La cellulite: l’inestetismo che più affligge le donne




8 Gen 2010

Due chiacchiere con Pier Antonio Bacci ​

Quali sono gli ultimi ritrovati per la cura della cellulite? Ne abbiamo parlato con il Prof. Pier Antonio Bacci, Docente di Chirurgia Estetica alla Scuola di Chirurgia dell’Università di Siena e Direttore della Beauty Medical School of Tuscany di Arezzo.

Professor Bacci quali sono le cause della cellulite?
La cellulite non è un’affezione particolarmente grave dal punto di vista medico ma, certamente, rappresenta l’inestetismo più diffuso ed il meno tollerato dal mondo femminile. Sebbene il termine cellulite intenda una infiammazione o un’infezione dei tessuti, nella maggior parte dei casi, si tratta di un’alterazione degenerativa e tossica dei tessuti interstiziali che causa la classica “buccia d’arancia”. Ciò si verifica perché gli adipociti, ossia le cellule del grasso sottocutaneo, si gonfiano e non comunicano più con il tessuto connettivo circostante che, mano a mano che si indurisce, si tende. Le cause vanno ricercate in una predisposizione genetica, in alimentazione e stili di vita non corretti, nel troppo stress, fumo e sedentarietà, problemi vascolari e squilibri ormonali.

Come si sviluppa la cellulite?
Sono quattro gli stadi di sviluppo delle cellulite. Nella prima fase le cellule rigonfiate, o ipertrofiche, comprimono vasi sanguigni e linfatici e il tessuto adiposo non più irrorato e ossigenato a dovere, dà origine ad un rigonfiamento chiamato edema. La seconda fase è quella detta fibrosa, la più comune alle donne, in cui la pelle assume il caratteristico aspetto a buccia di arancia; la terza è quella nodulare. L’ultimo stadio è quello sclerotico in cui compaiono vere e proprie cicatrici. Questa fase è spesso accompagnata anche da dolore poiché il sangue fatica a scorrere a causa dell’indurimento del tessuto adiposo che comprime i vasi sanguigni e le terminazioni nervose. Immaginiamo l’evoluzione di una fresca e ghiotta mozzarella che, con il passare dei giorni, diventa secca, acida e giallognola, per la cellulite si ha un simile processo.

E’ tuttavia possibile curare la cellulite?
Certamente, la cellulite è quasi sempre espressione di una patologia per cui la diagnosi precoce e la definizione del tipo di alterazione costituisce un importante momento per la terapia che dovrà prevedere sempre una integrazione di metodologie mirate e ragionate. Prima si interviene, migliori saranno i risultati, tanto più che la cellulite di cui si lamentano tante donne, non è mai quella dell’ultimo stadio sulla quale non è invece possibile intervenire né con creme, massaggi, diete o chirurgia estetica. La diagnosi e la strategia terapeutica vanno effettuate da un professionista esperto in materia, come gli specialisti in chirurgia plastica, in dermatologia o malattie vascolari, così come i diplomati in medicina estetica.

Quali sono le terapie oggi attuate?
A seconda del tipo di alterazione dei tessuti si potrà scegliere una diversa terapia. Prendiamole in esame. La microterapia, che non è nient’altro che una innovazione indolore della mesoterapia, prevede l’iniezione diretta di farmaci mirati nella zona interessata da forme di cellulite localizzata a caratterizzata da edema. La tecnica aiuta a eliminare il gonfiore e a riattivare il processo di combustione dei grassi riducendo così l’effetto a buccia di arancia e il rimodellamento dell’area trattata. L’ossigeno-ozono terapia spezza i legami di carbonio delle membrane per cui può produrre cedimenti e per questo è utilizzata soltanto nelle piccole lipomatosi ribelli, anche se oggi viene sostituita dal laser. La laserlipolisi è invece una tecnica soft che, eseguita in anestesia locale o senza anestesia, permette di sciogliere il grasso attraverso l’energia emessa da una microsonda fine come un capello che elimina le piccole adiposità localizzate di prevalenza su cosce, glutei e mento. Il calore prodotto dal laser riesce anche a stimolare i fibroblasti, ossia le cellule tipiche del tessuto connettivo, e la produzione di collagene. L’effetto che si ottiene è quello di un rimodellamento della cute della zona trattata, conferendole tonicità e compattezza. Abbiamo poi il linfodrenaggio combinato: si tratta di una terapia in tre fasi. La prima consiste nell’applicazione di una particolare calzatura che comprimendo il piede spinge il sangue e la linfa, successivamente si utilizza una tuta che crea una sorta di tenue corrente elettrica tra gli arti inferiori e la spalla in modo da attivare il flusso dei liquidi verso l’alto e favorire il drenaggio e, nell’ultima fase, si ha l’eventuale somministrazione di farmaci e l’esposizione della zona interessata a una sequenza di impulsi laser a bassa energia, utili per riattivare il metabolismo delle cellule. La carbossiterapia ha lo scopo di migliorare la circolazione nei capillari sanguigni e rivitalizzare i tessuti in debito di ossigeno attraverso la microiniezioni di anidride carbonica a temperatura corporea nel derma e nell’ipoderma. E’ quindi la tipica cura della cellulite fibrosa e dolorosa. Vi è poi la radiofrequenza non ablativa, approvata negli Stati Uniti nel 2001, che combatte i rilassamenti della pelle, anche in caso di celluliti molli. Una sonda, proprio come una ecografia, viene passata sulla zona da trattare e la radiofrequenza interagendo con i tessuti profondi sviluppa calore. Quest’ultimo attiva una sorta di rimodellamento naturale che ristruttura le fibre di collagene esistenti e stimola i fibroblasti a produrne di nuovo. Il calore prodotto dalla radiofrequenza agisce sul microcircolo migliorando gli scambi metabolici in modo da stimolare l’arrivo delle sostanze nutritive e l’eliminazione delle scorie. Ma la maggiore novità è la Biodermogenesi, la metodica non invasiva a campi magnetici che ha rivoluzionato il trattamento delle smagliature e di quelle forme di cellulite caratterizzate da rallentamento della microcircolazione e tendenza alla lassità della cute.

