Interviste
La cervicale: traumi, sedentarietà e posture scorrette le prime cause di insorgenza
16/11/2011
Giacomo Bazzini
Quali sono i segnali e le manifestazioni della cervicale? È possibile prevenirla? Quali i trattamenti consigliati e le eventuali terapie sostituive dei farmaci? Ne abbiamo parlato con il Giacomo Bazzini, Fiasiatra, Istituto Scientifico Fondazione Maugeri, Pavia Montescano
1. Dottor Bazzini, che cosa si intende quando si parla di cervicale?
Quando si parla di sindrome cervicale si intende una moltitudine di sintomi e di stati dolorosi diversi che interessano la colonna cervicale, che è costituita da sette vertebre a cui si correlano strutture nervose, legamentose, muscolari e vascolari. La cervicalgia è una patologia piuttosto diffusa che si manifesta in modo particolare dopo i 40 anni e più di frequente nel sesso femminile.
2. Vi sono condizioni che possono dare luogo allo sviluppo della la patologia?
I fattori che da soli o in concomitanza con altri possono determinare l’insorgenza della sindrome sono numerosi. Fra i traumi acuti è decisamente frequente il colpo di frusta, tipico di chi viene tamponato in automobile. Fra le cause cronico-degenerative possiamo inoltre annoverare numerose mansioni lavorative particolarmente stressanti sul tratto cervicale.
3. Quali sono le più tipiche manifestazioni della cervicale?
La cervicalgia vera e propria, ossia i tipici dolori alla colonna cervicale la cui origine va dal semplice spasmo muscolare dopo un colpo di freddo, fino all’artrosi determinata dalle calcificazioni che coinvolgono le articolazioni vertebrali, all’anchilosi spondilartritica correlata alla perdita dell’articolarità per la calcificazione dei legamenti; la sindrome cervico-brachiale che si manifesta con un dolore nevralgico che parte dal collo (area cervicale) ed in taluni casi può irradiarsi verso il braccio, fino ad arrivare alla mano, determinato dall’irritazione di una o più radici nervose. Non va neppure dimenticata la cervico-occipitalgia, una condizione dolorosa che ha origine alla nuca (colonna cervicale) e che si irradia verso la testa, qualche volta fino a raggiungere gli occhi, caratterizzata da cefalea, vertigini, disturbi della vista e dell’udito. Le cause concomitanti sono spesso tensione nervosa (psichica) e una posizione scorretta e prolungata davanti al monitor (video) che può irrigidire i muscoli occipitali; una situazione a localizzazione solamente muscolare è il ben noto torcicollo in cui ogni movimento diventa doloroso a causa dell’irrigidimento dei muscoli e troviamo altresì dolenzia alla pressione, con dolori localizzati più spesso su un lato del collo.
4. In assenza di traumi, quali possono essere le cause delle cervicalgia?
Esse sono imputabili principalmente alla sedentarietà e alla postura che si è talvolta costretti a mantenere per tempi molto prolungati nelle ore di lavoro, specialmente davanti al computer. L’ergonomia ci insegna peraltro che molto spesso vi sono concause nel determinismo di questa sindrome, che derivano sia da fattori personali (carattere, ereditarietà, ecc.), sia posturali (legati a posizioni costrette), sia organizzativi (tempi e pause di lavoro, ecc.), sia ambientali (arredi, ambienti, ecc.).
5. Ci descrive i sintomi più caratteristici della cervicale?
Dolore al collo e alle spalle, accompagnato anche da mal di testa, intorpidimento delle braccia e mani, a volte anche vertigini e nausea. Le cause dell’insorgenza di questi disturbi sono molteplici ed ancora allo studio: un ruolo sembra avere la circolazione a livello cervicale ma anche le piccole fibre del sistema nervoso autonomo locale.
6. Quali esami strumentali occorrono per la diagnosi della cervicale?
Dopo un’accurata visita medica (dal Fisiatra oppure dall’Ortopedico) sarà lo Specialista ad individuare il più appropriato percorso diagnostico-terapeutico verso cui indirizzare la paziente; questo potrà prevedere eventualmente indagini radiografiche (RX, TAC, ecc.) e/o neurofisiologiche (EMG, ENG, ecc.) in caso di complicanze.
7. Quali sono i trattamenti consigliati per la cervicale?
Nella fase acuta possono essere indicati gli antinfiammatori non steroidei, i cosiddetti Fans, per bocca o sotto forma di cerotti, in casi più severi i corticosteroidi, e comunque i miorilassanti per cercare di rilassare la muscolatura. In caso di colpo di frusta, specie nei primi giorni, è indicato invece il collare rigido e semirigido utile ad immobilizzare il rachide cervicale, impedire la rotazione della testa e mantenere la colonna cervicale in uno stato di leggera trazione. Il collare va però portato solo per un tempo ragionevolmente breve per non compromettere la funzionalità e la forza muscolare.
8. In alternativa ai farmaci esistono terapie strumentali?
Sì, soprattutto nei casi ad andamento recidivante e/o cronicizzante si può ricorrere a terapie fisiche, quali per esempio le elettrostimolazioni analgesiche (TENS), gli ultrasuoni, la radarterapia, che possono essere di aiuto a ridurre la contrattura e l’infiammazione locale. In genere si eseguono cicli di dieci sedute, ripetibili.
9. E’ possibile prevenire l’insorgenza della cervicale?
Prevenire i disturbi al collo, mantenerlo sano e funzionante richiede una disciplina di ginnastica regolare con movimenti attivi in avanti e indietro, a destra e sinistra e rotazione a destra e sinistra. È altrettanto importante anche l’osservazione di regole ergonomiche quali camminare ben eretti, mantenere una postura corretta quando si è seduti, si scrive, si guarda la televisione, o si lavora specie se a computer. In quest’ultimo caso occorrerebbe mantenere il monitor a una distanza di circa 50-
10. Possono essere utili dei massaggi?
Certo. Aiutano a rilassare i muscoli del collo e possono eliminare il dolore, purché praticati da esperti. Di norma vengono eseguiti cicli ripetibili, a seconda delle necessità della persona ed anche dei risultati ottenuti.
Francesca Morelli




