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Essere soddisfatti, la chiave per avere un cuore sano
10/07/2011
Rilanciamo un articolo tratto da “La Stampa Benessere” online.
Uno studio pubblicato sullo “European Heart Journal” ha mostrato una relazione tra malattie cardiovascolari e livello di soddisfazione della propria vita. Secondo quanto suggerito dallo studio, chi è appagato della propria vita, lavorativa, familiare e personale, avrebbe un minor rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.
Essere soddisfatti di sé è la chiave per stare bene - e forse non è un mistero. Ma quello che hanno appurato un team di scienziati britannici è che a concorrere alla soddisfazione di sé e, di conseguenza, regalare maggiore salute ci sono fattori come il (vil) denaro, il lavoro, la famiglia e, non da ultimo, il sesso.
Sì, chi è soddisfatto, in qualche modo, ha un minore rischio (del 13%) di sviluppare malattie cardiache o dell’apparato cardiovascolare, si legge sull’European Heart Journal che ha pubblicato i risultati di uno studio condotto nell’ambito dello studio Whitehall su 8.000 dipendenti pubblici inglesi, con un’età media di 49 anni.
Ci mancava, ribadiscono gli autori dello studio, qualcosa che suggerisse come una vita soddisfacente faccia bene alla salute, soprattutto del cuore. Fino a oggi, gli studi si concentravano sui danni alla salute causati dall’ansia, la depressione. Ora, abbiamo le prove che anche la soddisfazione ha il suo peso sul benessere.
I partecipanti sono stati oggetto di un sondaggio in cui dovevano rispondere a domande riguardanti 7 aree specifiche la loro vita: lavoro, tempo libero, tenore di vita, relazioni amorose, famiglia, sesso e soddisfazione personale in generale.
Per ogni area d’indagine dovevano indicare il livello di soddisfazione da 1 a 7. Dove il punteggio più basso stava a significare “molto insoddisfatto”; quello più alto “molto soddisfatto”.
Una volta finita la raccolta d’informazioni, i dati sono stati confrontati con quelli relativi alle cartelle cliniche dei partecipanti allo studio che, parlando in vece loro, riportavano lo stato di salute e le eventuali malattie coronariche.
L’evidenza suggerisce un significativo ridotto rischio di malattie coronariche, sia per gli uomini che per le donne con elevati livelli di soddisfazione, tutti associati ai parametri valutati, ossia lavoro, famiglia, sesso e situazione personale. Dato curioso: il tempo libero, la situazione amorosa e il tenore di vita sono risultati ininfluenti.
«Nel suo insieme, questa ricerca indica che l’essere soddisfatti in ambiti specifici di vita come il lavoro, il sesso, la famiglia e se stessi - è positivamente associato a una riduzione delle malattie cardiache e coronariche in modo indipendente dai fattori di rischio tradizionali – commenta la dottoressa Julia Boehm del Department of Society, Human Development, and Health, presso la Harvard School of Public Health di Boston (Usa) – Anche se i fattori di rischio convenzionali, quali stile di vita, pressione arteriosa, lipidi e Indice di Massa Corporea non hanno spiegato il rapporto tra soddisfazione di vita e malattia coronarica totale, altri meccanismi comportamentali e biologici che promuovono la resilienza non possono essere esclusi. Inoltre, questi risultati suggeriscono che gli interventi per sostenere gli stati psicologici positivi - non solo nell’alleviare gli stati psicologici negativi – possono essere rilevanti tra i soggetti ad alto rischio», conclude la ricercatrice.
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