Articoli scientifici
Sì ai massaggi contro il mal di schiena
29/07/2011
Rilanciamo un articolo tratto da “Corriere Salute” online.
Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori americani, ha sperimentato gli effetti di diverse tipologie di massaggio sul mal di schiena. La popolazione in studio è stata di 400 persone, di cui alcune sottoposte a massaggi strutturali, altre a massaggi svedesi ed altre al trattamento con farmaci. Oltre un terzo dei pazienti sottoposti a massaggi ha dichiarato di aver trovato beneficio, a fronte di un quarto dei pazienti che avevano proseguito con le cure abituali.
MILANO - Il mal di schiena proprio non vuol passare. Settimane e mesi di convivenza con il dolore mettono alla prova chiunque, e chi ci è passato in genere le prova tutte. Ora una sperimentazione clinica condotta su 400 pazienti, pubblicata sul prestigioso New England Journal of Medicine, dimostra che uno dei metodi più spesso scelti dai pazienti, il massaggio, funziona per davvero. Almeno, finché ci si sottopone con regolarità alle manipolazioni.
STUDIO – La ricerca, condotta da Daniel Cherkin del Group Health Research Institute, ha coinvolto pazienti con mal di schiena da almeno tre mesi: un gruppo è stato sottoposto al classico massaggio svedese, un altro gruppo è stato trattato con massaggi “strutturali” (ovvero profondi massaggi alle articolazioni e allo scheletro), il terzo gruppo ha continuato a curarsi come faceva in precedenza, spesso con i farmaci antidolorifici. Chi faceva i massaggi è stato sottoposto a una seduta alla settimana per due mesi e mezzo. Al termine di questo periodo, oltre un terzo dei pazienti che avevano ricevuto massaggi ha dichiarato di stare meglio o che il mal di schiena era addirittura scomparso, cosa capitata solo a un quarto dei pazienti che avevano proseguito con le cure abituali. Oltre al miglioramento netto nei confronti del dolore, chi aveva fatto i massaggi riusciva a muoversi meglio rispetto agli altri nel doppio dei casi; la maggioranza era più attiva, passava meno tempo a letto e aveva anche ridotto il ricorso ai farmaci.
BENEFICI – C'è però un neo: perché funzionino, i massaggi bisogna continuare a farli. «Dopo sei mesi dal periodo di trattamento i massaggi mostrano ancora vantaggi, che però svaniscono a un anno di distanza», ammette Cherkin. Entrambi i tipi di massaggio però si sono rivelati utili, e questa è una novità: «Si è sempre pensato che i massaggi “strutturali”, focalizzati su tessuti che possono essere doloranti come muscoli e legamenti, fossero più efficaci del massaggio svedese classico, che invece mira a un rilassamento generale. Invece entrambi funzionano – spiega il ricercatore –. Si tratta di una buona notizia perché i massaggi strutturali richiedono personale più esperto e sono in genere più costosi, mentre il massaggio svedese viene offerto in un maggior numero di centri e costa di meno». I massaggi, stando ai dati raccolti, avrebbero la stessa utilità di altri interventi anti-mal di schiena, dall'agopuntura allo yoga, all'esercizio fisico; come molti di questi trattamenti, non hanno effetti collaterali considerevoli e possono essere perciò considerati un'opzione per i pazienti. Sui motivi dell'efficacia dei massaggi non c'è pero certezza: «I massaggi potrebbero avere effetti specifici di stimolazione dei tessuti o funzionare come calmanti sul sistema nervoso centrale – ipotizza Cherkin –. In alternativa, potrebbero spingere il paziente a porsi in maniera più attiva nei confronti del suo problema e quindi della possibile guarigione grazie a effetti aspecifici: il semplice piacere nell'essere toccati o nel trascorrere tempo in una situazione di relax, una maggior consapevolezza di sé che spinge a evitare ciò che può indurre il mal di schiena, i suggerimenti del terapista su piccoli esercizi o movimenti da fare a casa. Qualunque sia il motivo, i dati sono incoraggianti: in oltre un caso su tre i massaggi aiutano a liberarsi dal mal di schiena», conclude il ricercatore.
Elena Meli




