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Un nuovo dispositivo per ridurre i cesarei


20/12/2011

​Rilanciamo un articolo del Corriere Salute su un nuovo dispositivo per diminuire i cesarei: l'ha inventato un meccanico argentino e potrebbe sostituire forcipe e ventosa, con molti meno rischi.

​ROMA – Curioso che l’inventore di un sistema nuovo e semplice che potrebbe essere utilizzato su larga scala come alternativa al forcipe e ai cesarei d’urgenza sia un meccanico. Sì, proprio un meccanico argentino, titolare di un’officina di Buenos Aires che un bel giorno guardando in televisione un programma dove veniva mostrato un banalissimo sistema per estrarre un tappo di sughero dalla bottiglia ha ipotizzato che lo stesso artifizio potesse essere applicato ai parti naturali. L’idea è casualmente arrivata alle orecchie di alcuni ginecologi ed è rimbalzata all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) che ha voluto provare il piccolo dispositivo creato dall’immaginifica mente di Odon, il meccanico. E adesso dopo le simulazioni l’Odon device, questo il suo nome, verrà sperimentato sull’uomo con una serie di studi nelle popolazione africane. E anche in Italia, esattamente a Perugia.

MENO CESAREI - «È la prima innovazione ostetrica dopo il forcipe – spiega Mario Merialdi – coordinatore del dipartimento di salute della riproduzione dell’Oms -. Si tratta di un sacchetto, innocuo per madre e bambino, che consente di facilitare l’assistenza a un parto complicato che potrebbe altrimenti risolversi con uso di forcipe e ventosa o taglio cesareo». Lo strumento è una specie di bustina di plastica con doppia intercapedine collegato a un applicatore dello stesso materiale, capace di avvolgere delicatamente la testa del bambino, come farebbero due mani attente. Il bambino viene aiutato a scivolare dolcemente lungo il canale del parto. Secondo i dati internazionali 2 cesarei su 10 vengono effettuati durante il parto, quindi in urgenza. Gli strumenti meccanici non si usano quasi mai perché espongono gli ostetrici ai rischi di danni sul bambino, fra l'altro con conseguenti iniziative giudiziarie dei genitori. Il dispositivo ha un costo molto ridotto, 2-3 euro. «Una rivoluzione», dice Merialdi sottolineando l’importanza di introdurlo nei Paesi poveri ad alta incidenza di mortalità perinatale.

LE VERIFICHE - Per ora dopo le simulazioni, il sistema è stato sperimentato in 16 casi non complicati. Un più ampio studio permetterà di verificare se il sistema Odeon è sicuro. Lo studio verrà monitorato da un Comitato di esperti internazionali. Il 95% dei bambini si presentano all’appuntamento con la vita in posizione encefalica, di testa. Le complicanze dipendono dall’insufficienze spinta della mamma. Si ricorre al cosiddetto parto operativo col forcipe anche se il feto mostra sofferenza. «Un importante novità – commenta Gian Carlo Di Renzo, direttore della clinica ostetrica di Perugia. Cambierà l’atteggiamento difensivo di molti medici che usano il cesareo per evitare rischi. Il 5,6% dei parti difficili potranno essere effettuati da un metodo non invasivo e innocuo. Una valida alternativa al taglio cesareo sia nella prima sia nella successiva gravidanza». La stima è che i cesarei possano essere ridotti del 35% se non addirittura il 50% dei casi. E così anche l’uso di forcipe e ventosa ai quali oggi si ricorre dall’1 al 5% dei casi difficili. «Un’idea geniale», secondo il senatore Ignazio Marino. Mercoledì alla Camera verrà presentata un’indagine della Commissione errori sanitari focalizzata sui reparti di ostetricia.

 
(Fonte: Corriere Salute)