Articoli scientifici
Obesità infantile: a rischio anche la tiroide
13/07/2010
Rilanciamo un articolo tratto da “Corriere Salute” online.
Secondo uno studio italiano condotto su 468 bambini obesi e pubblicato sulla rivista “Hormone Research in Pediatric”, esisterebbe un nesso tra l’obesità infantile e lo sviluppo di disfunzioni tiroidee, rappresentate perlopiù da alterazioni della concentrazione degli ormoni FT3 e TSH. Queste ultime rappresenterebbero verosimilmente l’espressione di fenomeni di adattamento, di cui non sono ancora ben noti i meccanismi, in risposta all'accumulo di grasso nell’organismo e non sarebbero esse stesse la causa dell’obesità. Con il dimagrimento si ottiene infatti la normalizzazione degli ormoni tiroidei circolanti.
MILANO - Spesso i genitori di bimbi «cicciotelli» pensano che il proprio figlio sia sulla strada dell’obesità non perché ingurgita cibo in continuazione e fa poca attività fisica, ma perché è afflitto da qualche disfunzione tiroidea. In realtà, da uno studio italiano condotto presso l`Ospedale Regionale per le Microcitemie di Cagliari, pubblicato di recente sulla rivista Hormone Research in Pediatric emerge che nei bambini non è la disfunzione tiroidea a causare l’aumento di peso, come comunemente si crede, ma è piuttosto il contrario.
SOVRAPPESO E TIROIDE – I ricercatori italiani hanno valutato i valori di Tsh (ormone tireotropo), fT3 (triiodotoronina libera), fT4 (tetraiodotironina libera), insulina e glucosio di 468 bambini obesi - 255 femmine e 213 maschi di età compresa tra 4 e 18 anni - e di 52 coetanei normopeso utilizzati come gruppo di controllo. Dall’analisi dei dati è emerso che 109 bambini obesi presentavano concentrazioni anormali degli ormoni tiroidei circolanti che, però, ritornavano nella norma dopo il dimagrimento. Non solo, gli esperti hanno riscontrato con una certa frequenza alterazioni della tiroide ben visibili all'esame ecografico. Queste modificazioni hanno mostrato somiglianze con quelle che si osservano nei pazienti con tiroidite autoimmune e che sono dovute all'azione degli anticorpi. I bambini obesi dello studio, però, non presentavano la caratteristica «iperattività» degli anticorpi che si riscontra in questa condizione.
MECCANISMI - «La nostra ricerca ha messo in evidenza che i bambini obesi presentano spesso alterazioni della funzione tiroidea – riferisce Sandro Loche, responsabile del Servizio di endocrinologia pediatrica dell’Ospedale sardo nonché coordinatore dello studio -. Tali alterazioni sono più frequentemente rappresentate da un aumento delle concentrazioni di fT3 e più raramente da quelle dell'ormone tireotropo (Tsh) prodotto dall'ipofisi. Un aumento degli ormoni tiroidei nel sangue, accompagnato da una riduzione del Tsh, si verifica normalmente nell'ipertiroidismo. Al contrario, nell'ipotiroidismo si assiste tipicamente ad una riduzione degli ormoni tiroidei (fT4 e fT3). I bambini obesi che abbiamo considerato non sono certamente né ipo né ipertiroidei. Le alterazioni degli ormoni tiroidei che abbiamo osservato sono molto probabilmente conseguenza di fenomeni di adattamento in risposta all'accumulo di grasso dei quali ancora non si conoscono bene i meccanismi. Ciò che è importante sottolineare è che le alterazioni degli ormoni tiroidei non sono evidentemente la causa dell’obesità e che questi bambini non richiedono nessuna terapia mirata alla normalizzazione degli ormoni tiroidei circolanti. La normalizzazione si ottiene infatti con il dimagrimento».
CONSIGLI – Insomma se il proprio figlio accumula peso non è per colpa della tiroide. «Esistono malattie rare che portano a mangiare molto e quindi a diventare obesi, ma sono appunto molto rare – fa notare Loche -. I bambini in sovrappeso che valutiamo nella routine sono tali perché sono abituati a mangiare più del necessario e perchè bruciano poco per via di una vita poco attiva. Per promuovere un dimagrimento e la conseguente normalizzazione di eventuali alterazioni tiroidee è quindi fondamentale una corretta educazione alimentare nonché un aumento dell’attività fisica».
Antonella Sparvoli




