Fertilità femminile, lavori pesanti associati a riduzione del numero e della qualità ovociti




14 Feb 2017

 

Fertilità femminile, lavori pesanti associati a riduzione del numero e della qualità ovociti

Lavori fisicamente impegnativi oppure orari lavorativi fuori del normale orario di ufficio possono ridurre la fertilità femminile, secondo uno studio pubblicato su Occupational & Environmental Medicine, da cui emerge che mansioni come il sollevamento di carichi pesanti e i turni notturni si associano con una scarsa qualità degli ovociti. Gli autori dell’articolo, prima firmataria Lidia Minguez-Alarcón, del Department of Environmental Health alla Harvard TH Chan School of Public Health di Boston, Massachusetts, hanno esaminato gli indicatori di riserva ovarica, il numero di ovociti e i livelli di ormone follicolo stimolante (FSH), in 473 donne seguite presso una clinica della fertilità.

L’età media era 35 anni, l’indice medio di massa corporea (BMI) 23, e la coorte oggetto di studio faceva parte dello studio EARTH, Environment And Reproductive Health, un trial osservazionale in corso dal 2004 sui fattori ambientali e dietetici che possono influenzare la fertilità. I ricercatori, dopo avere intervistato le partecipanti sul livello di sforzo fisico richiesto e sugli orari di lavoro, hanno scoperto che il tipo di lavoro, faticoso o meno, non sembra fare differenza in termini di livelli di FSH. Viceversa, le donne che svolgevano lavori fisicamente impegnativi avevano una riserva più bassa di ovociti rispetto alle coetanee il cui lavoro non prevedeva il sollevamento di carichi pesanti.

Riscontri analoghi sono stati trovati nelle turniste, che avevano un minor numero di ovociti maturi rispetto alle partecipanti che seguivano un normale orario di lavoro. Ma non solo: le donne in sovrappeso, ossia con BMI di 25 o più che svolgevano mansioni fisicamente impegnative avevano un minoro numero di ovociti maturi rispetto a chi aveva lo stesso peso ma non sollevava carichi pesanti sul posto di lavoro, con una discrepanza maggiore di quella riscontrata tra le donne magre. «Questi risultati hanno implicazioni cliniche, in quanto le donne con un minor numero di ovociti maturi hanno anche meno cellule uovo in grado di svilupparsi in embrioni sani» osservano i ricercatori. E Minguez-Alarcón conclude: «I fattori occupazionali sembrano interessare maggiormente la qualità e il numero di ovociti, piuttosto che accelerarne l’invecchiamento».

Occupational & Environmental Medicine 2017. doi: 10.1136/oemed-2016-103953 http://oem.bmj.com/content/early/2017/01/04/oemed-2016-103953

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