Prevenire il rischio di melanoma con la mappature dei nei




28 Dic 2010

A quali caratteristiche di un neo occorre prestare attenzione? Quali i fattori di rischio della ‘cattiva trasformazione’, come prevenirla?  Ne abbiamo parlato con il Professor Antonino di Pietro, specialista in dermatologia.

Professor Di Pietro, che cos’è la pelle e come si origina un tumore della cute?

La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo ed è formata da tre strati: uno strato più superficiale, l’epidermide, uno strato intermedio, il derma e uno strato più profondo, il tessuto sottocutaneo o grasso. L’epidermide, a sua volta, è formata da cellule di diversa natura: la cellula principale è il cheratinocita o cellula epiteliale, mentre nello strato inferiore sono situati i melanociti, che hanno il compito di produrre melanina. Questo pigmento naturale, che è presente anche nei capelli e in alcune parti dell’occhio, protegge dagli effetti dannosi dei raggi solari. In condizioni normali i melanociti possono dar luogo ad agglomerati scuri visibili sulla superficie della pelle e noti come nei, mentre i tumori della pelle si originano dalla crescita incontrollata del cheratinocita e dei melanociti.

Quali sono i tumori della pelle più comuni?

I tumori della pelle sono classificati in base alla natura delle cellule da cui hanno origine. I più diffusi sono i carcinomi basocellulari che originano dalle cellule basali, nello strato più profondo dell’epidermide. Appaiono come piccoli noduli di aspetto perlaceo, spesso duri al tatto, che aumentano lentamente di dimensioni. Ma possono anche essere pigmentati e di conseguenza scambiati per dei melanomi. Esistono poi i carcinomi spinocellulari che si sviluppano dalle cellule più superficiali dell’epidermide e hanno sembianze di noduli ulcerati, ma non sanguinanti, generalmente con margini poco definiti. I carcinomi spinocellulari e basocellulari costituiscono insieme oltre il 90% di tutti i tumori della pelle, sono facilmente curabili, molto raramente mortali.

I nevi sono degli agglomerati di melanociti che possono essere presenti fin dalla nascita o comunque dalla prima infanzia  – ed in questo caso sono congeniti -, oppure comparire durante tutto il corso della vita ed essere quindi acquisiti. I nevi possono subire trasformazioni visibili anche ad occhio nudo e trasformarsi in melanomi. Essi sono più pericolosi in quanto hanno la capacità di invadere i tessuti circostanti e di diffondersi nell’organismo attraverso la circolazione sanguinea e linfatica, dando origine a metastasi a livello dei vari organi.

Quanto è diffuso il melanoma? E le altre forme di tumore?

Il melanoma è rarissimo prima dell’adolescenza, colpisce infatti di prevalentemente soggetti di età compresa tra i 30 ed i 60 anni. Fino a pochi anni fa era considerato una forma rara di cancro, oggi invece è in crescita in tutto il mondo, raddoppiandosi negli ultimi 10 anni.

I carcinomi basocellulare e spinocellulare sono decisamente più frequenti, all’incirca 50 volte più dei melanomi, non risparmiando neppure i giovani dai 20 anni in su.

Quali sono gli aspetti da tenere sotto controlli in un neo?

Esiste una facile regola, nota come regola dell’ABCDE che consente di individuare alcune peculiari caratteristiche dei nei e valutare le loro condizioni. Ognuna delle lettere indica una condizione che dovrebbe allertare la nostra attenzione e spingerci a effettuare, nei casi sospetti,un controllo specialistico.

A – Asimmetria dei nei: Se si prova a dividere idealmente con una linea centrale i nei e si nota che le due metà ottenute non hanno una forma simmetrica tra loro, è il caso di farli controllare.

B – Bordi irregolari: Se anziché essere regolarmente tondeggianti, i nei cominciano ad avere delle frastagliature, delle irregolarità, potrebbero essere melanomi.

