Interviste
I disturbi del sonno
21/06/2010
Lino Nobili
1. Dottor Nobili, come può essere definito il sonno?
Il sonno è un fenomeno naturale e biologico a carattere periodico durante il quale si verifica una perdita di coscienza; tuttavia il sonno non è un fenomeno passivo in quanto il sistema nervoso continua a funzionare attivamente. Nel sonno si ha la diminuzione delle principali funzioni organiche: pressione arteriosa, frequenza cardiaca, circolazione sanguigna, respirazione, metabolismo e altre.
2. Quanto è importante dormire?
Dormire e riposare sono condizioni essenziali per una buona qualità della vita. Tanto è vero che chi dorme troppo poco sembra avere un'aspettativa di vita inferiore rispetto a chi dorme bene e per un numero sufficiente di ore. Tuttavia dormire un alto numero di ore non significa necessariamente essere riposati ma, al contrario, puo' indicare la presenza di un sonno non riposante. Infatti spesso il sonno è disturbato da una serie di manifestazioni e di problemi che rendono il riposo non ristoratore ed è quindi necessario aumentarne la sua durata. Quando il riposo notturno non è soddisfacente si verificano tutta una serie di problemi e di inconvenienti, che creano difficoltà e disagio al nostro organismo. Tipici sono, ad esempio, la sensazione di sonnolenza durante il giorno, il senso di affaticamento, il nervosismo e le difficoltà di concentrazione. Il sonno è dunque fondamentale per il nostro organismo, per l'efficienza del sistema immunitario, per la salute in generale, per la crescita e per le corrette funzioni organiche.
3. Che funzione ha il sonno?
Il sonno svolge diverse funzioni fondamentali: favorisce il risparmio energetico, facilita i processi di memorizzazione e costituisce un rifugio dagli affanni della vita.
4. Di conseguenza l’insonnia può essere definita ….
L'insonnia può essere conseguente ad una carenza quantitativa di sonno ma anche esprimere un sonno non riposante qualitativamente. E' un disturbo che merita attenzione poiché può essere preludio di altri problemi. Infatti l’insonnia può facilitare l'insorgenza di ipertensione arteriosa, può aumentare la resistenza all’insulina endogena ed il rischio di insorgenza del diabete, può determinare alterazioni del metabolismo e determinare una probabilità più alta di sviluppare l’obesità.
5. Quante persone soffrono di insonnia e quali tipi di insonnia esistono?
Sono milioni le persone che nel mondo soffrono di insonnia che può essere differenziata in due grosse categorie. La primaria, che è la più diffusa, è quella per cui il momento di andare a letto si carica di ansia ed il sonno è vissuto come una battaglia. Fanno parte di questo gruppo hanno le forme di sonno caratterizzate da microrisvegli in cui la persona pensa di essere sempre sveglia mentre in realtà dorme tra un microrisveglio e l’altro. O ancora, sono primarie le insonnie genetiche, ossia quelle per cui fin da piccoli si ha una debolezza intrinseca dei meccanismi del sonno. L’insonnia secondaria, invece, spesso è sintomo di altre malattie. Possono infatti causarla problemi respiratori, la sindrome delle gambe senza riposo, l’ipertiroidismo o le malattie neurologiche.
6. Esistono delle terapie contro l’insonnia?
Spesso chi soffre di insonnia tende a curarsi da sé, è invece assolutamente da evitare l’assunzione di medicinali fai-da-te, che non vengono prescritti da uno specialista. Vi sono infatti anche casi non responsivi ai farmaci, per i quali è utile rivolgersi a un centro di medicina del sonno dove eseguire una polisonnografia, ossia un esame che registra di notte alcuni parametri utili ad identificare le caratteristiche del sonno e fare una diagnosi precisa. La cura più utile, sempre sotto stretto controllo medico, in caso di insonnia è comunque a base di farmaci: ipnotici, ansiolitici, tranquillanti e antidepressivi a seconda dei casi. Molto efficaci possono essere anche le terapie cognitivo-comportamentali.
7. Ci sono accortezze che chi soffre di insonnia può seguire per facilitare il sonno?
Certamente. È importante andare a letto e svegliarsi a orari regolari, evitando prima di dormire di svolgere attività ansiogene, come sbrigare grane lavorative o assumere caffeina sotto forma di caffé, Cola-Cola, thé o cacao. E' inoltre fondamentale non addormentarsi di fronte alla televisione prima di coricarsi in quando dopo sarà molto più difficile prender sonno.
