EMERGENZA COVID-19 | SALUTE MENTALE




26 Mar 2020

Come superare il periodo di quarantena trasmettendo serenità e ottimismo ai nostri cari, bambini compresi? Giancarlo Cerveri, Direttore del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze ASST Lodi, ci dà qualche suggerimento utile.

Non perdete il suo articolo! Scoprirete che l’altruismo non è solo un valore, è la vera forza che può liberarci dall’isolamento creando nuove connessioni.

 

  1. La paura dell’infezione

Come Direttore del Dipartimento di Salute Mentale della ASST di Lodi ho avuto un’esperienza privilegiata, cominciata con ampio anticipo, dal 21 febbraio e con il reparto psichiatrico posto all’interno dell’Ospedale di Codogno.

Fin da subito è emerso come elemento dominante il tema della paura della contaminazione che genera una lettura delle persone insicure (proprio gruppo) e pericolose (untori o contaminanti). E ciò spiega le reazioni che si sono avute nei confronti di chi viveva nella provincia di Lodi prima, ma successivamente nei confronti dei lombardi, per poi arrivare alla chiusura di tutti i voli provenienti dall’Italia e così via.

C’è sempre qualcuno che viene visto come diverso da noi e portatore della malattia.

Ciò viene amplificato dalle paure della malattia che ci viene descritta in modo a volte incoerente e capace di evocare paure irrazionali. La conoscenza, la discussione, il dibattito permettono di accendere i lumi della ragione e illuminare le nostre paure, impedendo comportamenti irrazionali (la grande “Fuga da Milano” sabato 7 marzo e il terrore nelle altre regioni verso i lombardi). Lo smarrimento si combatte con istituzioni autorevoli, indicazioni chiare e informazioni corrette.

 

  1. Come rassicurare le persone a noi care durante la quarantena a cui siamo tutti esposti?

 

Con l’andare del tempo potrebbero emergere lo stress e la stanchezza derivanti da diversi ordini di fattori:

  • La presenza costante del nemico invisibile (il virus) che condiziona un atteggiamento di costante allerta che finisce per produrre disagio.
  • L’esposizione alla morte frequente, tramite le informazioni presenti in televisione, su internet o sui social.
  • Gli amici e i conoscenti che risultano positivi o che si ammalano, facendosi sentire ancora più fragili o esposti.
  • Smarrimento che nasce da incertezza individuale con risposta collettiva utile al contenimento.

L’adattamento è un percorso virtuoso se fondato su una capacità di resilienza. In questa fase il poter ritrovare gli affetti trascurati con il lavoro, condividere i timori, le paure e le speranze può essere utile.  Affrontare le paure insieme, parlarne evita fenomeni di isolamento e di rabbia.

La solitudine reale o emotiva è un elemento di rischio per ansia, depressione e abuso di alcolici o altre sostanze.

 

  1. Quali sono i consigli da dare ai genitori nel rapporto con i più piccoli? Come far capire ai bambini la gravità della situazione senza spaventarli e soprattutto come fare digerire loro la quarantena?

 

È stato preparato materiale informativo per i bambini, ma ci sono diverse storie illustrate su internet. È fondamentale comunicare con chiarezza e semplicità ciò che sta avvenendo. La tranquillità interiore del genitore che comunica è un aspetto fondamentale per aiutare il bambino/ragazzo a gestire meglio le paure legittime che possono emergere.

È importante per tutti i genitori ricordare che questa infezione è molto meno grave per bambini e ragazzi. Un fatto che contribuisce molto a tranquillizzare noi genitori su questo aspetto.

Far passare il fatto che ci sono medici ed infermieri che stanno lavorando per affrontare questo evento eccezionale e che tutti noi possiamo e dobbiamo contribuire a rendere questa malattia più gestibile e dunque spiegare che l’assenza da scuola, la perdita delle gite scolastiche, delle uscite con i compagni e tutto il resto è il contributo che chiediamo a loro per aiutarci a vincere la sfida che abbiamo di fronte.

L’aiuto viene anche dall’adottare alcune precauzioni come il lavarsi spesso la mani, non vedere per qualche tempo i nonni.

Una sfida che è possibile vincere ma che ci impone per ora alcuni sacrifici.

Forse per i bambini più piccoli sarebbe utile non esporli troppo a trasmissioni dedicate all’argomento con toni troppo forti.

Per gli operatori sanitari che hanno limiti nel vedere i familiari (chi lavora in PS) la comunicazione è fondamentale; su questo viene in aiuto l’utilizzo di strumenti informatici. È un sacrificio grande ma comunicabile.

 

In conclusione

Cercare il più possibile di accedere e fornire informazioni coerenti, di buona qualità per non alimentare paure, false speranze e semplici strade di uscita. Evitare irrazionalità, sicuri che troveremo insieme la strada. È necessario accettare il sacrificio della quarantena come un tema connesso al valore dell’altruismo: essere consapevoli che il proprio isolamento domiciliare serve a tutti, può aiutare a renderlo più sopportabile. Offrire aiuto può rivelarsi addirittura più vantaggioso che riceverlo. Aiutare gli altri contribuisce inoltre a farci sentire ancora interconnessi con le altre persone.

Poi arriverà sicuramente qualcosa di buono alla fine di questa vicenda. La storia del nostro continente registra episodi di grande sofferenza e successivo rilancio. Provate a pensare a quello che è stato definito il baby boom, un enorme aumento di natalità dopo uno dei periodi più cupi della storia dell’umanità come la seconda guerra mondiale. L’ottimismo è un valore da mantenere anche in momenti così difficili.

 

Progetti correlati: