Eutanasia, veneziano sceglie di morire in Svizzera: era malato dal 1977




12 Ott 2017
Eutanasia, veneziano sceglie di morire in Svizzera: era malato dal 1977

Una nuova testimonianza che riaccende i riflettori su una legge, quella dedicata al biotestamento, ancora ferma al Senato. L’uomo era paralizzato dal 1977 e le sue condizioni si erano aggravate nel corso del tempo

di VALENTINA RUGGIU

ROMA – Un uomo di 59 anni, Loris Bertocco, ha scelto di mettere fine alla propria vita chiedendo l’eutanasia in Svizzera, dove è morto in una clinica di Zurigo. A renderlo noto è stato il sociologo veneziano Gianfranco Bettin, il quale ha ricordato la figura dell’amico e collega, sottolineando che questi “era anche un convinto sostenitore delle proposte per una legge sul ‘testamento biologico’ e sul ‘fine vita’ in Italia”.

L’uomo era originario di Venezia e malato da tempo. Nato nel 1958, era rimasto paralizzato nel 1977, all’età di 19 anni, a causa di un incidente stradale. “Nel tempo, le lesioni gravissime subite e i problemi successivi ne avevano peggiorato la condizione, aggravata da una progressiva perdita della vista che lo aveva infine reso cieco”.

La malattia però non gli aveva impedito di impegnarsi su diversi fronti: “Animatore culturale fin da ragazzo, per decenni aveva condotto trasmissioni musicali e politico-culturali nelle radio libere venete. Era un ambientalista convinto, tra i fondatori dei Verdi italiani – continua Bettin – non aveva mai smesso di partecipare a lotte sia territoriali che di portata globale: contro il nucleare e i mutamenti climatici, per la riconversione ecologica, per la pace”.

LA LEGGE BLOCCATA AL SENATO
Una nuova storia che si aggiunge a quella di Dj Fabo o di Davide Trentini, l’ex barista malato di Sla che aprì una sottoscrizione per pagarsi il suicidio assistito, e che riaccende i riflettori su una legge, quella per il biotestamento, che ancora è ancora in stallo al Senato. Il disegno di legge era stato approvato dalla Camera in aprile, mentre a palazzo Madama è ancora fermo in commissione perché, come spiegato da Emilia De Biasi del Pd, presidente della commissione Sanità, “ci sono tremila emendamenti e molti esponenti di Area Popolare e Forza Italia. Se manca la volontà politica non si può fare nulla”.

Un ritardo denunciato anche da Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni: “Tra i provvedimenti che possono essere approvati prima della fine della legislatura è uscito dai radar dei partiti quello sull’interruzione delle cure e le disposizioni anticipate di trattamento, incagliato al Senato senza prospettive di esame a breve, e dunque probabilmente destinato a non essere approvato nemmeno in questa legislatura”.

“Il disegno di legge sul testamento biologico non è di iniziativa governativa ma parlamentare – prosegue – nato su impulso della nostra proposta di legge di iniziativa popolare e spinto dalle lotte di Dominique Velati, Max Fanelli, Fabiano Antoniani e Davide Trentini tra gli altri. Non essendo dunque un provvedimento che si presta troppo allo scontro pre-elettorale tra fazione governativa e fazioni di opposizione, è stato politicamente archiviato dai Grandi Capi dei partiti, nonostante l’interesse in gioco per le persone malate e di tutti i cittadini”.

SCHEDA – I punti principali del provvedimento

“Il memoriale che ha lasciato e ci chiede di diffondere – conclude Bettin – ricostruisce il suo amore per la vita, la sua tribolazione, la sua lotta, la protesta per l’insufficiente assistenza che le persone come lui ricevono dalle istituzioni preposte. Parlava da tempo di questa sua scelta finale”. E ora è riuscito a portarla a termine.

Da La Repubblica

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