Occorre anche fare attenzione all’alcool, infatti se piccole quantità possono conciliare il sonno, da tre a cinque bicchieri la sera possono invece intralciarlo. Così come lo sport che andrebbe praticato almeno tre ore prima di andare a letto in quanto provoca un rialzo termico che ostacola l’addormentamento.
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8. Tra i disturbi del sonno, si sente di parlare anche di mioclono notturno. Di che si tratta?
Caratteristica del mioclono notturno sono microrisvegli inconsci che possono interrompere il sonno fino a 300-400 volte per notte a causa di movimenti periodici delle gambe. Si tratta di una patologia la cui diagnosi è spesso molto difficile poiché raramente chi ne soffre ne è consapevole. Nel mioclono notturno si verificano movimenti a scatti, soprattutto della caviglia, ad intervalli di 30-40 secondi. Le cause, che di norma sono di tipo neurologico, dipendono da una alterazione del funzionamento del sistema nervoso centrale che provoca una variazione dei livelli di dopamina. Il sonno dunque non è tranquillo e lascia addosso una perenne stanchezza poiché quella accumulata durante il giorno non viene smaltita completamente. Il mioclono notturno è generalmente associato alla sindrome delle gambe senza riposo, un disturbo caratterizzato dall'insorgenza di un “fastidio, dolore, irrequietezza” delle gambe che insorge verso sera nel momento di rilassamento (quando ci si corica o anche seduti sul divano). La sindrome delle gambe senza riposo può provocare forme molto gravi di insonnia.
9. Quali sono le manifestazioni dell’insonnia?
Gli esiti di una mancata dormita sono immediati e visibili: borse sotto gli occhi, pelle poco luminosa, palpebre appesantite e afflosciate oltre ad ansia, irritabilità, depressione, nervosismo e stanchezza. Talvolta la difficoltà a dormire è causata da motivi abbastanza semplici da capire, per esempio un partner che russa rumorosamente o frequenti brutti sogni. In presenza di insonnia persistente (una, due settimane), sarebbe bene rivolgersi al medico o ad uno specialista.
10. Quali sono i disturbi del sonno più comuni?
I più comuni e frequenti disturbi del sonno sono le parasonnie con le tipiche manifestazioni del bruxismo, ossia il digrignamento dei denti, e il sonnambulismo (camminare nel sonno), un fenomeno particolarmente evidente nell'età infantile, ma presente anche negli adulti, specialmente in periodi di stress o di ansia.
Altri disturbi frequenti sono quelli riguardanti la respirazione notturna, in particolare il russamento e le apnee nottune. Il russamento è generato da un'ostruzione delle alte vie respiratorie per il rilassamento dei muscoli della parte superiore e interna della gola. Vi sono alcune condizioni che lo possono favorire: l'invecchiamento, l'obesità, un semplice raffreddore, un'allergia, i polipi nasali, l'ingrossamento delle tonsille o delle adenoidi. Anche l'etilismo, il fumo, il consumo di sonniferi e l'abitudine a dormire in posizione supina possono facilitarne l'insorgenza. Non esistono farmaci capaci di curare il russamento, ma alcune regole di vita possono certamente limitare e migliorare il problema. Praticare attività fisica, non bere troppo alcol, fumare poco o non fumare affatto, mantenere un giusto peso, evitare l'uso di sedativi e di sonniferi sono regole importanti. Oggi è possibile sottoporsi poi ad interventi chirurgici (di vario tipo) che consentono di interrompere il russamento. Il russamento puo' essere associato alle apnee notturne, disturbo molto più grave e che può avere conseguente estremamente importanti. Durante le apnee notturne si ha la temporanea chiusura delle prime vie aeree per una durata variabile da 10 a 60 secondi e più; le apnee possono essere subcontinue, anche centinaia in una stessa notte. Nei casi più gravi di apnea notturna il sonno del soggetto è altamente compromesso e ne consegue generalmente una importante sonnolenza diurna. Il trattamento di prima scelta di questo disturbo è l'utilizzo, durante il sonno, di un dispositivo che attraverso una mascherina nasale o facciale invia una pressione d'aria che dilata le prime vie aeree consentendo una respirazione normale. Nel caso delle Apnee Notturne il trattamento chirurgico, può essere molto efficace ma è più complesso e richiede tecniche più sofisticate in cui si mescolano competenze otorinolaringoiatriche e del chirurgo maxillo facciale.
Francesca Morelli



