Recensione libri
La follia dell’imperatore, Anthony O’Neill, Traduzione Roldano Romanelli, Editrice Nord, 2008
25/09/2009
Un ritratto inedito di Napoleone. Un'ombre sull'Imperatore dei Francesi
Siamo in Inghilterra nel 1854. Dopo un incontro apparentemente casuale con Sir Gardner Wilkinson, uno dei massimi esperti di storia egizia, Alex Rhind, un giovane scozzese di umili origini, riceve l’incarico dalla regina Vittoria di scoprire il segreto della Confraternita e della Camera dell’Eternità sulla cui volta, secondo un’antica leggenda tramandata da secoli, era custodito il segreto del destino degli uomini. Perlustrando scaffali di biblioteche, vecchi musei, affrontando spedizioni in Egitto e sette i due uomini intuiscono che quella Camera aveva ossessionato imperatori, sceicchi, califfi in vane ricerche del santuario. Venuto a conoscenza del mito, Napoleone Bonaparte nel 1798 giunge in Africa con l’intento di riportare un ennesimo successo al comando delle truppe francesi ma soprattutto di ritrovare il luogo sacro ai faraoni. Una impresa che, anche per lui, sembra destinata a fallire fino a quando un misterioso profeta mascherato, l’Uomo Rosso, apparso più e più volte al cospetto del condottiero, lo conduce alla Piramide di Giza. Gli indizi lasciati da Bonaparte e una fitta rete di enigmi a poco a poco rivelati, portano Rhind e Wilkinson ad una impensata scoperta… Dopo il thriller esoterico Il lampionaio di Edimburgo che nel 2004 ne decretò il successo, Anthony O’Neill con il romanzo La follia dell’imperatore riconduce alle origini della civiltà egizia attraverso le indagini di due emeriti ricercatori di storia egizia di epoca vittoriana. Il romanzo non manca di elementi che, benché non prettamente esoterici, richiamano ai misteri dell’aldilà e ai giochi enigmatici e criptici nascosti nei geroglifici. Accanto all’immagine del Napoleone pubblico, in cui l’autore ripropone pagine di storia – le imprese, le conquiste e le eclatanti sconfitte, la tormentata relazione con Giuseppina e le innumerevoli amanti, l’esilio -, si affaccia il ritratto privato di un condottiero fragile, ossessionato dalla bramosia di passare alla storia per prodezze militari, ma soprattutto per imprese tali da cambiare il destino dell’umanità. Ne scaturisce un uomo al limite della follia, preda di mistiche apparizioni di cui ne richiama la visione nei momenti di maggiore pressione politica e umana, dipendente dalle critiche, dai giudizi e consigli di personaggi creati dalla propria mente turbata. Un ritratto inedito di un Napoleone ben lontano dall’immagine impettita e fiera dell’imperatore dei francesi. Un buon equilibrio tra fantasia e realtà.
Francesca Morelli





