Articoli scientifici
Ipertensione resistente? No, paura del «camice bianco»
26/05/2011
Rilanciamo un articolo tratto da “Corriere Salute” online.
Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Barcellona ha evidenziato come il 37% dei pazienti classificati come «ipertesi resistenti» soffra in realtà di ipertensione da camice bianco e non sia invece incapace di rispondere agli antipertensivi. L'ipertensione da camice bianco dipende dall'«emozione» della visita dal medico ed è più diffusa nelle donne.
MILANO - Possibile che la pressione si alzi solo alla vista del dottore? Possibile, eccome: si chiama ipertensione da camice bianco e compare soltanto quando si va in ambulatorio. Un problema più diffuso del previsto: secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Hypertension (http://hyper.ahajournals.org/), un terzo dei casi di ipertensione resistente ai farmaci sarebbe in realtà pressione alta da camice bianco. La pressione non può scendere e appare «resistente», dicono i ricercatori, perché di fatto sale solo quando viene misurata dal medico.
STUDIO – Per la ricerca, Alejandro de la Sierra e i suoi colleghi dell'università di Barcellona hanno coinvolto poco meno di 70 mila ipertesi, con un'età media di 64 anni. Circa 8300 di loro avevano un'ipertensione classificata come «resistente», ovvero l’aumento di pressione dei pazienti pressione che resta sopra ai limiti nonostante l'uso di tre farmaci antipertensivi diversi. I ricercatori hanno fatto la misurazione della pressione nell'arco delle 24 ore, registrando i valori ogni 20 minuti notte e giorno; inoltre, hanno analizzato diversi parametri di ciascun paziente (altezza, peso, sesso, età, fattori cardiovascolari come fumo, diabete, profilo lipidico, creatininemia, profilo elettrocardiografico). Ebbene, il 37 per cento dei pazienti classificati come «ipertesi resistenti» soffriva in realtà di ipertensione da camice bianco e non era affatto incapace di rispondere agli antipertensivi.
RESISTENZA – I dati raccolti tracciano anche il profilo dei pazienti in cui è più probabile che la pressione alta sia resistente o al contrario dipenda dall'«emozione» della visita dal medico: l'ipertensione da camice bianco è risultata ad esempio più diffusa nelle donne (42 per cento rispetto al 34 per cento degli uomini). In contrasto, i casi in cui è più probabile che una pressione che non cala sia davvero ipertensione resistente sono più spesso pazienti maschi, giovani, con un'ipertensione che dura da tanto tempo e un profilo cardiovascolare peggiore: in maggioranza i pazienti sono infatti fumatori, diabetici, hanno qualche piccolo guaio al cuore. «Chi ha davvero l'ipertensione resistente spesso ha picchi anomali di pressione alta durante la notte, quando invece la pressione dovrebbe scendere per “mettere a riposo” anche il sistema cardiovascolare – aggiunge de la Sierra –. Inoltre, si sono registrati picchi pressori considerevoli anche quando i pazienti sono al lavoro, probabilmente per lo stress. Nei pazienti con ipertensione resistente, inoltre, non faceva alcuna differenza che i farmaci fossero dati al mattino o alla sera». Ma i pazienti che hanno l'ipertensione da camice bianco sono comunque a rischio cardiovascolare? «Il rischio non è nullo, ma sicuramente è inferiore rispetto ai “veri” ipertesi, che hanno la pressione alta anche nel resto della giornata, o a quelli che non rispondono ai farmaci – dice il ricercatore –. I nostri dati dimostrano che per capire davvero di che ipertensione si tratta un monitoraggio pressorio nelle 24 ore è fondamentale: aiuta a determinare se il paziente ha ipertensione resistente, e quindi per provare a ridurre la pressione si deve intervenire con maggior incisività anche sullo stile di vita oltre che con i farmaci, o se c'è piuttosto un'ipertensione da camice bianco. Tutto sommato una diagnosi “tranquillizzante” per il paziente, perché di solito non richiede l'uso di farmaci ma solo l'attenzione a uno stile di vita sano», conclude de la Sierra.
Elena Meli




