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TESTAMENTO BIOLOGICO: L'impegno di O.N.Da con la Fondazione Veronesi
Che fare di fronte a situazioni drammatiche in cui il malato non è più in grado di esprimere la propria volontà, in cui non può più manifestare il proprio progetto di vita o di morte? Di fronte all’evoluzione della scienza e delle tecnologie che hanno visto affiorare situazioni di accanimento terapeutico in cui la vita aggiunta o ritrovata non è di buona qualità ed è soprattutto carica di sofferenze e invalidità, molti malati avvertono l’esigenza di riaffermare il concetto di qualità e dignità della vita e di riappropriarsi delle scelte che riguardano la sua fase finale. Malgrado alcuni tentativi di regolamentazione della materia, non esiste ancora oggi in Italia una normativa sul testamento biologico anche a causa di rigidità ideologiche che limitano l’autonomia decisionale della persona in fine di vita. Diversa è invece la situazione negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Olanda o in Belgio dove l’attenzione nei confronti del principio di autodeterminazione è molto elevata. La Fondazione Veronesi si sta impegnando da oltre un anno nei confronti del testamento biologico: due sono le pubblicazioni uscite sul tema, vari i Convegni in diverse città italiane, ora è inoltre possibile scaricare dal sito della Fondazione: www.fondazioneveronesi.it il Modulo per fare testamento boiologico: una semplice dichiarazione di rifiuto all'accanimento terapeutico e di nomina di un fiduciario, una persona vicina in grado di dare attuazione alle volontà. In molti hanno risposto a queste iniziative: il Consiglio Nazionale Forense, il Consiglio Nazionale del Notariato, ma soprattuto ha risposto in modo inaspettato la popolazione: in migliaia, malati e non, hanno scaricato il modulo che hanno depositato alla Fondazione grazie all'assitenza di un avvocato rivelando in tal modo un interesse enorme di fronte a questo tema. E' nato un Movimento di opinione a favore del testamento biologico formato da avvocati, notai, esperti di bioetica e rappresentanti della società civile, un Movimento che rimanda e deriva dal grande Movimento popolare olandese che 20 anni fa portò all'approvazione della legge sull'eutanasia. Attualmente sono 8 i DLG presentati al Senato e 5 proposte alla Camera: si pensa che a breve si possa arrivare a una proposta unitaria di legge da discutere in Parlamento perchè è la gente a chiederlo. Se ciò non avvenisse gli italiani si organizzeranno ugualmente da soli e faranno testamento biologico come già succede in Germania dove oltre 7 milioni di tedeschi a seguito del pronunciamento a favore della Corte Suprema lo hanno fatto. L'assenza di riconoscimento giuridico del testamento biologico porta come conseguenza un grande potere e una grande responsabilità ancora nelle mani del medico. Gli italiani desiderano poter decidere da soli come hanno dimostrato sia la ricerca EURISPES che l'indagine ISPO dove è emerso chiaramente che il 70% circa degli italiani sono a favore del testamento biologico. Che ruolo possono avere le donne nell'ambito del Movimento per il testamento biologico e nella definizione di regole bioetiche chiare idonee a garantire la massima libertà personale nel rispetto della libertà altrui? Possono avere un grande ruolo come ha illustrato Cinzia Capoprale nel corso dell'audizione in Senato lo scorso novembre. Nella pratica quotidiana la bioetica è infatti praticata generalmente dalle donne sulle donne, perchè sono loro a prendersi cura delle persone più deboli (bambini, anziani, malati e morenti) e a definire i confini del rapporto medico-paziente. Questo grazie a una serie di caratteristiche tipicamente femminili: capacità di dialogo e di ascolto, tensione verso le persone marginalizzate, flessibilità e capacità di risposte concrete a problemi urgenti. Una bioetica al femminile dunque quella proposta da O.N .Da. Ecco quindi che le donne possono avere un grande ruolo nel promuovere il testamento biologico, nel fare "rete" e azione di lobby positiva nei confronti delle Istituzioni per arrivare presto ad una buona regolamentazione della materia. Per maggiori informazioni: www.fondazioneveronesi.it Tel: 02/76018187







