Articoli divulgativi
Neurofitness, e la mente è in forma!
23/05/2007
Via libera all’esercizio fisico… con il cervello! Ma esistono molti dubbi.
L'ormai miliardario Ryuta Kawashima, dell'università di Tohoku a Sendai, in Giappone, è il primo ad aver avuto l'idea di trasferire sul piano commerciale gli esperimenti di potenziamento della memoria su cui ha lavorato per anni, all'inizio all'istituto Karolinska di Stoccolma. La casa giapponese Nintendo, nel 2004, ha fatto la sua parte e il giochino (che comprende esercizi di calcolo, memorizzazione di parole e brani da leggere a voce alta) con la faccia di Kawashima, dopo aver spopolato in America, è arrivato in Europa. Il successo scaturisce dall'idea di un test preliminare che valuta l'età del cervello del soggetto e di uno successivo al training "giapponese" che rivela il miglioramento ottenuto (test assai dubbio nei suoi intenti: la memoria ha riguadagnato una ventina d'anni? No? Allora bisogna continuare). Esistono altri "giochetti" come questo, pubblicizzati (e venduti) da siti Internet come Braintrainer.com e l'evocativo Happy.neuron.com. Una ditta californiana, la Posit Science di San Francisco, è riuscita a piazzare i suoi programmi di brainfitness perfino nelle case di riposo (350 euro ciascuno, cifra comprensiva del cd con 40 sessioni di giochi di un'ora e del dvd che ne spiega il funzionamento). Tutti vendono l'idea che sia possibile ringiovanire i neuroni e gli annessi circuiti cerebrali con esercizi "mirati" al computer o videogiochi, purché vengano eseguiti con regolarità. Che il gioco del neuroscienziato giapponese, come gli altri, riesca a potenziare certe competenze e, addirittura, a "ringiovanire" il cervello è da dimostrare. Secondo lo scienziato, il magghiore afflusso di sangue ad alcune areee del cervello sarebbe la ragione del migliore funzionamento: Kawashima selezionò, testandoli su un gruppo di volontari dai venti ai settant'anni, i quindici esercizi più efficaci nel potenziare l'irrorazione di quest'area della corteccia, poi di questi calcolò un punteggio per ogni età. Nacque così il Brain Age, il giochino che lo ha reso famoso in tutto il mondo (in Giappone ne sono stati venduti 3 milioni di copie dal 2005 ad oggi) e col cui ricavato — dice lui — finanzia ulteriori ricerche antiaging. Le critiche al giochino e ai suoi presupposti scientifici non mancano, ma esistono anche auteroveli sostenitori: un interessante articolo è pubblicato da Corriere.it
(http://www.corriere.it/Rubriche/Salute/Medicina/2007/05_Maggio/20/ginnastia_cervello.shtml).




