Interviste

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La 'pillola del giorno dopo' può essere considerata un contraccettivo?


29/07/2009

​Intervista a Annamaria Mattei

Educhiamoci a un corretto utilizzo della “pillola del giorno dopo”. Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Annamaria Mattei dell’Ospedale Macedonio Melloni di Milano

1. Dottoressa Mattei, la ‘pillola del giorno dopo’ può essere definita un nuovo farmaco?
Non si tratta di un “nuovo farmaco” per due motivi: se si considera il principio attivo, il levonorgestrel è un ormone progestinico usato da tempo, se pure con dosaggi diversi, come componente di alcuni contraccettivi orali. Inoltre anche le formulazioni a base di levonorgestrel a dosaggio utile per svolgere una efficace intercezione post coitale sono ormai già in commercio in Italia da molti anni.

2. Qual è il meccanismo di azione della ‘pillola del giorno dopo’?
Le modalità con cui agisce questo tipo di contraccettivo sono molteplici. Qualora l’ormone sia assunto prima che si sia verificata l’ovulazione, l’ipotesi più accreditata è il blocco dell’ovulazione, con inibizione del rilascio della cellula uovo. Esistono poi effetti esercitati sia sulla motilità delle tube, con un’interferenza negativa sul trasporto dell’uovo fecondato verso la cavità uterina, che modificazioni dirette prodotte dal progesterone sull’endometrio al fine di impedire l’impianto. Non è invece assolutamente efficace come agente abortivo, qualora una gravidanza fosse già in atto.

3. La pillola del giorno dopo è, dunque, davvero efficace? Quando va assunta?
Questo prodotto, che non deve essere assolutamente considerato un mezzo anticoncezionale di routine ma uno strumento d’emergenza in caso di fallimento di altra metodica in uso, vedi rottura di profilattico, in caso di rapporto a rischio, deve essere assunto il prima possibile poiché maggiore è la tempestività, più elevate sono le probabilità di efficacia. Uno studio condotto dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità attesta che le percentuali di successo si aggirano attorno al 95% se la somministrazione avviene entro le 24 ore dal rapporto a rischio, mentre il tasso di successo si abbassa progressivamente e non risulta invece più efficace una volta superate le 72 ore. L’efficacia diminuisce anche se il farmaco viene preso in concomitanza con l’assunzione cronica di altri preparati farmacologici, quali gli anticonvulsivi, gli antiepilettici ed alcuni antibiotici.


4. Dove è acquistabile?
In farmacia e solo dietro presentazione di una ricetta medica redatta dal medico di base, dal consultorio o dal ginecologo. Le confezioni contengono una o due compresse che devono essere assunte per bocca in unica somministrazione.

5. In quale periodo del ciclo può essere presa?
Non vi sono limitazioni assolute. In teoria l’intercezione post coitale può essere assunta in qualsiasi momento del ciclo, ma ovviamente il suo fine è quello di interferire col fenomeno ovulatorio e con il rischio di concepimento ad esso correlato e trova quindi il suo impiego più opportuno nelle settimane centrali del ciclo stesso, quelle che sono appunto più a rischio per un concepimento indesiderato.

6. Possibili effetti collaterali?
Sono frequenti episodi di nausea, vomito, mal di testa, vertigini, tensione al seno. Si tratta comunque di situazioni passeggere che si risolvono spontaneamente e in breve tempo.

7. In caso venga assunta in gravidanza, può essere pericolosa per il bambino?
Il progesterone di cui è costituita la pillola non costituisce un fattore di rischio aggiuntivo per la salute del bambino né tanto meno per la donna incinta. In generale, la contraccezione di emergenza non ha alcuna controindicazione particolare, quindi può essere assunta a qualunque età, anche durante l’allattamento e senza necessità di sospenderlo.

8. Abbiamo definito la ‘pillola del giorno dopo’ un contraccettivo di emergenza. Quali sono dunque le “vere” forme contraccettive?
Nella gamma dei contraccettivi ormonali tre sono le opzioni possibili: l’associazione estro-progestinica orale, che si assume dal primo giorno delle mestruazioni, quotidianamente, per 21 o 22 o 24 giorni, a seconda del tipo di pillola assunta, con un periodo di sospensione fra ogni blister che varia dai 7 ai 4 giorni. Le più recenti pillole immesse in commercio possono essere invece assunte con soluzione di continuità, dunque senza intervalli, limitando così al massimo il rischio di dimenticanza. Esiste poi il cerotto, che sfrutta una via transdermica di assorbimento degli ormoni: ogni mese si usano 3 cerotti con una sospensione di 7 giorni. E infine l’anello vaginale che inserito in vagina, come un tampone, rilascia i principi attivi che vengono assorbiti dalla mucosa vaginale. L’anello dura 3 settimane, si inserisce il primo giorno di ciclo e deve poi essere rimosso e sostituito con un nuovo dispositivo dopo una pausa di sette giorni. Esistono poi i contraccettivi meccanici: la spirale, che inserita dal ginecologo all’interno della cavità uterina svolge il suo effetto agendo su molti fronti, (altera meccanicamente l’endometrio, rendendolo poco idoneo all’impianto dell’uovo fecondato, altera la qualità del muco cervicale, rendendolo refrattario alla penetrazione degli spermatozoi, altera la motilità delle tube, interferendo negativamente sui meccanismi di trasporto dello spermatozoo e della cellula uovo ed ostacolando quindi il concepimento) ed i cosiddetti metodi “di barriera” : il diaframma che, inserito in vagina prima del rapporto associato ad una crema spermicida, impedisce il passaggio degli spermatozoi attraverso la cervice uterina e, metodo di barriera fra i più conosciuti ed utilizzati, il preservativo maschile e, meno noto e meno utilizzato, quello…femminile che viene inserito dalla partner femminile di coppia all’interno della vagina subito prima del rapporto sessuale! Questi ultimi non forniscono solo una valida copertura contraccettiva ma sono anche l’unico mezzo efficace per proteggere dalle malattie a trasmissione sessuale.

9. Si dice che la pillola del giorno dopo sia ampiamente usata dalle ragazzine. Ci sono rischi?
È vero, le ragazze sono le maggiori consumatrici della pillola del giorno dopo perché la ritengono, erroneamente, un anticoncezionale cui ricorrere senza limiti di frequenza. Le statistiche rivelano che tra le giovanissime ne vengano vendute circa mille confezioni al giorno. Non vi sono rischi, ma ricordo che la pillola del giorno dopo va assunta solo in modo saltuario come contraccezione di emergenza. Anche per loro vale quindi l’indicazione di orientarsi verso un’efficace forma contraccettiva da utilizzarsi routinariamente.

Francesca Morelli