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Al via il primo centro italiano di genetica cardiovascolare


27/07/2010

Rilanciamo un articolo tratto da “Corriere Salute” online. Nasce all’ospedale Niguarda di Milano il nuovo ambulatorio di prevenzione e genetica cardiovascolare.

MILANO - Anche il nostro patrimonio genetico può influenzare il rischio di sviluppare le malattie cardiovascolari al pari di altri fattori ormai ben noti come alti livelli di colesterolo nel sangue, ipertensione, diabete, fumo di sigaretta, inattività fisica e obesità. Negli ultimi anni sono state individuate molte alterazioni del Dna alla base di diverse malattie cardiache e ora, finalmente, si sta passando dalla teoria alla pratica. Il nuovo ambulatorio di prevenzione e genetica cardiovascolare che ha preso vita da qualche mese all’ospedale Niguarda di Milano ne è l’esempio lampante.

CENTRO CLINICO - «Quello che contraddistingue questo nuovo ambulatorio è la gestione a 360° della genetica vascolare per un utilizzo clinico - premette Pieranegelica Merlini, direttrice del nuovo servizio -. In Italia esistono già alcuni ottimi centri di genetica cardiovascolare che però operano soprattutto su un piano di ricerca o comunque sono specializzati solo su alcune patologie cardiache. La nostra idea è stata invece quella di creare una struttura, gestita da cardiologi, in grado di fornire una caratterizzazione individuale del rischio clinico per tutte le malattie cardiovascolari, dall’infarto cardiaco alle cardiomiopatie ipertrofiche, dalle patologie dell’aorta alle malattie aritmiche». L’attività del centro è rivolta in particolare all’individuazione di patologie cardiache su base genetica che, se non riconosciute e curate adeguatamente, possono avere anche esiti letali. L’esempio più eclatante è quello della morte cardiaca improvvisa, evento che negli ultimi anni ha stroncato molti sportivi.

MORTE IMPROVVISA - «La morte improvvisa è data da un arresto cardiaco - spiega Francesco Mauri, direttore del Dipartimento cardiovascolare dell’ospedale milanese - che può insorgere durante l’attività fisica. Alla base vi è un’anomalia nel sistema di autoeccitazione o dell’attività elettrica del cuore, nella maggior parte dei casi su base genetica. L’organo sottoposto a sforzo fisico va incontro ad una fibrillazione ventricolare con il conseguente arresto cardiaco». L’individuazione di un’alterazione genetica alla base di questa malattia può di conseguenza consentire di mettere in atto alcuni accorgimenti preventivi: dall’esclusione dell’attività fisica agonistica all’impianto, in casi selezioni, di un particolare pace-maker defibrillatore.

PREVENZIONE - L’attività di prevenzione e genetica cardiovascolare del centro è rivolta non solo ai pazienti degenti nell’ospedale milanese, ma anche a quelli inviati da altri ospedali. «Stiamo dando vita ad alcune convenzioni con altri centri e l’idea è quella di creare delle collaborazioni in modo tale da ampliare l’attività di screening a tutto favore dei pazienti. In genere i soggetti che ci vengono segnalati presentano una familiarità per malattie cardiache su base genetica. Noi cerchiamo di individuare le possibili alterazioni genetiche con indagini via via più specifiche. Il nostro obiettivo finale è dare delle risposte concrete in tempi ragionevoli, al massimo di 10 settimane».

Antonella Sparvoli