Interviste

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Un bus aiuta la prevenzione del carcinoma dell'utero.


27/01/2009

​Intervista a Giampaolo Landi di Chiavenna

Un bus a due piani per sensibilizzare sul tumore al collo dell’utero. Ne abbiamo parlato con l’Assessore alla Salute del Comune di Milano, Giampaolo Landi di Chiavenna.

1. Assessore Landi di Chiavenna, dal 18 al 24 gennaio si è svolta la settimana europea per la lotta al tumore al collo dell’utero. In relazione alle campagne fino ad oggi attuate, è possibile trarre dei risultati positivi nell’incidenza di questa patologia?
Siamo solo all’inizio di un lungo percorso, ma aver cominciato a diffondere una massiccia campagna di prevenzione è già un risultato. Ma non solo, l’Italia è il primo Paese europeo a pianificare una strategia di vaccinazione pubblica contro il Papilloma virus (HPV). L’introduzione sul mercato italiano è stata approvata e dal 23 febbraio 2008 viene distribuito gratuitamente per le ragazze nate nel 1997 in 15 regioni italiane. Secondo le informazioni scientifiche oggi disponibili, la vaccinazione contro l'HPV è sicura, ben tollerata e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l’insorgenza di un’infezione persistente dei due ceppi virali responsabili attualmente del 70% dei casi di tumore alla cervice uterina.

2. Quante donne colpisce questo tumore?
Ogni anno, in Italia, sono circa 3.500 le donne che si ammalano di cancro del collo dell’utero e circa il 30% muore. In Europa questa patologia colpisce più di 33 mila donne e circa 15 mila muoiono ogni anno. Oltre il 98% dei tumori del collo dell'utero sono causati dall'HPV e si calcola che oltre il 70% delle donne contragga un'infezione genitale da HPV nel corso della propria vita, anche se la grande maggioranza di queste infezioni é destinata a scomparire spontaneamente nel corso di pochi mesi. L'HPV è costituito da oltre 100 tipi virali, chiamati anche genotipi che possono essere a basso rischio e ad alto rischio. I tipi più coinvolti nelle patologie a carico dell'apparato riproduttivo femminile sono quattro: il 6, 11, 16 e 18. I tipi 16 e 18 causano oltre il 70% dei casi di cancro al collo dell'utero, circa la metà dei tumori alla vulva e il 70% dei tumori alla vagina. I tipi 6 e 11 sono coinvolti nel 90% dei condilomi genitali e nel 15% circa delle lesioni precoci del collo dell'utero.

3. Dal 18 al 24 gennaio ha circolato nelle vie della Città di Milano un bus a due piani contro il papilloma virus. Ci illustra meglio l’iniziativa?
Ma certo. L’iniziativa è stata organizzata da Fondazione Donna a Milano Onlus con il patrocinio del mio Assessorato. Ebbene, per 7 giorni un ambulatorio mobile è rimasto aperto per accogliere le donne milanesi in alcune delle piazze principali della città. Un bus a due piani, di quelli che ancora per poco potranno circolare a Londra, come baluardo della lotta al Papillomavirus. Tutte le donne che si sono presentate hanno potuto avere un colloquio gratuito con una ginecologa esperta ed effettuare il Test dell’HPV.

4. Chi può godere di questo programma di prevenzione?
Tutte le donne di Milano. La prevenzione non ha età, religione o razza. Tutte le donne devono imparare a prendersi cura di sé sempre e comunque. Per questo è importantissimo che ogni donna non sottovaluti il ruolo del Pap test che va eseguito regolarmente per poter diagnosticare precocemente lesioni precancerose e il tumore della cervice uterina. Il Pap test è infatti uno strumento di prevenzione importante perché consente di identificare non solo le lesioni tumorali molto precoci della cervice uterina, ma anche quelle precancerose. Del resto i dati dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (anno 2005) stimano che lo screening mediante Pap test ogni 3-5 anni fornisca una protezione dell'80% rispetto all'insorgenza del tumore della cervice uterina e in Italia, per le donne tra i 25 ed i 64 anni, è previsto uno screening triennale che rientra tra i Livelli essenziali di assistenza. Purtroppo anche in Italia le differenze geografiche nella popolazione che si sottopone effettivamente allo screening sono molto elevate e in molte regioni il Pap test viene effettuato con regolarità da meno della metà delle donne.

