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I disturbi della vescica “abbattono” l’ attivita’ sessuale della donna


15/06/2010

Rilanciamo un articolo sulla vescica iperattiva tratto dal sito “www.clicmedicina.it”.

L’aumento delle frequenza minzionale associato all’impellente e  frequente bisogno di urinare  abbattono il desiderio e l’attività sessuale della coppia. E’ questa l’importante conclusione di una indagine  condotta su 400 donne di Germania, Italia, Spagna e Gran Bretagna affette da iperattività o instabilità vescicale.

 Le risposte dell’indagine hanno evidenziato l’elevata influenza di questa condizione medica sulla vita sessuale degli stessi  interessati, soprattutto con  atteggiamenti di imbarazzo per la propria condizione, mancanza di comunicazione per timore che qualche altro possa venire a conoscenza della propria condizione, paura di perdere la propria intimità e quindi rifiuto del rapporto sessuale. Atteggiamenti, questi, interamente attribuibili ai sintomi provocati della vescica iperattiva che, quasi sempre, si caratterizza per l’impellente e frequente bisogno di trovare una toilette per urinare oppure per una vera e propria incontinenza urinaria.

«Vita sessuale e capacità di controllo della vescica sono due argomenti di cui la gente non parla con facilità» ha dichiarato la dott.ssa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia medica dell’ospedale S. Raffaele-Resnati di Milano «è tuttavia essenziale discuterne per individuare una soluzione, poiché l’indagine mostra come la perdita di controllo di una funzione fisiologica di base possa tradursi in un sentimento di inadeguatezza fisica ed emotiva».

In particolare lo studio ha evidenziato prima di tutto preoccupazione ed imbarazzo per il fatto che gli altri  possano venire a conoscenza  di questo disturbo. Infatti il partner, nella maggior parte dei casi, si è accorto delle difficoltà minzionali della propria compagna solo osservando un episodio di incontinenza. L’incidenza di questo senso di disagio è stata riscontrata per il  60 per cento negli spagnoli, il 54 negli inglesi ed il 48 negli italiani.

Ma la vera novità che scaturisce da questa ricerca è costituita dall’impatto negativo  dei disturbi della minzione sulla vita sessuale della coppia. Un fatto questo tristemente invalidante se si pensa che la vescica iperattiva colpisce donne in giovane età. Il dato singolare è che, nel Regno Unito, oltre il 30 per cento degli intervistati abbia attribuito ai propri sintomi la decisione di non essere sessualmente attivi, mentre in Italia il 34 per cento di rispondenti ha dichiarato che la vescica iperattiva ha significato spesso rinunciare ad iniziare una relazione sentimentale. 

L’impatto negativo sulla sessualità è ancora più evidente per quel che riguarda il rapporto: esso viene rifiutato dalle donne britanniche nel 45 % dei casi, da quelle italiane nel 38%, dalle spagnole nel 31% e dalle tedesche nel 25%.

Lo studio ha evidenziato inoltre che, anche relazioni consolidate, vengono influenzate negativamente dai disturbi menzionali della vescica iperattiva: in oltre il 50 per cento degli intervistati spagnoli la sintomatologia ha causato una perdita di vicinanza ed intimità con il proprio partner. Analogamente il 34 per cento dei britannici ritiene questo motivo sufficiente per non essere coinvolti in un relazione. 

Infine il Trenta per cento degli intervistati non erano al corrente dell’esistenza di soluzioni terapeutiche in grado  di porre rimedio al disturbo, ma otto su dieci, percependo una possibilità di cura, hanno dichiarato di essere ben disposti a seguire il consiglio di un medico per risolvere il proprio problema.

 A questo proposito il dott. Karin Glavind, direttore del dipartimento di ginecologia dell’ospedale universitario di Aalborg in Danimarca, ha sottolineato che «Il non controllo della vescica è un problema comune, specie nelle donne, ma oggi è anche facilmente controllabile, rivolgendosi ad un medico che potrà suggerire i rimedi più moderni, inclusi quelli farmacologici attualmente disponibili».

In Germania, Italia e Spagna i questionari sono stati compilati mentre i pazienti si trovavano nell'ambulatorio del loro medico, che poteva essere quello "di famiglia" o dello specialista urologo. Nel Regno Unito, invece, i questionari sono stati distribuiti nel corso di una "giornata del paziente" sponsorizzata da Incontact, un'organizzazione non lucrativa di utilità sociale britannica che si dedica a coloro che soffrono di disturbi vescicali; i questionari completati sono stati quindi rispediti per posta. Infine, i risultati sono stati elaborati da Wirthlin Worldwide.

In Germania e Italia l'età media dei rispondenti è stata di 58 anni, in Spagna di 47 anni e nel Regno Unito di 66 anni