Parità di genere in sanità. Solo il 18% dei DG Asl è donna. Audizione delle Regioni in Commissione Affari costituzionali alla Camera




24 Nov 2017

La percentuale sale al 35% nel caso dei direttori amministrativi e sanitari. “L’obiettivo condiviso è un accesso paritario nelle sedi istituzionali e nei diversi centri decisionali pubblici. Ma c’è ancora molto lavoro da fare”, ha detto Aldo Reschigna, vice presidente del Piemonte e coordinatore vicario della Commissione Affari istituzionali delle Regioni, all’audizione presso la prima Commissione della Camera.

Nelle aziende sanitarie mediamente la presenza di donne si limita al 18% dei direttori generali, mentre tra i direttori amministrativi e i direttori sanitari la percentuale sale al 35% con estremi per entrambi gli incarichi del 50% e di nessuna presenza femminile.

Le Regioni sulla base del programma dell’indagine conoscitiva promossa dalla Commissione I della Camera, alcuni dati relativi:
– all’attuale presenza delle donne nelle sedi istituzionali regionali e delle province autonome, nei  Consigli e nelle Giunte,
– al numero di donne presenti nei luoghi di decisione: dirigenti e direttrici regionali, presidenti e componenti dei Consigli di amministrazione di enti strumentali regionali e di società a partecipazione regionale e direttrici di enti, aziende regionali, comprese le Asl e Aso, e di società a partecipazione regionale.

“L’obiettivo condiviso è quello di un accesso paritario nelle sedi istituzionali e nei diversi centri decisionali pubblici. Ma c’è ancora molto lavoro da fare”, ha detto Aldo Reschigna, vice presidente della Regione Piemonte e coordinatore vicario della Commissione Affari istituzionali della Conferenza delle Regioni, intervenendo all’ audizione presso la prima Commissione della Camera alla quale ha partecipato anche la vice presidente della Basilicata, Flavia Franconi.

“In generale i dati raccolti – ha spiegato Reschigna – dimostrano quanto sia ancora limitata la presenza delle donne nelle sedi istituzionali e gestionali”.

Nei venti consigli regionali e due consigli provinciali la presenza di consigliere si attesta mediamente intorno al 19% del numero totale dei componenti le assemblee, con un solo Consiglio tutto maschile, quello della Basilicata. Sono però dieci gli Uffici di presidenza senza la presenza di donne (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Puglia, Sicilia, Trento e Veneto) e solo tre le Presidenti di assemblea (Campania, Emilia Romagna e Umbria).

A capo degli esecutivi si conferma la scarsa presenza femminile (solo due Presidenti donna: Friuli Venezia Giulia e Umbria)  e nella composizione delle Giunte si registra un quadro disomogeneo: tra gli assessori le donne sono presenti mediamente per il 35%, ma con punte positive del 75% (Campania) o del 50% (Emilia Romagna, Marche e Toscana) e negative in valore assoluto (nessuna “assessora”) in Molise  o con una percentuale solo del 14% in Abruzzo, Trento e Valle d’Aosta.

“La lettura dei dati – ha concluso Reschigna – dimostra da un lato la difficoltà di affermazione del principio di parità di genere, ma dall’altro evidenzia come alcune Regioni abbiano riservato particolare attenzione a questo tema e si siano dotate di un quadro normativo a favore della parità fra uomo e donna e, soprattutto, per contrastare la violenza nei confronti delle donne”.

Da QS

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