5. Quanto conta, secondo Lei, una buona educazione sessuale per combattere l’HPV?
E’ fondamentale. Il virus dell'HPV si contrae principalmente per via sessuale e il rischio di una infezione da HPV aumenta con il numero dei partner sessuali, ed é massimo nell'età più giovanile (20-35 anni). Il virus è infatti più frequentemente trovato tra le popolazione promiscue e in condizioni precarie di igiene. Ma non solo. I dati evidenziano la situazione ma il problema della trasmissione dell’HPV è polivalente. Dato il più precoce approccio all’atto sessuale delle nuove generazioni, accanto all’attenzione del medico di famiglia e del ginecologo, è fondamentale per la prevenzione una corretta impostazione educativa ed una divulgazione informativa rigorosa.

6. Ritiene che questa iniziativa possa aiutare la ‘cultura della prevenzione’?
Certamente, questa ma non solo questa. Il Comune di Milano ha tra i propri obiettivi principali una città sicura che pone la salute, intesa come raggiungimento del benessere psicofisico per ogni cittadino, tra le sue finalità prioritarie di intervento, puntando sulla prevenzione, sulla sensibilizzazione e sull’informazione sanitaria con particolare attenzione a quella di genere (materno – infantile). Per tale motivo Milano si è dotata di uno specifico Assessorato alla Salute. La realizzazione di quest’iniziativa ha un ruolo fondamentale nell’ambito della prevenzione proprio perché attraverso questo e altri progetti l’Assessorato si mostra attento al benessere della cittadinanza, perché più prevenzione vuol dire meno cura e progresso attraverso una educazione sanitaria permanente. Dobbiamo investire risorse ed energie sia umane che economiche per penetrare nella cultura della prevenzione come abitudine di comportamento, come approccio propositivo, come stile di vita e di metodologia di pensiero. Se ne avvantaggia l’individuo sul piano della propria salute personale e se ne avvantaggia la collettività.

7. Il bus londinese è tuttavia l’occasione per lanciare una importante iniziativa: la vaccinazione di massa anti-HPV dedicata alle giovani di età compresa tra i 13 e i 18 anni.
Sì è un progetto molto importante che è stato approvato dalla Giunta comunale e che prevede la vaccinazione gratuita. L’iniziativa verrà attivata in concertazione con l’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia, in particolare ove si rendessero necessari interventi vaccinali verso le dodicenni a causa di possibili carenze di fondi regionali. Oltre a questo progetto, il 2 febbraio partirà un’altra campagna di vaccinazione realizzata in collaborazione con il Comitato di Milano della Croce Rossa Italiana dedicata a 2000 ragazze nate tra il 1 gennaio 1991 e il 31 dicembre 1995 scelte sulla base dell’appartenenza a famiglie monogenitoriali o numerose (4 o più figli a carico). Queste riceveranno a casa l’invito e potranno prenotare la vaccinazione fino alla fine di marzo.

8. L’HPV è l’unica forma di tumore che ha una causa certa e riconosciuta. Un dato che potrebbe avvantaggiare una più rapida sconfitta della malattia. Vi sono nuove direzioni della ricerca per la sua diagnosi e cura?
Il Papillomavirus è ben conosciuto dalla classe medica e curabile. La medicina non ha defaillance in tal senso. Il problema nella lotta all’HPV è la prevenzione e la diagnosi precoce. Le armi quindi sono visite periodiche, igiene e protezione nei rapporti sessuali, esami diagnostici semplici e indolore, come il pap test. Inoltre, per le giovani, la vaccinazione che secondo le informazioni scientifiche oggi disponibili, risulta sicura, ben tollerata e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l’insorgenza di un’infezione persistente dei due ceppi virali responsabili del 70% dei casi di tumore alla cervice uterina. Non solo, è in grado di prevenire totalmente l’insorgenza di patologie anche causate dai tipi di Papillomavirus Umano 6 e 11, responsabili delle lesioni di basso grado al collo dell’utero, alla vulva e alla vagina e dei condilomi genitali. Il nuovo vaccino disponibile poi potenzia le difese del sistema immunitario contro i ceppi di Papillomavirus umano più dannosi (6, 11, 16 e 18) prevenendo nella quasi totalità dei casi l’insorgenza delle patologie correlate.

Francesca Morelli