione tecnico-scientifica monitorerà il sistema di farmacovigilanza e gli eventi avversi per i quali è stata confermata un’associazione con la vaccinazione. La commissione sarà composta da esperti indipendenti, privi cioè di conflitti di interesse. Il loro compito sarà quello di trasmettere, insieme all’Istituto superiore di sanità, una relazione annuale al Ministero della Salute che a sua volta relazionerà il Parlamento.

L’intesa finale è stata raggiunta sul filo di lana grazie a un asse PD-Forza Italia che ha portato a 11 voti favorevoli e a 10 contrari.

Vaccinazioni anche in farmacia. Nel corso del pomeriggio di oggi, 6 luglio, è stato approvato un emendamento a firma Luigi d’Ambrosio Lettieri (DI), Andrea Mandelli (FI) e Maria Rizzotti (FI), grazie al quale i medici anche avvalendosi della collaborazione di infermieri o assistenti sanitari, con modalità stabilite con un decreto del Ministero della Salute, potranno somministrare i vaccini presso le farmacie, in spazi idonei sotto il profilo igienico-sanitario. La farmacia, previo rilascio della certificazione gratuita relativa all’avvenuta vaccinazione, procede all’invio della stessa al competente servizio dell’Asl allo scopo di assicurare l’aggiornamento del libretto delle vaccinazioni.

Obbligo vaccinale anche per operatori sanitari e scolastici. Accantonato, per essere esaminato dalla commissione Bilancio, l’emendamento della relatrice che recita: “A partire dal 1° gennaio 2018 gli operatori sanitari e gli operatori scolastici presentano, con riguardo alle vaccinazioni obbligatorie, la documentazione attestante l’avvenuta vaccinazione ovvero l’immunizzazione a seguito di malattia naturale, ovvero l’esonero per accertato pericolo di salute, o la formale richiesta di vaccinazione presentata all’Azienda sanitaria territorialmente competente”.

La Commissione Sanità tornerà a riunirsi lunedì alle ore 20 per l’esame conclusivo. Il decreto approderà in Aula il prossimo martedì.

Da QS

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