Articoli divulgativi
Fecondazione assistita: "Garantire la maternità surrogata"
08/03/2011
Accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita anche a coppie non sterili ma portatrici di malattie genetiche trasmissibili; la possibilità, delimitata da precisi criteri e misure, di accedere alla fecondazione con gameti esterni alla coppia; il poter, per la paziente, ritirare il proprio consenso fino al momento prima dell'impianto in utero: sono le caratteristiche che, secondo Sos Infertilità Onlus - associazione onlus di pazienti infertili - dovrebbe avere la legge sulla procreazione medicalmente assistita.
Come l'associazione spiega a parlamentosalute.it, "un'altra novità che ci parrebbe un bel passo avanti per una categoria estremamente svantaggiata di pazienti, cioè le donne che per pregresse patologie o malformazioni non possono accogliere gravidanze nel proprio utero, è l'apertura alla maternità surrogata". Quest'ultima possibilità cancellerebbe "un crescente sommerso di maternità surrogate realizzate sempre più in paesi del terzo mondo, con garanzie igieniche per la madre surrogata e di tutela della madre uterina non sempre accettabili".
"Vorremmo una legge che tuteli tutti i soggetti coinvolti - conclude Sos Infertilità Onlus - come recita l'articolo 1 della legge 40/2004". Che protegga, quindi, "l'individuo potenziale ma non attuale, cioè l'embrione, ma anche l'individuo attualmente esistente, cioè il paziente".




