Interviste
Pancia gonfia: si combatte con la ‘buona’ alimentazione e l’eliminazione dello stress
17/10/2011
Tino Casetti
Quali sono i fattori che influenzano il gonfiore addominale? Quanto una buona educazione a tavola può aiutare nella risoluzione della problematica? La terapia farmacologica è un utile rimedio? Ne abbiamo parlato con Tino Casetti, Direttore, Divisione di Gastroenterologia e Nutrizione, AUSL Ravenna
1. Dottor Casetti, il problema del gas addominale è un problema di tutti, comune a molti o tipico solo di una parte della popolazione ?
La formazione di gas addominale è fisiologica, ma per alcuni è un problema; il nostro organismo ne produce dai 400 ai 1.200 ml, con una variabilità legata in parte minima all’aria inghiottita e, soprattutto, alla produzione di gas da parte della flora microbica, dotata di enzimi responsabili della formazione d’idrogeno e metano nel colon, attraverso la fermentazione di alcuni residui alimentari, quali amidi e fibre, senza scordare l’età che di per sé si accompagna a una aumentata produzione di metano. Molti gas sono inodori, ma molti altri sono perfettamente apprezzabili dall’olfatto, con una percentuale intorno all’1%.
2. Quando si formano i gas addominali?
Il gonfiore addominale è tipico del dopo pranzo. Quando si mangia, si innesca un meccanismo complesso che per non dare problemi deve funzionare come un orologio; lo stomaco deve rilassarsi per accogliere il cibo, l’intestino deve iniziare lentamente a muoversi per mescolare e far procedere gli alimenti, il cui contenuto deve essere equilibrato, fegato e pancreas devono secernere le sostanze che servono alla digestione così che i batteri della flora intestinale ( a loro volta equilibrati) non riescano a provocare eccessive fermentazioni o putrefazioni. Dunque la pancia gonfia può dipendere sia dal tipo di alimentazione che dalla funzionalità intestinale, intesa come attività biochimica, composizione batterica e motilità, la quale ultima è condizionata anche da fattori esterni come lo stress.
3. Che cosa si può fare per prevenire o ridurre il problema del gonfiore addominale?
Occorre partire innanzitutto dalla tavola e da un’alimentazione corretta ed equilibrata. Un’assunzione troppo rapida di cibo e bevande si accompagna ad eccessiva ingestione di aria Oggi è consueto consumare pranzi frettolosi, trangugiare rapidamente bibite o costringersi a deglutizioni frequenti e ripetitive causate, ad esempio, dalle gomme da masticare; ma bisogna fare attenzione anche a limitare l’assunzione (soprattutto se contemporanea) di alcuni cibi quali pane e pasta integrali, la mollica del pane bianco, lo zucchero, i dolcificanti come sorbitolo, fruttosio e mannitolo contenuti nelle gomme da masticare senza zucchero, legumi secchi interi, selvaggina, carni rosse e fibrose, cibi molto grassi quali pancetta, strutto, lardo, latte e latticini freschi, uova fritte o fritture in genere . E’ noto poi che anche le verdure e la frutta, se assunte in quantità eccessiva, possono contribuire alla formazione di gas addominale; fra queste vanno ricordati: carciofi, cardi, cavoli in genere, cetrioli, cime di rapa, cipolle, peperoni e rape. La frutta fresca non deve mai essere troppo matura, soprattutto albicocche, banane, cachi, fichi, fragole, prugne, e non bisogna eccedere anche con nocciole, mandorle, datteri, pinoli, cocco fresco, noci e tutta la frutta secca in genere. Sarebbe bene fare attenzione anche alle bevande controllando il consumo di bevande frizzanti o addizionate di gas e a quelle molto dolcificate e sciroppose, mentre fra i dolci attenzione a quelli a base di cacao e a dolciumi variamente farciti. Questo elenco di alimenti ‘a rischio’ per formazione di gas non deve comunque spaventare: non bisogna infatti essere tassativi o restrittivi, ma usare bil buon senso e la moderazione, prestando invece cura – come abbiamo detto - a non assumere insieme molti degli alimenti che, per natura, possono contribuire ad accentuare la problematica.
4. La ‘buona educazione’ a tavola che cosa impone?
Di regola richiede che i pasti siano almeno tre (piu’ due spuntini), con una colazione che non preveda solo un caffè), consumati con agio di tempo, costituiti da nutrienti equilibrati fra zuccheri, grassi e proteine, preferendo piatti semplici e poco elaborati. Anche la cottura ha una certa importanza per cui, oltre a ridurre i fritti, è preferibile un piatto a cottura rapida rispetto ad uno che richieda molte ore di permanenza sul fuoco, le bistecchiere o piastre devono essere preferite alle padelle o casseruole, limitando così l’apporto degli intingoli.
5. Come regolare la componente di alimenti solidi e liquidi?
Nell’intestino devono coesistere liquidi, solidi e gas, preferibilmente ben amalgamati fra loro, e a questo scopo è indispensabile un adeguato apporto di bevande. Se i componenti restano separati, il gas, essendo più leggero può espandersi ed occupare gli spazi intestinali più alti, (tipicamente sotto le coste a destra o sinistra), o più vicini alla parete addominale (zona ombelicale); da qui la sensazione di gonfiore che spinge a slacciare la cintura e può mettere in imbarazzo se si è in pubblico.
6. Quale altre ‘buone’ abitudini contribuiscono alla limitata formazione di gas?
Far trascorre un determinato tempo dal momento in cui si termina di pranzare a quello in cui si va a coricarsi, combattere la sedentarietà con attività fisica che, oltre ad aiutare la forma fisica, aiuta la motilità fisiologica dell’intestino. La composizione della flora batterica è un altro punto importante. In alcune situazioni potrebbe essere utile effettuare dei trattamenti regolari finalizzati all’eliminazione di parte della flora batterica per una sua sostituzione con altri ceppi più favorevoli, tramite assunzione di probiotici e prebiotici per favorire l’impianto e lo sviluppo di bifidobatteri e lattobacilli.
In presenza di sintomi dolorosi, possono essere utili prodotti a base di oli essenziali di menta, che inibisce la muscolatura liscia gastrointestinale, specialmente quella del colon, ed esercita anche un’azione di tipo carminativo, riduce cioé la produzione di gas. Utili si possono rivelare anche alcuni enzimi vegetali i quali, digerendo meglio le fibre possono ridurne la quota indigerita che arriva al colon, sottraendo quindi materia fermentante alla flora batterica residente.
7. Quando bisogna invece ricorrere ai farmaci?
Prima di ricorrere ai farmaci è assolutamente necessario prima assumere corrette abitudini alimentari, escludere la presenza di malattie organiche, quali ad esempio la celiachia.
I farmaci più indicati sono gli antispastici gastrointestinali, che, in soggetti piuttosto tesi ed ansiosi, qualora non sia possibile l’eliminazione dei fattori di stress, potrebbero essere associati a blandi ansiolitici ed antidepressivi, proprio per le riconosciute interazioni fra sistema nervoso centrale e sistema nervoso addominale.
8. Esistono delle condizioni che possono peggiorare la formazione di gas addominale?
Sì, oltre la celiachia accennata sopra, spesso il gonfiore addominale è imputabile alla cosiddetta sindrome dell’intestino irritabile, tanto diffusa nei Paesi occidentali da rappresentare circa la metà dei motivi per cui ci si rivolge a un gastroenterologo. Colpisce in prevalenza le donne con un rapporto di
Francesca Morelli




