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Donne: quando lo specchio aiuta a spegnere la sigaretta


17/12/2010


Rilanciamo un articolo tratto da “Corriere Salute” online.

Uno studio pubblicato sul “British Journal of Health Psychology” ha sperimentato una metodica nuova per indurre le donne a smettere di fumare: vedere, con l’ausilio di un software, i cambiamenti del proprio viso e del proprio corpo indotti da anni di fumo. Si tratta della tecnologia di “morphing”.

MILANO - Viso rugoso, pelle opaca, secca e segnata, colorito pallido, giallastro e a chiazze: ecco le immagini choc che con il gentil sesso hanno dimostrato di funzionare come deterrente contro il fumo. Magari più delle scritte terrorizzanti sui pacchetti di sigarette o delle immagini di morte e di malattia che presto decoreranno i pacchetti di sigarette americani. I volti femminili ricostruiti dagli scienziati della Staffordshire University attraverso una tecnologia di «morphing» hanno svelato infatti gli effetti dell’invecchiamento sulle fumatrici, dimostrando un’efficacia superiore a tante altre campagne di sensibilizzazione.

QUESTIONE DI VANITÀ - La vanità femminile, punta sul vivo, ha portato ben due terzi del campione sottopostosi all’esperimento dei ricercatori a dichiarare l’intenzione di un imminente addio alla sigaretta, preferendo la freschezza di un viso giovane e una pelle satinata ai piaceri del tabagismo. Più di 30 delle 47 donne dai 18 ai 34 anni coinvolte nello studio ha deciso infatti di smettere di fumare come diretta conseguenza della vista scioccante delle trasformazioni estetiche indotte dal fumo.

ECCO COME SARAI - Lo studio, pubblicato sul British Journal of Health Psychology, si riferisce in realtà a semplici dichiarazioni di intenti e, come è noto, non è detto che alle esternazioni seguiranno i fatti. Ma quelle immagini di profondo e inquietante cambiamento hanno terrorizzato il gentil sesso, già sgomento all’idea di dire addio alla giovinezza e ancor più sgomento alla vista dei danni estetici procurati dal tabagismo.

FACCIA DA FUMO - Indubbiamente l’universo rosa dimostra ancora una volta una sensibilità estrema, e forse meno frivola di quanto sembra, nei confronti del proprio aspetto. Come ha spiegato Sarah Grogan, che ha diretto il team di ricerca, il software è riuscito a rendere visivamente gli effetti dell’avanzata progressiva degli anni, comparando poi le immagini di una fumatrice con quelle di una non fumatrice. E alla fine pare che la voglia di vedersi belle valga più della paura di patologie oncologiche, vascolari, polmonari e neurologiche. Del resto già nel 1985 venne coniata l’espressione «smoker’s face» (faccia da fumatore) dal medico inglese Douglas Model che, in un articolo pubblicato sul British Medical Journal, descriveva così il volto dei fumatori di lunga data: zampe di gallina, guance atrofiche e lasse, perdita di elasticità della pelle del volto che diviene cedevole, secca e ruvida. Il colorito dei fumatori (e delle fumatrici) infine è diseguale, a chiazze arrossate e innaturalmente pallido. In tutti i casi Sarah Grogan e la sua equipe vogliono rivedere le 47 signore e signorine in questione tra sei mesi. Giusto per guardarle in faccia e verificare l’attendibilità dei loro propositi.

Emanuela Di Pasqua

 

Sarah Grogan, Keira Flett, David Clark-Carter, Brendan Gough, Rachel Davey, Deborah Richardson and Giri Rajaratnam. Women Smokers' Experiences of an Age-appearance Anti-smoking Intervention: A Qualitative Study. British Journal of Health Psychology, 2010; DOI: 10.1348/2044-8287.002006