Interviste
Contraccezione: aumenta il suo utilizzo fra la popolazione femminile
01/06/2011
Giovanna Piazzesi
Quale forma di contraccezione scegliere? Quali i vantaggi e i limiti? La contraccezione protegge anche dalla contrazione di malattie sessualmente trasmissibili? Ne abbiamo parlato con Giovanna Piazzesi, Unità Operativa di Ginecologia e ostetricia, Ospedale Poggibonsi, Siena
1. Dottoressa Piazzesi, come è cambiato nell’ultimo decennio l’atteggiamento delle donne verso la contraccezione?
Dopo decenni di lenta evoluzione, c’è stata una forte accelerazione della crescita della contraccezione e di un più elevato grado di informazione della donna. Atteggiamento che deriva in parte dagli effetti del mutamento socio-culturale, da una maggiore sensibilizzazione verso le malattie ginecologiche e dal crescente ricorso a visite specialistiche o a consultori, che ha avuto una ricaduta positiva su una sessualità più responsabile, anche fra le più giovani, grazie a campagne anti-AIDS o a malattie sessualmente trasmissibili.
2. Come si valuta l’efficacia di un metodo contraccettivo?
L’efficacia di un metodo contraccettivo si misura valutando il numero di gravidanze indesiderate che causa. Un metodo, quindi, è efficace quando è utilizzato in modo corretto, senza nessun errore e senza nessun elemento che possa interferire. Per esempio, l’assunzione della pillola per i giorni indicati senza dimenticanze o problemi di mancato assorbimento determinato da vomito o dall'assunzione di farmaci interferenti, l'uso del condom prima della penetrazione o il controllo periodico della spirale.
3. Quali sono le maggiori forme di contraccezione oggi utilizzate dalle donne?
Un dato oggi importante è che solo il 20% di donne adulte in età fertile non usa alcun metodo contraccettivo, escludendo l’utilizzo del profilattico da parte dell’uomo e come protezione dall’HIV. Nell’ultimo decennio si è osservato in particolare un lento calo tra i metodi contraccettivi naturali, una vera caduta del coito interrotto, una stabilità del profilattico, una moderata crescita della spirale e un notevole boom della pillola, utilizzata in genera da 27 donne su 100 di età compresa tra i 18 e i 49 anni. Il doppio rispetto a circa dieci anni fa.
4. Qual è la ragione per cui la contraccezione ormonale è preferita dalle donne?
La ragione principale sta nel fatto che nell’ultimo decennio sono diminuite le preoccupazioni legate ai gravi rischi dell’assunzione prolungata di questo contraccettivo, quali ad esempio le malattie cardiovascolari e i tumori, ma non quelle che causano un aumento degli stati di ansia nella donna, come l’aumento di peso, la nausea, il vomito e il mal di testa. Accanto alla convinzione che la contraccezione ormonale svolga una precisa funzione protettiva verso alcuni tumori e altre malattie, è ormai riconosciuta la sua capacità di ridurre le irregolarità e i disturbi legati al ciclo mestruale e alla menopausa. A meno che gli effetti collaterali, specie quelli correlati alla forma fisica (ritenzione idrica e aumento di peso) non siano causa di importanti stati di ansia, diventa sempre più raro il caso in cui la donna oggi abbandoni l’uso della contraccezione ormonale.
5. Come agisce la contraccezione ormonale, quali sono i vantaggi e gli effetti collaterali?
La contraccezione ormonale è il metodo anticoncezionale più diffuso caratterizzato da principi attivi, schemi e dosaggi molto diversificati mentre gli effetti collaterali, interazioni, controindicazioni e benefici sono molto simili tra loro. Il blocco dell’ovulazione è il meccanismo principale con il quale esercita la sua attività anticoncezionale. Proprio come l’innalzamento dei livelli di estrogeni e di progesterone che si trovano naturalmente in circolo, allo stesso modo la combinazione di estrogeni e progestinico contenuta nei contraccettivi orali inibisce il funzionamento dell’ipotalamo e dell’ipofisi. Dunque ha principalmente funzione contraccettiva ma esercita anche effetti positivi sia su malattie serie sia su disturbi comuni nella donna. Riduce infatti il rischio di tumore dell’ovaio, dell'endometrio, di malattie benigne della mammella, di patologie ovariche ed i tipici sintomi della sindrome premestruale (cefalea, irritabilità, tensione mammaria). Non è esente tuttavia da effetti collaterali e quelli maggiormente riconosciuti sono nausea moderata, cefalee leggere, tensione mammaria, alterazione del pigmento della pelle ed effetti occasionali sull'umore. E' comunque sconsigliata in presenza di trombosi venosa o arteriosa in atto o pregressa, malattie e tumori epatici, malattie maligne degli organi genitali e della mammella.
