Interviste

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HPV e il tumore del collo dell'utero


10/07/2007

Umberto Veronesi ​

​La prevenzione è fondamentale per allontanare la malattia. Lo è anche per il Papilloma virus (HPV), un virus che colpisce il tratto genitale, senza avvisaglie ma restando silenzioso sia quando è ancora ospite inattivo che nel momento in cui si risveglia. Ne abbiamo parlato con il Professor Umberto Veronesi 

    * Professore, è stato più volte detto che il papilloma virus è una famiglia di virus che può colpire cute e mucose. Ma quale ruolo può avere nello sviluppo dei tumori della cervice, della vagina e della vulva?
Svariati studi di epidemiologia hanno dimostrato che la presenza dell’HPV è la causa principale dello sviluppo del carcinoma del collo dell’utero. Le infezioni da HPV sono molto comuni e colpiscono circa l’80% delle donne in età giovane (all’inizio dell’attività sessuale) ma nella maggior parte dei casi l’organismo se ne libera spontaneamente ed il virus scompare nell’arco di 12-18 mesi. In una piccola parte, invece, il virus permane nel corpo e venendo a contatto con il collo uterino ne aumenta le probabilità di sviluppare il carcinoma. Non tutti i virus hanno la medesima aggressività: ve ne sono alcuni a basso rischio, come il 6 e l’11, ed altri ad alto rischio, quali il 16, 18, 31 e 45, con un potenziale oncogeno importante. Sono questi i più temibili. 
    * Abbiamo parlato di percentuali e l’80% di donne colpite è piuttosto alta. Quale è l'incidenza dei tumori della cervice uterina?
 In Italia si registrano ogni anno 3.500 nuovi casi di carcinoma al collo dell’utero. E’ la seconda causa di morte nelle donne giovani con età compresa fra i 15 ed i 44 anni, con circa 1.500 decessi. La guaribilità del carcinoma del collo uterino è elevata grazie alla diagnosi precoce (Pap-test). Purtroppo nel nostro Paese ancora troppe donne non eseguono questo esame e se il tumore viene scoperto quando si è già diffuso ai linfonodi la guarigione è problematica. 
    * Sono dati poco rassicuranti. Qual è la causa?
Esistono fattori scatenanti che ne possono incrementare lo sviluppo? L’HPV è un virus che si trasmette per via sessuale. Il numero di rapporti costituisce il maggiore fattore di rischio. Le donne vergini non hanno carcinoma dell’utero. 
    * Rapporti sessuali protetti possono salvaguardare dal contrarre il virus?
Anche se il preservativo non difende completamente dal rischio di infezione, è sempre una buona protezione, soprattutto in caso di rapporti occasionali.
* Ad ogni donna si è sempre raccomandato di eseguire annualmente il Pap-test. Oggi esiste però l’HPV test che consente di effettuare analisi genetiche sui campioni di cellule cervicali. Un risultato positivo è indice di tumore?
L’HPV test è un esame più all’avanguardia. Si esegue come un Pap test ma in laboratorio viene fatta una analisi che consente di scoprire la presenza del virus nelle cellule, ossia di individuare i virus pericolosi prima che producono il danno oncogeno nelle cellule del collo uterino. Un risultato positivo dell’HPV test è dunque indice solo di un maggiore rischio di sviluppare un tumore del collo dell’utero non della presenza di malattia. 
    * Lancet, rivista internazionale, ha pubblicato uno studio sull’efficacia dell’HPV test. Quali sono i risultati emersi?
Lo studio è il più ampio ma i realizzato. È stato condotto su 11.000 donne fra i 30 e i 60 anni ed ha accertato che il test ha una sensibilità del 97.1% nell’individuare le alterazioni del collo dell’utero di alto grado contro il 76.6% del Pap-test. Inoltre abbiamo avuto conferma che in donne con Pap-test negativo e HPV positivo, è possibile rilevare con un controllo a un anno lesioni non evidenziate dal Pap test. 
    * Pap- test ed HPV test sono dunque i controlli ginecologici consigliati a tutte le donne. Ma oggi si sta sperimentando un vaccino, indicato per tutte quelle donne non ancora entrate in contatto con il virus. Che cosa ne pensa?
Penso che sia la soluzione per un migliore controllo delle lesioni precancerose e del tumore del collo dell’utero. E un’ottima prevenzione e i dati della sua efficacia su 25.000 donne di 33 Paesi lo dimostrano. 
    * Il Ministro della Salute Livia Turco sta promuovendo la vaccinazione fra la popolazione femminile a scopo preventivo. La consiglierebbe a tutte le giovani donne in età compresa fra i 9 e i 25 anni?
Sì, poiché il nuovo vaccino potenzia le difese del sistema immunitario contro i ceppi di papilloma virus cattivi e protegge dal contagio attraverso i rapporti sessuali. 
    * E'possibile fare previsioni sull’andamento dei tumori genitali nel prossimo quinquennio con la diffusione della vaccinazione?
La diffusione della vaccinazione porterà ad una diminuzione dei tumori del collo dell’utero. Si potrà registrare viceversa un aumento dei tumori del corpo dell’utero, per l’invecchiamento della popolazione, specie nelle donne obese. Per i tumori dell’ovaio la miglior prevenzione è l’uso prolungato della pillola anticoncezionale.
 
Francesca Morelli