Interviste
Curare l’igiene orale da piccoli è garanzia di un bel sorriso da grandi
19/09/2011
Gianfranco Aiello
Fino a quando usare ciuccio e biberon? Qual è il momento più opportuno per iniziare le cure odontoiatriche nel bambino? Quali sono le problematiche più ricorrenti legate alla prima dentizione? Ne abbiamo parlato con Gianfranco Aiello, Presidente dell’Accademia di Estetica Dentale Italiana
1. Professor Aiello, qual è l’epoca in cui spuntano i denti nel bambino?
L’eruzione dei denti nel bambino avviene, di norma, in tempi piuttosto ampi. I primi due dentini devono comunque spuntare al più tardi nell’arco di tempo compreso fra i 12 e i 14 mesi, mentre i primi venti, cioè tutta la dentizione da latte, entro il terzo anno di vita.
2. Quali sono le ragioni per cui l’eruzione potrebbe non avvenire entro questi parametri?
Un ritardo rispetto a questi limiti massimi può essere imputato a una grave malnutrizione, non legata esclusivamente a una lieve carenza di calcio o di vitamina D come si è soliti pensare, o a rarissime malattie congenite che ostacolano lo sviluppo dei tessuti che formano i denti, i capelli ed il cristallino dell’occhio.
3. Quali sono i segnali che possono fare dedurre alla mamma che qualche cosa non va nella bocca del suo bambino?
La presenza di qualche cosa che non funziona, anche riguardo ai denti, viene di norma evidenziata dal pediatra benché la mamma resti il primo osservatore. Le problematiche più comuni a cui fare attenzione sono riferibili a malaocclusione e/o problemi di conformazione della mascella e della mandibola che provocano alcuni comportamenti tipici nel bambino, quali difetti di pronuncia o la sindrome di deglutizione atipica che costringe a spingere la lingua contro gli incisivi superiori quando si ingeriscono liquidi e cibo. È utile osservare anche il bambino quando dorme, infatti la difficoltà a respirare o un leggero russare spesso segnalano che il palato è stretto, o ancora se fatica a incidere cibi duri alla base quando mangia alterando così la masticazione. In questi due ultimi casi si può risolvere il problema con apparecchi correttivi.
4. I denti da latte vanno curati anche se poi si cambiano?
Certamente, ed è bene sottoporre i bambini a visita odontoiatrica a partire da 3-4 anni per curare tutte le imperfezioni che possono essere presenti: le malocclusioni scheletriche, che abbiamo già citato, le situazioni a rischio di trauma (denti a coniglietto) o le carie che, se profonde, possono causare ascessi. Soprattutto i denti da latte non vanno mai tolti a cuor leggero poiché la loro eliminazione può portare alla riduzione dello spazio destinato a quello di un dente permanente. La regola quindi, anche coi denti da latte, deve essere sempre conservare. Questo è possibile se il bambino viene abituato fin da piccolissimo alla corretta igiene orale che significa pulizia delle gengive con una garzina sterile nei primi mesi di vita, passaggio allo spazzolino con il primo dentino, uso del dentifricio al fluoro dopo i 3 anni per arrivare verso i 12-13 anni all’aggiunta del filo interdentale. Tutte operazioni da ripetere 2 volte al giorno. Risultato: un bel sorriso garantito da grandi!
5. Quando deve cominciare dunque la pulizia dei denti nel bambino piccolo?
Fino dalla più tenera età. Prima dei 2 anni, quando la dentizione non è completa, per prevenire l’insorgenza della carie e rendere lo smalto più forte è utile assumere una compressa di fluoro da 0.25 mg che dovrebbe essere integrato fino ai 12 anni, adeguando la dose (sotto il controllo medico) all’età del bambino. Non appena spuntati i denti da latte è bene cominciare a lavarli subito dopo i pasti con un dentifricio dal sapore gradevole ed uno spazzolino infantile piccolo e morbido.
6. Ci sono abitudini scorrette da abbandonare?
Certamente. Prima fra tutte l’uso del ciuccio intinto nello zucchero o nel miele o lasciare addormentare il bambino con il biberon riempito di latte. Succhiotti e biberon vanno comunque aboliti subito dopo i due anni per evitare che possono deformare il palato rovinando la dentizione. Inoltre per pulire il ciuccio, gli adulti non dovrebbero mai metterselo in bocca poiché il cavo orale contiene batteri sconosciuti per i piccoli e in grado di trasmettere infezioni.
7. In caso di denti anteriori staccati come correggere il difetto?
Il diastema interincisivo, questo è il termine tecnico, è piuttosto comune e può essere dovuto ad una predisposizione familiare anche se non si tratta necessariamente di una situazione ereditaria. Talvolta il motivo alla base dei “denti larghi” anteriori è la presenza di agenesie dentarie, ossia la mancanza di uno o più denti. Quasi sempre si tratta dell’incisivo che, essendo assente, lascia ai due incisivi centrali più spazio. In genere tra i due incisivi centrali diastemati (separati) si viene a creare un cordone di gengiva che ne accentua l’apertura. Spesso occorre fare una piccola incisione (frenulectomia) per allontanare il cordone gengivale a cui deve seguire una cura ortodontica volta a unire e allineare i denti tenendo conto dell’aspetto estetico-funzionale, ossia del corretto “ingranaggio dei denti” con l’arcata corrispondente. È un problema, anche questo, facilmente risolvibile.
Francesca Morelli




