Recensione libri

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La mia terapia anticancro, di Maurizio Pianezza, Erga Edizioni, 2008


09/01/2009

​Le terapie non convenzionali: dati, risultati e principi

Di formazione tradizionale e pragmatica (una Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Genova e una specializzazione in Malattie Polmonari e Chirurgia Generale), ma intellettualmente aperto a studiare e valutare gli aspetti scientifici di ogni argomento, Maurizio Pianezza pubblica La mia terapia anticancro. Un manuale che presenta ricerche, dati e risultati del trattamento di pazienti oncologici con l’utilizzo di farmaci regolarmente registrati e riconosciuti dagli Enti di Controllo (FDA, EMEA, AIFA), somministrati nel rispetto delle più avanzate ricerche scientifiche e dell’etica di comportamento universalmente accettato dalla Comunità Scientifica, ma non secondo protocolli ufficiali. Il manuale ha l’obiettivo di presentare da un lato una possibile strategia terapeutica alternativa ai trattamenti chemioterapici per la cura del cancro e dall’altro di sollevare l’attenzione sulla delicata problematica che ruota attorno all’utilizzo di questi “diversi” trattamenti. Le terapie non protocollari spesso richiedono al paziente di dover seguire un iter giudiziario di fronte a Tribunali competenti che riconoscano il ‘diritto alla salute’ in ogni sua forma o di fare collette per l’acquisto di farmaci costosissimi perché non erogati dal Servizio Sanitario Nazionale. Non solo casistica, liste di farmaci autorizzati, razionale e schemi terapeutici. Pianezza nel volume illustra i principi della sua terapia il cui scopo è la cronicizzazione del tumore inibendone la crescita con la riattivazione di meccanismi portano alla morte cellulare; la difesa della performance e della qualità di vita del paziente; la riduzione dei costi grazie alla ridotta ospedalizzazione e all’assunzione della terapia a domicilio; lo studio ‘ad personam’ secondo le caratteristiche della malattia e della storia del paziente; l’apertura a studi nazionali e internazionali affinché le terapie possano essere in continua evoluzione. “Dove altri vedono un confine, io colgo l’inizio di un percorso”, questo il credo da cui parte il lavoro, la ricerca e il manuale di Pianezza.

Francesca Morelli