Intervista a Francesca Merzagora in occasione della Giornata mondiale della Salute Mentale




7 Ott 2016

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In vista della Giornata mondiale della Salute Mentale, che si celebra ogni anno il 10 ottobre, abbiamo intervistato la Dottoressa Francesca Merzagora, Presidente dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda).

1 – Dottoressa Merzagora, qual è la patologia più impattante e diffusa legata alla salute mentale della donna?

Il 10 ottobre da anni ormai si festeggia la Giornata mondiale legata alla salute mentale: una ricorrenza di grande importanza alla luce della gravità e della diffusione dei problemi legati alla psiche. Le malattie mentali infatti secondo l’OMS superano ormai i tumori e le patologie cardiovascolari e, all’interno di queste, la depressione costituisce il problema più grave e la sfida più interessante nei prossimi anni.

I numeri sono in aumento: la depressione in Italia riguarda circa 4 milioni e mezzo di persone, prevalentemente di sesso femminile colpite nei cicli vitali più vulnerabili (in particolare nell’adolescenza, nel periodo perinatale, nel climaterio e nell’età avanzata), molteplici sono le cause (fattori ambientali, biologici, genetici, personologici, da malattie organiche e da farmaci), le conseguenze sono pesanti non solo sull’umore, ma anche sulla salute fisica con ripercussioni a volte importanti nelle aree respiratorie, cardiologiche e metaboliche. I principali sintomi della depressione sono di natura emotiva, come pensieri negativi, solitudine e tristezza, ma ci sono anche sintomi cognitivi come la difficoltà a prendere decisioni o il procrastinarle che rendono la vita difficile.

Siamo di fronte a una patologia sistemica, che coinvolge oltre all’umore, il cervello, il cuore e il sistema immunitario. Le diagnosi sono tardive (20 mesi dalla comparsa dei primi sintomi), le cure sono assunte solo da un terzo di chi ne è affetto con notevole peggioramento e riduzione della qualità e quantità di vita. A ciò si aggiunga che la depressione ha costi sociali molto elevati suddivisi tra costi diretti (ospedalizzazione e cure) e costi indiretti (perdita di ore lavorative).

2 – Lo stigma esiste ancora nei confronti della salute mentale?

Una delle problematiche più importanti legate alla depressione e in generale a tutte le malattie mentali è lo stigma, la vergogna anche solo di affrontare questi temi. Un grande lavoro che sta compiendo la Società Italiana di Psichiatria è proprio quello di avvicinare le persone alle cure, far capire che la depressione è un problema di salute che va affrontato e curato con i numerosi strumenti oggi a disposizione (terapie psicologiche e farmacologiche), che si può convivere con questi problemi e a volte guarire. Gli psichiatri insistono sull’importanza della diagnosi precoce e delle cure appropriate non solo per sentirsi meglio, ma anche per evitare ricadute, più problematiche poi da affrontare. La strada è ancora lunga, ma il messaggio piano piano sta arrivando a larghi strati della popolazione anche grazie all’impegno delle istituzioni e al progresso della comunicazione.

3 – Che contributo offre Onda nella giornata mondiale sulla salute mentale?

Con l’obiettivo di sensibilizzare sempre più la popolazione sui problemi di salute mentale, Onda organizza un Open day che coinvolge oltre 140 tra ospedali, dipartimenti territoriali e Centri di salute mentale in tutta Italia che nell’arco di una settimana, a cavallo del 10 ottobre, apriranno le porte alla popolazione (www.bollinirosa.it). Questa iniziativa giunta alla terza edizione consiste in servizi gratuiti (visite psichiatriche, colloqui psicologici, sportelli di ascolto, info point, conferenze) sui temi dell’ansia, depressione, disturbi dell’umore e del sonno, psicosi, disturbi del comportamento alimentare.

Con il patrocinio delle Società scientifiche impegnate nella salute mentale, l’obbiettivo di questa iniziativa è accorciare i tempi della diagnosi e avvicinare le persone alle cure. Nonostante le malattie mentali siano altamente diffuse e invalidanti, sono ancora troppo poche le persone che ricevono adeguati trattamenti nonostante vi siano molte cure oggi disponibili. Lotta allo stigma e alla discriminazione sono le azioni da portare avanti per aiutare le persone che soffrono.

Da UNRIC – Centro Regionale di informazione delle Nazioni Unite

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