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La salute nel primo anno di vita è ancora a rischio nel nostro Sud
10/04/2010
Rilanciamo un articolo tratto da “Corriere Salute” online. Differenze tra regione e regione nella qualità di vita al primo anno d’età in Italia.
Come si nasce e come si vive, fino al primo anno d’età, in Italia? In generale bene, secondo la Società italiana di neonatologia. Restano però ancora differenze significative tra regione e regione «che certo non ci fanno stare allegri», dice il neonatologo Paolo Giliberti, presidente della stessa Società. Per quanto riguarda la mortalità infantile (primo anno di vita), i dati dell’Annual summary of vital statistics del 2007 pubblicati sulla rivista Pediatrics riportano per l’Italia valori di 3,9 decessi per 1.000 nati vivi nel 2004 e 3,8 nel 2005 e nel 2006. «In Europa siamo preceduti da Svezia, Finlandia, Norvegia, Repubblica Ceca , Portogallo, Francia, Austria e Grecia,—sottolinea Giliberti— ma siamo davanti a Spagna, Germania, Danimarca, Belgio, Svizzera, Olanda e Regno Unito. Gli Stati Uniti lamentano una mortalità infantile nell’ordine del 6,8 per 1.000 nati vivi, il doppio di quella italiana». Un risultato accettabile, secondo la Sin, se si considera che in base ai dati ISTAT la mortalità infantile si è ridotta da poco più di 8 nel 1990 a 3,8 nel 2005. Anche la mortalità nei primi 28 giorni di vita fa registrare un andamento positivo, calando da 3,8 nel 1990 a 1,71 nel 2005. «Il nostro problema resta la disparità tra Regioni— dice Giliberti —, soprattutto in quelle del Sud: la Calabria è attestata a 5,53, la Sicilia a 5,05, la Basilicata a 4,7, La Puglia a 4,55 e la Campania a 4,29, ben al di sopra della media nazionale». Come si spiegano questi dati? La mortalità neonatale è un indicatore della salute materna, degli stili di vita nel periodo prima della nascita e ovviamente dell’assistenza al parto e nel periodo neonatale. Cosa non funziona? Secondo i neonatologi, esistono problemi soprattutto di carattere organizzativo: mancanza di una rete assistenziale di sorveglianza, frammentazione dei Centri di nascita e carenze di organici tra medici e infermieri.
Ruggiero Corcella



