Articoli divulgativi

Share |

Vita più rosea in menopausa


22/09/2008

​Rilanciamo un articolo sulla terapia ormonale sostitutiva tratto dal sito “Dica 33”.

​Con l'allungarsi della vita media, che, anche e soprattutto in Italia, è diventata la più lunga del mondo, la menopausa è una condizione attualmente vissuta ormai dal 30 % delle donne italiane. Le quali richiedono giustamente di vivere con qualità questa vita più lunga, in particolare in questo periodo della loro vita, la cosiddetta terza età, in cui una serie di problemi medici potrebbe sovrapporsi ai problemi sociali e familiari, quali il pensionamento, l'allontanamento dei figli che formano una loro famiglia, e così via. In realtà la donna si lamenta soprattutto delle vampate di calore, che la affliggono nel corso della giornata, ma talora anche durante la notte, obbligandola a improvvisi risvegli, e a rischiare la bronchite per improvvise aperture di finestra alla ricerca di una boccata di refrigerio. Questi problemi potrebbero quasi sempre essere ben controllati con l'uso di un ventaglio. Ma i problemi sono altri. L'osteoporosi, i problemi cardiocircolatori, i danni al sistema nervoso ed a quello urogenitale, i vuoti di memoria, la depressione, sono invece i possibili nemici veri della donna in menopausa, e sono legati alla carenza estrogenica. La terapia ormonale sostitutiva (HRT=Hormonal Replacement Therapy), sotto forma di compresse cerotti, gel o spray, usata in modo adeguato, nelle donne senza controindicazioni (che sono peraltro relativamente poche), nella gran parte dei casi riesce ad aiutare tutto ciò: il rischio cardiocircolatorio ed il rischio di osteoporosi e delle relative fratture diminuiscono del 50 %. Anche il rischio di malattia di Alzheimer e di riduzione delle funzioni cognitive diminuisce circa del 50 %; ciò è tanto più importante se si ricorda che dopo i 65 anni questi rischi raddoppiano ogni circa 5 anni e che dopo gli 85 anni il 40 % delle persone ha una qualche forma di demenza. Ma si riduce anche il rischio di cancro al colon, viene migliorata la distrofia dell'apparato genitale, migliora la libido, migliorano le vampate di calore e la memoria, la donna si sente soggettivamente più in forma. Alcuni dati indicano anche una riduzione di mortalità per il tumore alla mammella, anche se in questo ambito gli elementi che si possono dedurre dalla letteratura sono meno evidenti e talora contraddittori. Vi sono anche dei rischi per l'utero, se in presenza dell'utero l'estrogeno non viene bilanciato dal progestinico somministrato per almeno 10-12 giorni al mese. In ogni caso i dati generali della HRT indicano un aumento di 1-2 anni della durata della vita ed una riduzione della mortalità per tutte le cause nelle donne trattate rispetto alle non trattate. Comunque da qualunque punto di osservazione si guardi alla terapia ormonale sostitutiva i benefici sembrano sopravanzare i possibili rischi. Qualche lume di informazione si sta aprendo anche sui fitoestrogeni, presenti in molte piante, particolarmente legumi e cereali, alla luce del fatto che nei popoli che consumano una dieta ricca di soia i sintomi della menopausa sono meno gravi e molte malattie croniche correlate alla menopausa sono meno frequenti. Per il momento sono necessari ulteriori studi prima di suggerire un uso generalizzato di queste sostanze. Anche perche' pare certamente diversa la condizione di chi, vivendo in Oriente, già quando è nell'utero di sua madre comincia a vivere in un ambiente in cui circolano fitoestrogeni, dalla condizione di chi improvvisamente comincia ad assumerli ad una certa età. La terapia ormonale sostitutiva ha comunque introdotto un grande salto di qualità nella vita della donna, tanto da essere definibile come un miglioramento epocale. Ha anch'essa le sue controindicazioni e richiede delle precauzioni, come ogni modalità dell'agire medico, ma è certamente un importante strumento a disposizione del medico e della donna, la quale deve partecipare alla decisione sulla terapia per far diventare più rosa la terza età.

a cura del Dott. Emilio Arisi