Dipendenza da fumo: l’efficacia dei rimedi per smettere




10 Set 2012

Conosciamo bene i rischi legati al fumo. Che fare quando si decide di smettere? Ci sono dei rimedi efficaci che possono aiutare? Ne parliamo con la Dott.ssa Licia Siracusano, Referente del Centro Antifumo dell’Istituto Clinico Humanitas di Milano.

 

Quali sono i rimedi anti fumo?

I rimedi per smettere di fumare sono tanti, più utilizzati sono la vareniclina e i prodotti a base di nicotina (NRT). Altri sistemi, tipo auricoloterapia e l’ipnosi, non sono scientificamente provati.

 

Ritiene siano efficaci e quali potrebbero essere le controindicazioni?

Ritengo sia necessario evitare assolutamente il fai-da-te, bisogna farsi seguire in un centro specializzato dove un medico e uno psicologo aiuteranno la persona nel percorso della disassuefazione con supporto farmacologico per controllare le crisi di astinenza e con l’ausilio del counseling, vale a dire un supporto psicologico per aiutare una persona a modificare il proprio stile di vita.

 

Da uno studio condotto dai ricercatori dell’Harvard’s Center For Global Tobacco Control e dell’Università del Massachusetts di Boston pubblicato sulla rivista Tobacco emerge che in alcuni casi cerotti, gomme da masticare e spray alla nicotina possono avere un effetto boomerang, esacerbando il vizio dei fumatori più incalliti. Cosa ne pensa?

Lo studio in questione non apporta in realtà nessun nuovo dato: parla del confronto di persone che hanno smesso di fumare da soli o con l’aiuto dei NRT, precedentemente citati. Quelli che hanno utilizzato NRT hanno ripreso a fumare e da qui hanno dedotto che il farmaco non funziona.
In realtà il processo attraverso cui una persona smette di fumare è più complesso, non basta la terapia sostitutiva ma il controllo della dipendenza psicologica, che si ottiene con il counseling, allo scopo di modificare lo stile di vita e aumentando la motivazione.
Il 3-4% delle persone riesce a smettere di fumare per tutta la vita da soli, ma si tratta di una percentuale minima.

 

Che cosa suggerirebbe a chi desidera smettere di fumare?

Rivolgersi a un centro specializzato, dove viene ben spiegato la difficoltà del percorso e come superare le difficoltà previste. Per smettere di fumare occorre non solo un aiuto farmacologico, ma anche supporto psicologico e questo perché il tabagismo non è un “vizio”, ma una malattia, classificata come dipendenza vera e propria nel DSM IV, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali.
Si tratta di una dipendenza determinata da fenomeni multifattoriali, dove la nicotina è la droga che induce assuefazione e dipendenza, la cui mancanza fa venire le crisi di astinenza.
La stessa nicotina dà anche delle sensazioni piacevoli che richiamano la sigaretta in vari momenti della giornata e della vita.
Si tratta, infatti, di un anti-antidepressivo naturale e antiansiogeno, capace anche di aumentare la concentrazione perché agisce nel centro del piacere del nostro cervello. Una persona che decide di farsi aiutare nel percorso della disassuefazione deve avere bene in mente che deve cambiare stile di vita, imparando ad affrontare la vita senza l’aiuto della sigaretta. Ma una persona sa bene che senza la sigaretta va incontro a crisi di astinenza e quindi non decide mai di smettere.

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