Molti ricorrono ancora alla liposuzione per l’eliminazione della cellulite. Di che si tratta?
La liposuzione o liposcultura è una terapia chirurgica che permette l’eliminazione di adiposità localizzate in fianchi e gambe. Va eseguita in età adulta quando il numero di cellule adipose si è stabilizzato. La formazione di cuscinetti in età adulta è dovuta ad adipociti che accumulano grassi insaturi al loro interno, i quali possono gonfiarsi fino a dieci volte il loro volume. Una volta asportati con la liposuzione gli adipociti non si riformano e quelli residui, anche se aumentassero di volume, essendo in numero molto ridotto, non arriverebbero più a creare la situazione iniziale. Occorre tuttavia che l’intervento venga eseguito da un chirurgo esperto per evitare che sulla pelle si formino avvallamenti o irregolarità. Una liposcultura deve però essere seguita sempre da cicli di nutrizione a basso indice glicemico e sessioni di terapia fisica con Endermologie o Microvibrazione Compressiva.

Tra le cause della formazione della cellulite ha citato gli stili di vita. Quali comportamenti occorre assumere per prevenirla?
Occorre accompagnare le terapie a una dieta adeguata, compilata a seconda dello stato e della costituzionalità. La strategia per combattere la cellulite comincia dall’assoluta riduzione degli alimenti ad alto indice glicemico, come zuccheri, dolci e carboidrati. In particolare occorre ridurre questi zuccheri nella seconda parte della giornata. Poi è essenziale l’assunzione di liquidi, ne vanno bevuti molti, almeno due litri al giorno – soprattutto acqua ma vanno bene anche thé e tisane non zuccherate – perché aiutano a riassorbire i liquidi che si sono accumulati nella matrcie interstiziale, il nostro mare interno. La dieta deve essere ricca di frutta e verdura e con un moderato apporto di proteine. Tra i cibi sono da privilegiare i legumi, il pesce e le carni magre, mentre è bene ridurre il consumo carni rosse e abolire alcolici e superalcolici. Sarebbe opportuno evitare anche moderare l’uso di sale in cucina poiché il sodio trattiene i liquidi nell’organismo. No ad alimenti conservati, formaggi stagionati e insaccati.

Quali altri comportamenti consiglia?
Attività fisica da svolgere con costanza. La sedentarietà è amica della buccia d’arancia. Per aiutare a combattere la cellulite nei primi due stadi, sono consigliate tutte quelle attività che favoriscono la circolazione, specie quelle di tipo aerobico a bassa intensità e di lunga durata. Così facendo si migliora l’efficienza del sistema cardiocircolatorio e si riattiva il microcircolo, e si aiuta a disinfiammare la parte interessata dai cuscinetti. Sono sufficienti anche semplici attività: camminare a passo svelto, andare in bicicletta, pattinare per 50-60 minuti e con continuità. Vanno benissimo anche le attività in acqua: muoversi in piscina è come sottoporsi a un linfodrenaggio in grado di favorire l’eliminazione di liquidi in eccesso e lo smaltimento di tossine attraverso la circolazione linfatica. Occorre però ricordare che il 50% delle cause della cellulite dipendono dalla dieta, dalla sedentarietà, dagli ormoni e dalla scarsa depurazione intestinale, per cui il 50% della cura starà proprio nel migliore stile di vita e nell’uso delle terapie di base fisioterapiche come Endermologie e Microvibrazione Compressiva.

Qualche altro accorgimento?
Le scarpe. Il tacco troppo alto o le ballerine possono favorire l’insorgere di cellulite perché alterano la circolazione vascolare del piede che invece è fondamentale per una buona funzionalità vascolare degli arti inferiori, causando così il ristagno su cosce e glutei. Ed infine il sorriso, perché sorridere fa bene anche alle gambe.

Francesca Morelli ​

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