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E metti un pizzico di Omega 3 (quelli giusti)
23/12/2009
Rilanciamo un articolo tratto dal “Corriere” online. Omega 3 ed effetti protettivi di una dieta equilibrata.
Parlando di sostanze anti-invecchiamento, non si possono tralasciare gli omega 3, i cui effetti protettivi si estendono dalle malattie cardiovascolari a quelle infiammatorie, dai tumori a vari disturbi neuropsichiatrici, fino alla degenerazione maculare senile. Quando si parla di omega 3, o si legge questa parola sulle confezioni di alimenti arricchiti o integratori, è però importante capire di quali omega 3 si tratta. Quindi, bisogna leggere le etichette perché, in genere, la differenza viene specificata. Esiste l' acido alfa linolenico (ALA), presente soprattutto in noci, oli di semi di lino, di soia, di colza (e in minore quantità nelle verdure a foglia) e gli omega 3 a lunga catena: EPA e DHA, presente soprattutto in pesci grassi come salmone, trota, aringa, sardine, alici e nei crostacei. Poiché questi sono i più studiati, è soprattutto a questi che si fa riferimento quando si parla dei potenziali effetti protettivi degli omega 3, mentre non è altrettanto certo che questa "protezione" sia garantita in modo altrettanto efficace dall' acido alfa linolenico. D' altro canto questo grasso è l' unico omega 3 "essenziale" (cioè da introdurre con la dieta perché l' organismo non è in grado di produrlo), mentre gli altri due possono o essere "presi" dai pesci o essere sintetizzati dall' organismo a partire dall' alfa linolenico. Ma allora bastano gli omega 3 di origine vegetale? Ci vuole il pesce? Si deve ricorrere agli integratori? «I dati - commenta Gian Luigi Russo, ricercatore dell' Istituto di scienze dell' alimentazione del CNR di Avellino, autore di una revisione in materia su Biochemical Pharmacology - non sono tali da suggerire, nella popolazione sana, il ricorso a supplementi di omega 3, piuttosto si raccomanda una dieta equilibrata che preveda, almeno due volte a settimana, pesce, soprattutto azzurro, generalmente di piccola taglia, quindi meno soggetto all' accumulo di contaminanti ambientali. A chi evita il pesce, si consiglia un maggior consumo di vegetali ricchi in ALA, anche se non siamo del tutto sicuri che gli effetti siano gli stessi. Solo a chi ha già sofferto di eventi cardiovascolari, come l' infarto miocardico acuto, si suggerisce l' utilizzo di supplementi di DHA e EPA sotto guida del medico. Ma bisogna fare attenzione anche ad un altro grasso con cui gli omega 3 sono in stretto rapporto: l' acido linoleico, della serie omega 6, presente soprattutto in oli di semi come quelli di mais, soia e girasole ora molto più presenti nella dieta di quanto non fosse per i nostri antenati. È stato suggerito che il vero problema per la salute sia lo squilibrio fra queste due serie di grassi che andrebbe ricondotto verso la parità, non solo aumentando gli omega 3, ma riducendo gli omega 6». Carla Favaro nutrizionista
Favaro Carla



