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Un premio come cura per i bambini «iperattivi»


20/04/2010

Rilanciamo un articolo tratto da “Corriere Salute” online.


Uno studio degli esperti della Nottingham University pubblicato sulla rivista “Biological Psychiatry” ha misurato l’attività cerebrale durante il gioco in un gruppo di bambini affetti da sindrome da iperattività. Secondo i risultati della ricerca, un’adeguata gratificazione influenzerebbe la capacità di concentrazione e ponderazione delle decisioni in misura pari a quella di alcuni psicofarmaci.

MILANO – Talvolta vale più un riconoscimento che una pillola, o per lo meno valgono tanto quanto: nei bambini affetti da deficit di attenzione e disordini di concentrazione pare infatti che un incentivo possa avere gli stessi benefici effetti di un farmaco.
È essenziale però che il premio sia immediato, in modo che il bimbo possa focalizzare il nesso causa-effetto.

LO STUDIO – Lo sostiene uno studio degli esperti della Nottingham University pubblicato su Biological Psychiatry, in cui i ricercatori hanno misurato l’attività cerebrale durante il gioco di un gruppo di bambini affetti da ADHD (Attention Deficit Hiperactivity Disorder), più comunemente nota come sindrome da iperattività. Nel videogame i piccoli volontari dovevano cacciare gli alieni di alcuni colori ed evitare gli alieni di altre tinte, mentre la loro attività cerebrale veniva monitorata attraverso un elettroencefalogramma. L’attività ludica era stata studiata appositamente per verificare il tasso di resistenza alla tentazione impulsiva di catturare l’alieno sbagliato. Il gioco è stato poi proposto in due varianti, di cui una prevedeva un ammontare di premi e penalità cinque volte superiore all’altra. E in quest’ultima variante il premio attribuito ai giovani giocatori è risultato avere la stessa efficacia del Ritalin, uno dei più comuni farmaci utilizzati per mitigare la sindrome da iperattività, normalizzando le stesse aree del cervello. Secondo il professor Chris Hollis, che ha guidato la ricerca, una giusta e congrua gratificazione può esercitare un’influenza sulla capacità di concentrarsi e di ponderare le decisioni pari a quella esercitata da alcune pillole, anche se chiaramente i risultati migliori si possono ottenere attraverso una combinazione di incentivi e medicinali.

FARMACI PER IPERATTIVI – Oggi tra i farmaci più comuni per la cura pediatrica dell’iperattività c’è il metilfenidato, erede del litio. In tutti i casi i medicinali di questo tipo sono sempre stati dibattuti, soprattutto in considerazione dell’età dei giovani pazienti. La scoperta di un premio che posa funzionare come effetto placebo è in questo senso rivoluzionaria e molto importante.

UNA SINDROME SEMPRE PIÙ DIFFUSA – Saranno gli stimoli crescenti a cui vengono sottoposti sempre più i giovanissimi, sarà che viviamo in una società multitasking e poco rispettosa dei tempi umani, in tutti i casi da anni si registra una crescita galoppante dell’Adhd nei bimbi. In Inghilterra sono il 5 per cento dei bambini e altrove le percentuali sono simili. Bimbi iperattivi, propensi a commettere gesti impulsivi e pericolosi, che hanno una scarsa concentrazione e si muovono in continuazione: tendono ad avere un’attenzione effimera e saltellante e a prendere decisioni precipitose, con effetti prevedibili anche sul percorso scolastico. Ma a volte, specie nei casi meno gravi, basta un premio, dato dalla persona giusta nel modo giusto. Senza disturbare gli psicofarmaci.

Emanuela Di Pasqua

 

 

Groom MJ, Scerif G, Liddle PF, Batty MJ, Liddle EB, Roberts KL, Cahill JD, Liotti

M, Hollis C. Effects of motivation and medication on electrophysiological markers of response

inhibition in children with attention-deficit/hyperactivity disorder. Biol Psychiatry. 2010 Apr 1;67(7):624-31. Epub 2009 Nov 14.