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Obesità infantile? Dipende dalla gravidanza della mamma


02/12/2011

Rilanciamo un articolo di Salute24​ sull'obesità infantile.

​L'obesità infantile può essere predetta a partire dai 3 anni di età dei bambini e a influenzarla, in particolare, è lo stile di vita materno durante la gravidanza. A darne la notizia è un gruppo di ricercatori canadesi dell'Università di Montreal in uno studio pubblicato su Archives of Pediatric and Adolescent Medicine, che hanno scoperto che i bambini figli di madri che durante la gravidanza erano in sovrappeso o avevano l'abitudine al fumo corrono un rischio maggiore di diventare sovrappeso o obesi.

Gli studiosi hanno esaminato 1957 bambini seguiti dai 5 mesi agli 8 anni, dei quali ogni anno venivano registrati pesi e altezza; ne hanno quindi calcolato l'indice di massa corporea (che indica se sono sottopeso, normopeso o in sovrappeso), e hanno poi incrociato i dati con quelli precedentemente raccolti sullo stile di vita materno condotto durante i nove mesi di gravidanza.

«Abbiamo scoperto che tutti i bambini avevano traiettorie di indici di massa corporea simili fino ai due anni e mezzo circa», afferma Laura Pryor, prima autrice dello studio. È a partire dai tre anni che, invece, si delineano i primi cambiamenti nella corporatura. Secondo i ricercatori due fattori influenzano questo fenomeno molto più di altri criteri precedentemente studiati, come il peso del bambino alla nascita: l'eccessivo sovrappeso delle mamme durante la gravidanza e la loro abitudine al fumo. «La nostra ricerca si aggiunge alla crescente evidenza che l'ambiente perinatale ha un'influenza importante sull'obesità futura - conclude Pryor -. Questo indica la necessità di interventi precoci nelle famiglie a rischio al fine di prevenire lo sviluppo dei problemi di peso nell'infanzia. Vorrei condurre ulteriori studi per scoprire cosa succede a questi ragazzi una volta raggiunta l'adolescenza, e spero che la mia ricerca contribuirà allo sviluppo di strategie per combattere questo grave problema di salute pubblica».

(Fonte: Salute24)