ALLARME PSICHIATRI: “300 MILA PAZIENTI IN PIÙ NELLA FASE COVID-19, SERVONO SUBITO 800 PSICHIATRI E TELEMEDICINA”




11 Mag 2020

Un aumento di un terzo di pazienti che faranno richiesta di cura ai servizi di salute mentale e che rischia di travolgere la rete di assistenza nazionale in mancanza di risorse aggiuntive per nuove assunzioni e investimenti in tecnologia. E per l’Oms, l’emergenza Covid è anche psichica. 

Nella fase del dopo-lockdown ci saranno sempre più pazienti con disturbi mentali e sempre meno psichiatri e operatori sanitari in grado di curarli.

Lancia l’allarme la Società Italiana di Psichiatria (Sip) che prevede un aumento di trecentomila pazienti, tra coloro che soffrono di ansia post-traumatica per i lutti, le perdite, il danno economico e l’incertezza per il futuro. Persone che svilupperanno disturbi psichici e faranno richiesta di aiuto ai servizi di salute mentale. Per questo chiede di inserire, prioritariamente, nell’agenda del Governo e delle Regioni, proprio la cura dei disturbi mentali, con lo stanziamento immediato di almeno 40 milioni di euro per l’assunzione di 800 psichiatri e la diffusione della telepsichiatria.

“I primi segnali di questa ondata stanno già investendo la rete di assistenza con un preoccupante impatto – denunciano Massimo di Giannantonio ed Enrico Zanalda, presidenti Sip – è un aumento di un terzo rispetto ai 900mila già a carico dei servizi di tutta Italia che, se non affrontato subito e con interventi concreti, rischia non solo di peggiorare le condizioni di assistenza, ma anche di condurre il tessuto sociale a una grave sofferenza psichica, con un rischio concreto di aumento della povertà. A questo pesante bagaglio si dovranno poi aggiungere le anomalie comportamentali di abuso di alcol e sostanze, di cui non c’è ancora un quadro completo”.

Senza salute mentale non può esserci ripresa, proseguono di Giannantonio e Zanalda “e la ripartenza deve correre in parallelo con la centralità del benessere psichico, tenendo conto dell’incremento esponenziale dei disturbi dell’adattamento, con ansia e depressione, conseguenti alla pandemia”.

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