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Uso del profilattico e prevenzione della infezione da HPV


25/09/2006

​Durante i rapporti sessuali, l'uso del profilattico da parte del partner maschile riduce significativamente il rischio di trasmissione della infezione da Human Papillomavirus nelle donne.

Diverse ricerche hanno dimostrato che l’uso del profilattico riduce il rischio di trasmissione del virus HIV, del Gonococco, della Chlamydia e dell’Herpes simplex, ma fino ad ora risultano molto limitati i dati relativi ad altre importanti infezioni genitali, comprese quelle dovute allo Human Papillomavirus (HPV), che, come è noto, con alcuni suoi ceppi oncogenici, può essere responsabile dell’insorgenza di tumori anogenitali, in particolare carcinomi della cervice uterina. Sul numero di Giugno 2006 della prestigiosa rivista internazionale The New England Journal of Medicine, è stato pubblicato uno studio, condotto dal Rachel Winer e dai colleghi dei Dipartimenti di Epidemiologia, Biostatistica e Patologia della University of Washington di Seattle, negli Stati Uniti, riguardante la relazione tra uso del profilattico e rischio di trasmissione dell’infezione da Human Papillomavirus nelle donne. Per svolgere tale ricerca sono state arruolate 82 studentesse universitarie, in buono stato di salute generale, di età compresa tra i 18 e i 22 anni, che non avevano mai avuto precedentemente rapporti sessuali vaginali con un partner maschile o che avevano contratto il loro primo rapporto nelle due settimane antecedenti l’inizio della ricerca. Ogni due settimane le donne dovevano compilare un diario riguardante il numero di rapporti vaginali avuti, la frequenza con cui era stato usato il preservativo da parte del partner maschile e il numero dei nuovi partners. Inoltre, ogni quattro settimane le ragazze dovevano sottoporsi ad una visita ginecologica, che includeva il Pap test e la ricerca dell’HPV DNA. L’incidenza dell’infezione da HPV è risultata essere del 37,8% per anno tra le ragazze il cui partner aveva usato regolarmente il profilattico durante ogni rapporto sessuale, mentre, tra le pazienti il cui partner aveva utilizzato il preservativo per un numero di rapporti inferiore al 5% del totale, l’incidenza dell’infezione da HPV è stata pari all’89,3% per anno. Valori analoghi sono stati osservati quando l’analisi è stata ristretta ai genotipi oncogenici di HPV, in particolare i tipi 6, 11, 16 e 18. E’ significativo rilevare che, in donne i cui partner avevano usato nella totalità dei rapporti il profilattico, non si sono riscontrate per tutto il periodo di follow-up lesioni squamose intraepiteliali cervicali al PAP test. È stato anche osservato che il rischio di infezione da HPV risultava quattro volte più elevato nelle donne che, durante il periodo di studio, avevano avuto un nuovo partner e sette volte maggiore nelle pazienti che avevano contratto rapporti intimi con più di un nuovo compagno. Il numero dei rapporti vaginali o la circoncisione del partner maschile non hanno invece evidenziato alcun effetto significativo per quanto riguarda il rischio di contrarre un’infezione da HPV. “Il virus HPV può essere trasmesso attraverso il semplice contatto mucoso delle parti genitali, quindi non è necessario avere un rapporto sessuale completo per essere esposti al rischio di infezione”, affermano Rachel Winer ed i suoi collaboratori, che concludono: “Tra le giovani donne sessualmente attive l’uso costante del profilattico da parte dei partners consente di ridurre il rischio di infezione cervicale e vulvovaginale da HPV”. Ciò deve rappresentare un ulteriore incentivo a promuovere su vasta scala campagne di sensibilizzazione a favore dell’uso del profilattico, in particolare nelle nuove generazioni.

Fonti:
Winer RL et al.: "Condom Use and the Risk of Genital Human Papillomavirus Infection in Young Women", New Engl J Med, June 22 2006, 354, 25, 2645-2654 ​