6. Che cos’è la ‘pillola del giorno dopo’?
Non si tratta di un vero e proprio concorrente del contraccettivo orale, ma di un contraccettivo di emergenza, contenente esclusivamente un progestinico a livello molto elevato, che va assunto entro un tempo massimo di 72 ore dal rapporto sessuale, che ha la capacità di evitare una gravidanza a seguito di un rapporto sessuale non protetto. Il meccanismo è essenzialmente quello di bloccare l'ovulazione. Non ci sono controindicazioni particolari dato l’utilizzo del tutto occasionale, sporadico e in dosi limitate. Ovviamente va esclusa l’esistenza di una gravidanza già insorta e ancora non nota, poiché in questo caso la ‘pillola del giorno dopo’ sarebbe inutile ed inefficace. Solo alcuni farmaci anticonvulsivanti e antiepilettici e alcuni antibiotici potrebbero interferire e ridurre l’efficacia della pillola. La comparsa della mestruazione successivamente all’uso della ‘pillola del giorno dopo’ si dovrebbe verificare senza grandi variazioni di anticipo o ritardo rispetto alla data prevista, anche se può capitare che sia più abbondante. Se, invece, si verifica un ritardo significativo (5-7 giorni) o la mestruazione è diversa dal solito (più scarsa o di durata più breve) o ci sono sintomi che fanno pensare alla gravidanza, tenuto conto dell’efficacia non assoluta, è consigliabile un test di gravidanza.
7. Quali altri tipi di contraccettivi sono disponibili?
Oltre la pillola, è possibile scegliere tra il cerotto transdermico che blocca l'ovulazione con il rilascio programmato, costante e uniforme di ormoni estro-progestinici a basso dosaggio attraverso la pelle, e l’anello contraccettivo ad uso vaginale che rilascia giornalmente una bassissima dose di ormoni e induce modifiche del muco vaginale atte a renderlo inadatto alla risalita degli spermatozoi. Quest’ultimo può essere posizionato e rimosso direttamente dalla donna che deve tenere a mente alcune accortezze. Esso va infatti utilizzato per tre settimane consecutivamente, seguite da una settimana di intervallo senza anello, durante la quale comparirà la regolare mestruazione.
8. Per quanto riguarda invece i metodi contraccettivi naturali?
L’applicazione pratica di questi metodi, che si basano sull’astinenza periodica dai rapporti sessuali, è fondata sull’ipotesi della periodicità di fertilità e infertilità nel corso del ciclo femminile. La contraccezione naturale prevede cinque metodiche: il coito interrotto che consiste nell'interruzione del coito prima dell'eiaculazione. Ha il vantaggio di non richiedere alcuna pianificazione del rapporto, ma è poco affidabile, e può interferire con il piacere dell’eiaculazione; il metodo di Ogino-Knaus (o del calendario) che si basa sugli studi del giapponese Ogino che stabilì che l'ovulazione avviene tra il 16mo e il 12mo giorno antecedente l'inizio della mestruazione successiva con un periodo fertile tra il 19mo e il 21mo. Pertanto se la donna ha un ciclo mestruale normale di 28 giorni, il periodo fertile va dal 10mo al 17mo giorno del ciclo, se invece è variabile da 26 a 30 giorni, il periodo fertile va dall’ottavo al 19mo giorno. Il metodo necessita la programmazione dei rapporti ma è di difficile attuazione nelle donne con cicli irregolari ed ha scarsa affidabilità. La misurazione della temperatura basale per via orale, rettale o vaginale eseguita al mattino appena svegli, invece, stabilisce la data dell'ovulazione con una precisione di 1-2 giorni circa. L’ovulazione si considera avvenuta quando la temperatura basale sale di 0,3-0,5°C. Anche in questo caso però il metodo ha scarsa affidabilità e necessita la programmazione dei rapporti. Il metodo "Billings" (o del muco cervicale) determina il periodo fertile mediante l'osservazione del muco cervicale che in prossimità dell'ovulazione diventa fluido, elastico e può essere stirato in lunghi filamenti. Durante questo periodo per evitare gravidanze indesiderate è dunque necessario astenersi dai rapporti sessuali. Come i precedenti metodi che si basano su ipotetici calcoli, ha scarsa affidabilità. Infine il sistema "Persona", che attraverso il monitoraggio dei livelli ormonali nelle urine del mattino, è in grado di stabilire i giorni fertili. Quest’ultimo è senz’altro il più sicuro tra i metodi naturali.
