Interviste
Dolori mestruali: che sofferenza!
05/04/2011
Fabio Facchinetti
La dismenorrea: le sue manifestazioni e i rimedi per controllarla e combatterla. Ne abbiamo parlato con Fabio Facchinetti, Dipartimento Materno infantile, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
1. Professor Facchinetti, quali sono le sintomatologie che accompagnano mestruazioni particolarmente dolorose e quante donne ne sono afflitte?
La dismenorrea, termine tecnico per definire una mestruazione dolorosa, è un'alterazione mestruale, accompagnata da disturbi generali o locali e da dolori che interessano in genere la regione pelvica. Quasi tutte le donne lamentano dolori durante il ciclo mestruale per uno o due giorni al mese, ma solitamente tale sintomatologia dolorosa è lieve e facilmente sopportabile, ma fra loro una donna su due nell’arco della vita prova i dolori della dismenorrea. Inoltre di questo 50%, all’incirca il 10-15%, avverte dolori addominali, crampi, mal di schiena, talvolta mal di testa, nausea e diarrea, talmente intensi da pregiudicare le normali attività, siano esse scolastiche, lavorative o sportive. Secondo alcuni studi recenti potrebbe sussistere una correlazione tra l'intensità dei disturbi e alcune caratteristiche psicologiche della donna, che possono influire negativamente sui sintomi della dismenorrea amplificandoli.
2. Si distingono due forme di dismenorrea: quali sono e come si differenziano?
Si distingue una dismenorrea primaria, che si manifesta in genere pochi anni dopo lo sviluppo ( e scompare quasi sempre dopo la prima gravidanza, legata principalmente ai cambiamenti ormonali dovuti ai cicli ovulatori e in particolare ad un'eccessiva produzione di prostaglandine (sostanze che provocano contrazioni spastiche e dolorose dell'utero). Il dolore in taluni casi si può manifestare qualche giorno prima dell'inizio della mestruazione e protrarsi fino ai primi tre giorni dall'inizio del flusso mestruale. La dismenorrea secondaria, invece insorge generalmente in età più tradiva rispetto alla primaria e può essere causata dalla presenza di una malattia organica degli organi sessuali femminili, per esempio l'endometriosi, un'infiammazione delle tube o delle ovaie, la presenza di fibromi uterini o essere provocata anche dall’uso di un dispositivo intrauterino, come la spirale. A differenza di quanto accade nella dismenorrea di tipo primario, in quella secondaria la manifestazione dolorosa, generalmente molto intensa, accompagna tutto il periodo in cui si hanno le perdite mestruali e può essere associata a dispareunia (dolorabilità a livello dell'area vaginale durante e/o dopo un rapporto sessuale).
3. Quali sono le cause del dolore mestruale?
Essi dipendono dalla natura dell'utero che è un muscolo liscio e come tale si contrae in modo crampiforme, con contrazioni che diventano più intense durante la fase mestruale poiché stimolate dalle prostaglandine, ossia da alcune sostanze prodotte dall'endometrio. Prima della mestruazione i livelli di prostaglandine aumentano per poi diminuire durante la mestruazione, ed è questa la ragione per cui il dolore è più intenso nei primi giorni del ciclo. Tuttavia, come ho già accennato, per interpretare il dolore spesso bisogna tenere conto anche di alcuni fattori psicosociali, come ad esempio il comportamento materno, la conoscenza del proprio corpo o un cattivo rapporto con la sessualità.
4. È necessario eseguire esami clinici in presenza di dismenorrea?
Sì, qualora la dismenorrea è di natura secondaria andrebbe accertata la causa con esami diagnostici sia di tipo clinico (visita ginecologica) che strumentale (ecografia transvaginale); la laparoscopia rappresenta l’esame più utile ai fini diagnostici ed eventualmente terapeutici. Lo scopo è arrivare a evidenziare la presenza di alterazioni dell'apparato sessuale oppure di altre patologie che sono all'origine del disturbo.
5. Quali terapie aiutano a controllare il dolore?
Anche per la definizione della terapia occorre distinguere la natura della dismenorrea. Se essa è di tipo primario si può ricorrere a farmaci antinfiammatori-antidolorifici non appena compaiono i primi doloretti, senza aspettare che si acutizzino, così da bloccare subito la produzione di prostaglandine. Nei casi in cui le mestruazioni siano molto regolari e il dolore prevedibile, è possibile iniziare l’assunzione dei farmaci anche in anticipo, in forma preventiva, senza attendere la comparsa della sintomatologia. Di norma, se presi solo per 2-3 volte al mese, sono farmaci ben tollerati, con effetti collaterali scarsi o assenti: è sempre bene associarli a protettori gastrici. Nel caso il dolore sia refrattario agli antidolorifici e i sintomi persistano, si può fare uso di estroprogestinici orali (pillola). Questo perché la pillola sopprime l'ovulazione e la sua efficacia nel controllare la dismenorrea è elevatissima, spesso fino alla scomparsa completa del disturbo. La pillola può essere assunta anche in combinazione con gli antidolorifici in caso di persistenza del dolore. Sono efficaci contro la dismenorrea anche il magnesio, sia in fiale che in bustine, e la vitamina B1 che andrebbero assunti 7-10 giorni prima della comparsa del ciclo. In caso di dismenorrea secondaria, invece, il trattamento dovrà variare a seconda della causa di insorgenza.
6. L’attività fisica aiuta in caso di dismenorrea?
Certamente. Lo sport si è dimostrato efficace nel combattere i dolori mestruali poiché aumenta la produzione di endorfine che riducono la sintomatologia nei giorni che precedono le mestruazioni. Fare attività fisica aiuta anche a scaricare le emozioni negative, quali ansia, tensione e rabbia, e aumenta il livello di serotonina importante per mantenere un umore stabile. Per riscontrarne i benefici è sufficiente una attività fisica moderata, praticata in maniera costante: 10-20 minuti di jogging, camminata veloce, bicicletta, nuoto o yoga per tre volte a settimana.
7. Altre indicazioni?
Il riposo che è fondamentale. Dormire abitualmente poco o male può creare squilibri psicobiologici e peggiorare notevolmente l’umore, con tendenza all’instabilità e alla depressione. Assumere una posizione distesa durante la fase dolorosa del ciclo può essere di aiuto e dare sollievo.
8. L’alimentazione può incidere sulla dismenorrea, permettendo di controllare in parte il dolore?
Gli interventi dietetici di per sé non sono di grande beneficio e spesso possono induire squilibri per altre funzioni: l’integrazione con sali minerali quali il magnesio è certamente efficace.
Francesca Morelli




