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Cuore più affaticato se nel diabete la glicemia è «ballerina»


17/07/2011

Rilanciamo un articolo tratto da “Corriere Salute” online.

 

Uno studio italiano pubblicato sulla rivista “Diabetes Care” dimostra che le fluttuazioni e gli altalenanti picchi della glicemia sono dannosi ai vasi e al cuore, provocando un forte stress ossidativo a livello dei tessuti, responsabile del danno d’organo. Il segreto è tenere sotto controllo la glicemia.

MILANO - La glicemia “balla” su e giù. Senza che ce ne accorgiamo, perché il valore medio resta sempre uguale; ma quelle “montagne russe” del glucosio nel sangue fanno male, e parecchio, al cuore. Lo ha appena dimostrato per la prima volta al mondo uno studio italiano, condotto da ricercatori dell'università di Tor Vergata di Roma su una trentina di diabetici di tipo due: le oscillazioni della glicemia, stando ai risultati, aumenterebbero la probabilità di alterazioni della funzione del ventricolo sinistro del cuore. Ovvero segnerebbero l'ingresso nell'anticamera dello scompenso cardiaco, che si ha quando il ventricolo sinistro si dilata, si “sfianca” e non riesce a pompare più a dovere il sangue in circolo. 

L'ESPERTA - Simona Frontoni, coordinatrice della ricerca e diabetologa al Dipartimento di Endocrinologia, Diabete e Metabolismo dell'Università di Tor Vergata, spiega: «Oggi per capire se la glicemia è sotto controllo usiamo l'emoglobina glicata, che misura una media della glicemia nell'arco di due, tre mesi. Dietro un valore accettabile, però, si possono nascondere glicemie sempre molto vicine alla media o molto distanti, verso l'alto e verso il basso. Ci siamo chiesti se questo conti per la salute del cuore, così abbiamo sottoposto i partecipanti alla misura in continuo della glicemia, l'holter glicemico, e a un'ecocardiografia». La misurazione in continuo si fa con i sensori usati regolarmente da chi porta un microinfusore per insulina: la glicemia viene rilevata ogni 5 minuti, un po' come accade quando si misura la pressione nelle 24 ore. Un parallelo scelto non a caso: «Quando la pressione arteriosa oscilla molto, sono più probabili i danni a vasi e cuore – dice Frontoni –. I nostri dati dimostrano che lo stesso vale per la glicemia: fluttuazioni più ampie aumentano il rischio di lesioni cardiache. Sapevamo che i picchi di glucosio possono provocare un grosso stress ossidativo a livello dei tessuti; i risultati della nostra ricerca indicano che questo meccanismo molto probabilmente è diretto responsabile anche di danni agli organi. Si tratta di lesioni iniziali, certo; ma se non si interviene per riportare un buon compenso glicemico i danni cardiaci possono progredire». 
SOTTOPORRE TUTTI I DIABETICI ALL'HOLTER? - Bisognerà allora sottoporre tutti i diabetici all'holter glicemico? «Per il momento no, perché costerebbe troppo e questi sono dati preliminari: non sappiamo ancora per quali pazienti può essere più raccomandabile la misura in continuo della glicemia, né quali siano gli standard di riferimento per la valutazione dei risultati – risponde la diabetologa –. Né è pensabile fare le “strisce” per la glicemia ogni mezz'ora: per il momento l'esame principale per valutare il controllo glicemico resta l'emoglobina glicata. Ma in un futuro non lontano è probabile che i pazienti vengano sottoposti, almeno saltuariamente, a misurazione in continuo: potrebbe servirci non poco per inquadrare meglio ogni singolo caso e decidere come intervenire». La stessa filosofia che anima i medici dell'Associazione Medici Diabetologi, che nei giorni scorsi durante l'ultimo congresso nazionale hanno presentato un documento di consenso sulla terapia personalizzata: «Non più una cura uguale per tutti, come bene o male le attuali linee guida prevedono, ma una terapia su misura per ogni diabetico – spiega Antonio Ceriello, coordinatore del Gruppo AMD sulla terapia personalizzata –. In pratica abbiamo individuato 5 diversi profili di diabetici, sulla base dell'età e della presenza di complicanze; a ciascun profilo abbiamo associato uno schema terapeutico, suddiviso in sottoschemi a seconda dei diversi fattori di rischio presenti. L'ultimo passaggio, che definisce la vera e propria terapia su misura, è basato sull'automonitoraggio della glicemia, da fare per qualche giorno prima della visita di controllo in diversi momenti nelle 24 ore (prima e dopo i pasti, a metà mattino, dopo un'attività fisica e così via). In questo modo possiamo capire quando e quanto la glicemia tende ad andare più facilmente fuori controllo, intervenendo quindi con l'associazione e gli orari di somministrazione dei farmaci più adatti per risolvere quella situazione, in quel singolo paziente», conclude Ceriello.