9. E invece per i metodi barriera?
Quando si parla di ‘metodi barriera’, o meccanici, si intendono tutti quei sistemi contraccettivi che tendono ad impedire l’incontro dello spermatozoo con l’ovocita. Sono metodi antichissimi dei quali il principale è rappresentato dal preservativo che, oltre ad essere un sistema contraccettivo, protegge dalle malattie a trasmissione sessuale. Il preservativo ha il vantaggio di essere facilmente reperibile e da portare con sé, ma potrebbe interferire nella spontaneità del rapporto o rompersi se applicato male e non adempiere dunque alla sua funzione. Il diaframma, il secondo dei metodi barriera, va applicato in vagina prima di ogni rapporto, facendo seguire anche l’utilizzo di uno spermicida. Non ha effetti collaterali e può essere riutilizzato dopo un'accurata pulizia, ma potrebbe interferire nella spontaneità del rapporto. Infine gli spermicidi, che vanno inseriti in vagina prima di ogni rapporto, svolgono una azione barriera all’ingresso in utero degli spermatozoi e sono disponibili in più di una forma farmaceutica: ovuli, crema, schiuma, gelatina, candelette, spray. Sono facili da usare, non necessitano di prescrizione medica, ma sono di scarsa affidabilità e possono causare irritazioni vaginali o al pene.
10. Infine vanno anche ricordati i metodi più invasivi, quali lo IUD, la spirale medicata e la sterilizzazione femminile. Di che si tratta?
Lo IUD, è un piccolo dispositivo di plastica parzialmente rivestito di rame o di progestinico che viene inserito in utero dal ginecologo. Non va utilizzato in caso di infezioni acute degli organi genitali interni, forte dismenorrea (dolori mestruali) ed ipermenorrea (mestruazioni molto abbondanti), emorragie genitali, gravidanza, aborto settico recente, endometrite post partum, allergia al rame e terapia anticoagulante. È un metodo affidabile, utilizzabile senza problemi anche durante l’allattamento, ma che va sostituita dopo 3-5 anni. In caso di necessità può anche essere utilizzato come contraccettivo di emergenza dopo un rapporto non protetto a metà del ciclo. E' sconsigliata nelle donne che non hanno avuto figli per i possibili effetti collaterali sulla fertilità futura e per l'applicazione più difficile e dolorosa. La spirale medicata al progesterone, oltre che ad essere un ottimo contraccettivo, rappresenta un valido strumento per il controllo del ciclo abbondante e frequente, soprattutto in premenopausa. Infine con la sterilizzazione femminile le tube uterine vengono legate o chiuse, attraverso un intervento chirurgico per via laparoscopica o transuterina, in modo da impedire alla cellula uovo di incontrare gli spermatozoi. Il maggiore svantaggio è che la sterilizzazione naturalmente non è reversibile se non in qualche raro caso, e può avere riflessi emotivi negativi legati all’inconscio senso di perdita della capacità di procreare. Va detto che si tratta comunque di un intervento chirurgico che può avere possibili complicazioni.
11. Le forme di contraccezione possono proteggere anche dalle malattie a trasmissione sessuale (MTS)?
L’unico metodo sicuro per evitare le MTS è avere rapporti protetti, utilizzando correttamente il preservativo, maschile o femminile che sia.
Francesca Morelli




