Articoli scientifici
Importanza della valutazione della carica virale in pazienti con infezione da HPV 16 e 18
18/12/2006
In donne di età superiore ai 30 anni, la determinazione della carica virale di HPV 16 e 18 consente di migliorare l'efficacia dello screening per il carcinoma della cervice uterina.
Grazie ai numerosi studi pubblicati negli ultimi anni sulle principali riviste mediche internazionali, la relazione tra l’infezione da parte di ceppi ad alto rischio oncogenico di HPV (Human Papillomavirus), in particolare i tipi 16 e 18, e lo sviluppo di carcinomi della cervice uterina costituisce una evidenza scientifica ormai fortemente consolidata. La ricerca sistematica del Papillomavirus umano è stata proposta come metodo utile alla ottimizzazione delle indagini di screening per le neoplasie maligne del collo dell’utero ed è ora raccomandata dall’American College of Obstetricians and Gynecologists per la gestione clinica delle pazienti di età superiore ai 30 anni e con riscontro, all’esame citologico dello striscio cervico-vaginale, di un quadro di ASCUS (Atypical Squamous Cells of Undetermined Signifiance). Ancora dibattuto è invece il ruolo della determinazione della carica virale dei ceppi di HPV ad alto rischio. Per verificare se la quantificazione della carica virale di HPV di tipo 16 e 18 sia in rapporto con la gravità delle lesioni cervicali e possa essere d’aiuto nel migliorare le procedure di screening del carcinoma del collo uterino, Xavier Carcopino ed i suoi colleghi del Laboratorio di Virologia dell’ Hopital de la Timone di Marsiglia, in Francia, hanno condotto uno studio, comparso recentemente sul Journal of Medical Virology. Nella ricerca sono state esaminate 151 donne di età compresa tra i 20 ed i 40 anni, 97 delle quali erano in attesa di eseguire una colposcopia per il riscontro di anomalie cellulari al Pap test, mentre le rimanenti 54 seguivano un programma di follow-up dopo il trattamento per un carcinoma cervicale. In ciascuna paziente si è ricercata la presenza di una infezione da HPV 16 e/o 18 e si è valutata, con tecnica PCR, la carica virale ((intesa come quantità di virus presenti nel campione prelevato, per ogni milione di cellule umane). Dall’analisi dei dati raccolti è emerso che, nel gruppo di donne di età più avanzata (compresa tra i 30 ed i 40 anni), il rilievo di una elevata carica virale risultava correlato ad un maggior rischio di manifestare lesioni squamose intraepiteliali di alto grado. Tale associazione non era invece altrettanto significativa nelle donne di età inferiore ai 30 anni. Affermano Xavier Carcopino ed i suoi collaboratori, commentando il proprio lavoro clinico: “La quantificazione dell’HPV di tipo 16 e 18 negli strisci cervicali può essere utile nello screening del carcinoma del collo uterino. La determinazione della carica virale fornisce tuttavia informazioni aggiuntive solo nelle pazienti di età superiore ai 30 anni. In queste donne, infatti, il riscontro di una alta carica virale è di solito in relazione con gravi lesioni precancerose e rende assolutamente obbligatoria l’esecuzione di una colposcopia molto attenta ed accurata”.
Fonti:
Carcopino X, Henry M, Benmoura D, Fallabregues AS, Richet H, Boubli L, et al. Determination of HPV type 16 and 18 viral load in cervical smears of women referred to colposcopy. J Med Virol 2006;78:1131-40.
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