POCHI LA TENGONO SOTTO CONTROLLO - Sono poi pochi, purtroppo, i diabetici italiani che riescono a tenere davvero sotto controllo la glicemia. Stando ai dati diffusi dall'Associazione Medici Diabetologi durante l'ultimo congresso nazionale, appena un quarto dei pazienti con diabete di tipo uno mantiene l'emoglobina glicata a valori ottimali, ovvero sotto al 7 per cento; come se non bastasse, solo il 44 per cento dei diabetici di tipo due ci riesce. Il problema è che sforare, ormai si sa, aumenta parecchio il rischio delle temibili complicanze del diabete: retinopatie e danni alla vista, reni che vanno in tilt, neuropatie periferiche e piede diabetico, alterazioni vascolari che fanno salire alle stelle il pericolo di infarti e ictus. «E dire che i valori medi di emoglobina glicata degli italiani sono parecchio migliori rispetto a quelli che si registrano all'estero: negli Stati Uniti, ad esempio, il 20-40 per cento dei diabetici sfora il 9 per cento di emoglobina glicata, il 50 per cento sta sopra all'8 per cento», spiega Carlo Giorda, neoeletto presidente AMD. Non per questo c'è da tirare i remi in barca, anzi: la terapia personalizzata del documento AMD dovrebbe servire per renderci ancora più virtuosi ed è stata anche proposta all'International Diabetes Federation come via “made in Italy” per migliorare il controllo del diabete in tutto il mondo. Tagliare su misura i farmaci per tenere sotto controllo la glicemia quando è più necessario, infatti, potrebbe riuscire a garantire un miglior controllo glicemico in un maggior numero di casi, anche fra i refrattari statunitensi.

IL DIABETE IN GRAVIDANZA - Il diabete in gravidanza infine è un problema che riguarda tantissime future mamme: le stime della Società Italiana di Diabetologia parlano del 4-6 per cento delle donne incinte, qualcosa come 30mila nuovi casi ogni anno. Il diabete gestazionale può provocare ipertensione, difficoltà anche serie al momento del parto con rischio di sofferenza del bambino, nascita di neonati dal peso troppo elevato e pure un'alta probabilità di un successivo diabete di tipo due nella madre: sapere chi lo svilupperà sarebbe perciò molto d'aiuto e secondo una ricerca pubblicata dall'American Journal of Obstetrics and Gynecology è possibile riuscirci, scoprendo le donne a rischio già sette anni prima della gravidanza. «Basta valutare il profilo cardio-metabolico della donna – spiega la coordinatrice della ricerca, Monique Hedderson del Kaiser Permanente Institute di Oakland, negli Stati Uniti –. In pratica, bisogna misurare glicemia, pressione, colesterolo e peso corporeo. Già soltanto essere in sovrappeso e avere la glicemia al limite, ad esempio, aumenta di quasi cinque volte la probabilità di diabete gestazionale. Si tratta di valutazioni semplici, che qualsiasi medico di base o ginecologo può fare in ogni momento e che possono però aiutare a individuare le donne a rischio, sulle quali è opportuno potenziare la prevenzione e il monitoraggio al momento della gravidanza, ipotizzando interventi precoci non appena si presenti il diabete gestazionale», conclude la diabetologa.

 

Elena Meli

 

 

 

Di Flaviani A, Picconi F, Di Stefano P, Giordani I, Malandrucco I, Maggio P, Palazzo P, Sgreccia F, Peraldo C, Farina F, Frajese G, Frontoni S. Impact of glycemic and blood pressure variability on surrogate measures of cardiovascular outcomes in type 2 diabetic patients. Diabetes Care. 2011 Jul;34(7):1605-9. Epub  2011 May 24. PubMed PMID: 21610126; PubMed Central PMCID: PMC3120198.