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Terapia delle vaginosi batteriche ricorrenti con metronidazolo topico


18/09/2006

​L'applicazione locale di metronidazolo, pur essendo efficace nel trattamento delle vaginosi batteriche ricorrenti, determina spesso l'insorgenza di una candidosi secondaria.

​La vaginosi batterica, caratterizzata clinicamente dalla presenza di perdite vaginali biancastre maleodoranti, è una patologia molto comune, in particolare nelle donne sessualmente attive e nelle gestanti. E’ causata da una eccessiva proliferazione di germi commensali, come ad esempio il Mycoplasma hominis, la Gardnerella vaginalis e varie specie di batteri anaerobi, che vanno a sostituire i lattobacilli, normali costituenti della flora batterica vaginale. La vaginosi batterica, che frequentemente si manifesta nelle pazienti in maniera ricorrente, può essere causa di cerviciti, endometriti e malattia infiammatoria pelvica, con conseguente rischio di sterilità. In gravidanza, possibili complicanze sono costituite da aborti spontanei, parti pretermine ed infezioni amniocoriali. Non esiste ancora, all’interno della comunità scientifica internazionale, univocità di orientamento riguardo alla terapia delle vaginosi batteriche ricorrenti. “Abbiamo voluto studiare l’efficacia soppressiva del metronidazolo vaginale nel ridurre gli episodi sintomatici recidivanti di vaginosi batterica”, afferma Jack Sobel, del Dipartimento di Medicina della Wayne State University School of Medicine di Detroit, in Michigan (USA), che ha coordinato una ricerca multicentrica recentemente pubblicata sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology. Lo studio ha preso in esame 112 pazienti assegnate in maniera casuale, per 16 settimane, ad un trattamento con metronidazolo topico bisettimanale o con placebo. Le donne arruolate sono state seguite per altre 12 settimane senza alcuna cura. Durante la terapia soppressiva, episodi di vaginosi batterica ricorrente si sono manifestati nel 25,5% delle pazienti in trattamento con metronidazolo e nel 59,1% delle donne curate con placebo. Nel corso delle 28 settimane complessive di follow up, recidive si sono verificate nel 51% dei soggetti trattati farmacologicamente e nel 75% delle pazienti inserite nel gruppo placebo. La terapia con metronidazolo topico è dunque risultata discretamente efficace nella prevenzione delle ricadute. Tuttavia, il 43,1% delle pazienti sottoposte a tale trattamento ha sviluppato una candidosi vaginale, che si è manifestata invece solo nel 20,5% delle pazienti curate con placebo. Afferma Jack Sobel, commentando i risultati dello studio: ”La terapia soppressiva con l’applicazione vaginale bisettimanale di metronidazolo consente di raggiungere una significativa riduzione nei tassi di recidiva delle vaginosi batteriche, ma è associata comunemente alla manifestazione di una candidosi vaginale secondaria”. E’ quindi auspicabile che in futuro vengano messi a punto nuovi approcci terapeutici, in grado di trattare questa comune patologia ginecologica in maniera più corretta e senza effetti collaterali significativi.

Fonti:
Sobel JD et al.: "Suppressive antibacterial therapy with 0.75% metronidazole vaginal gel to prevent recurrent bacterial vaginosis", Am J Obstet Gynecol. 2006 May;194(5):1283-9