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Sale: se troppo si rischia la demenza
26/08/2011
Rilanciamo un articolo tratto da “La Stampa Benessere” online.Secondo uno studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica “Neurobiology of Aging”, una dieta ricca di sodio espone al rischio di declino cognitivo, in particolare se abbinata a scarso movimento fisico. L’assunzione di sodio ha dunque un impatto non solo sulla salute del cuore, ma anche su quella del cervello.
Le persone anziane sono già di per sé a rischio di declino cognitivo, se poi a questo si aggiunge una dieta ricca di sale e scarso movimento fisico, il rischio aumenta di molto. Tuttavia, anche chi è nella mezza età non è esentato dal ridurre il sale e fare del movimento, perché anche in questo caso si può aprire la strada al declino cognitivo, o demenza che si voglia dire.
A mettere sull’avviso è uno studio congiunto tra il Baycrest Research Centre for Aging and the Brain, l’Institut Universitaire de Geriatrie de Montreal, la McGill University e la Universite de Sherbrooke. Secondo questo studio, l’accoppiata sodio e scarso movimento è l’anticamera della demenza per le persone adulte e di età avanzata.
Analizzando il consumo di sodio in un gruppo di 1.262 persone di entrambi i sessi e di età compresa tra i 67 e gli 84 anni, i ricercatori sono giunti alla conclusione che abbassare i livelli di assunzione di sodio, già dopo tre anni permette di abbassare al contempo la pressione sanguigna e il rischio di malattie cardiache. Il beneficio, poi, si estenderebbe alla salute del cervello.
«Abbiamo generato una prova importante che l’assunzione di sodio non solo ha un impatto sulla salute del cuore, ma anche la salute del cervello», sottolinea la dottoressa Alexandra Fiocco, che ha coordinato lo studio.
Assumere meno sodio diventa quindi imperativo per diversi motivi – ricordiamo che la dose giornaliera raccomandata è compresa tra 575 e 3500 mg, a seconda dell’età e delle condizioni di salute. Se poi a questa pratica si abbina un po’ di movimento non può che fare bene.
Il contrario, invece, può causare non pochi danni. Come spiega l’autrice dello studio sulle pagine di Neurobiology of Aging: «I risultati del nostro studio hanno dimostrato che una dieta ricca di sodio, combinata con poco esercizio, è stata particolarmente dannosa per le performance cognitive degli adulti più anziani. Ma la buona notizia è che gli adulti anziani sedentari non hanno mostrato un declino cognitivo nei tre anni che li abbiamo seguiti quand’avessero ridotto l’apporto di sodio».
Per aiutarci a ridurre il sale nella dieta, possiamo anche seguire i 10 consigli del Ministero della Salute.
1. Abituare il palato ad apprezzare il sapore originale dei cibi
2. Aggiungere il sale solo all’acqua di cottura della pasta
3. Non aggiungere mai il sale alle pietanze già condite
4. Condire le pietanze con spezie ed aromi
5. Ridurre il consumo di cibi in scatola, spuntini salati, salse, dadi per il brodo, condimenti animali, pasti pronti surgelati o in busta
6. Evitare di mangiare frequentemente carne conservata, formaggi stagionati, salumi, frutti di mare, pasta ripiena (tortellini, ravioli, cannelloni)
7. Preferire le carni bianche (coniglio, pollo, tacchino)
8. Consumare molta frutta e verdura, alimenti in assoluto a più basso contenuto di sodio
9. Preferire il pane senza sale (tipo toscano)
10. Leggere sempre le etichette nutrizionali dei prodotti alimentari, che riportano gli ingredienti, tra cui il sale.
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