C – Colore: I soggetti con la pelle chiara hanno dei nei meno pigmentati, alcuni di colore roseo. I soggetti con la pelle scura hanno, invece,nei più pigmentati, alcuni di colore quasi ardesiaco. Se i nei da chiari diventano scuri o viceversa, vanno guardato con sospetto.

D – Dimensioni: Se le dimensioni sono elevate (in genere, quando hanno un diametro maggiore di 6 millimetri) è il caso di fare ulteriori indagini.

E – Evoluzione progressiva: Questa è la caratteristica più importante. I nei che diventano asimmetrici, acquisiscono bordi irregolari, variano di colore o aumentano di dimensioni, sono a rischio.

Dove può insorgere un melanoma?

Il melanoma può insorgere in qualsiasi parte del corpo, comprese le mucose della bocca e dei genitali. Tuttavia le sedi più comuni sono la testa, il collo e il tronco per gli uomini, gli arti per le donne. Le lesioni più insidiose sono quelle a livello di sedi che normalmente sfuggono alla nostra attenzione, come per esempio il cuoio capelluto o la piega tra le dita dei piedi.

Quali sono i fattori di rischio per il tumore della pelle?

L’esposizione cronica alla luce del sole è uno dei principali fattori di rischio, infatti i raggi ultravioletti, responsabili dell’abbronzatura, ma anche delle scottature, sono quelli che possono danneggiare il Dna delle cellule della pelle. Nella maggior parte dei casi questi danni vengono riparati, oppure portano alla morte delle cellule stesse. A volte, però, possono trasformare qualche cellula in senso canceroso, provocandone una crescita incontrollata. Altri fattori di rischio sono il contatto con l’arsenico, l’esposizione a radiazioni ionizzanti, anomalie genetiche e un’insufficienza del sistema immunitario dovuta a precedenti chemioterapie, trapianti oppure all’AIDS.

Anche per il melanoma?

Per il melanoma i fattori di rischio sono noti soltanto in parte. Alcuni di questi sono strettamente legati alla persona: una predisposizione familiare; la presenza di lentiggini o di nei, soprattutto se sono grossi, dai bordi irregolari, di forma e colore variabile o in gran quantità (più di 50); occhi, capelli e pelle chiara che dà una maggiore predisposizione alle scottature. Tuttavia nel caso del melanoma il legame tra l’esposizione ai raggi solari e l’insorgenza del tumore è meno forte rispetto agli altri tumori della pelle. È comunque un dato di fatto che molti pazienti che sviluppano melanomi avevano avuto ustioni solari in età giovanile, oppure avevano mostrato un aumento del numero dei nevi a seguito dell’esposizione ai raggi ultravioletti.

Come si effettua una diagnosi di melanoma?

La diagnosi certa dei tumori della pelle viene effettuata solo con una biopsia, viene cioè prelevata una porzione di tessuto e analizzata al microscopio. Anche l’esame visivo da parte di un dermatologo esperto naturalmente è molto importante ed è reso più accurato grazie all’uso dell’epiluminescenza, una speciale tecnica di ingrandimento e illuminazione della pelle che consente di osservare anche gli strati più profondi.

Quali sono oggi i trattamenti  per i tumori della pelle?

Naturalmente dipende dalla natura del tumore. La terapia dei carcinomi basocellulari e spino cellulari è chirurgica e l’asportazione può avvenire, oltre che con la chirurgia tradizionale, anche con tecniche di microchirurgia, chirurgia al laser o con azoto liquido. A volte può essere necessaria un’applicazione locale di farmaci chemioterapici. Se operati nelle fasi iniziali, questi tumori guariscono nel 95% dei casi: la tempestività è essenziale, in quanto anche questi carcinomi, soprattutto quelli spinocellulari, possono dare metastasi o espandersi fino a causare deformità irreversibili.

Nel caso del melanoma, invece, il tipo di terapia viene scelto in base a diversi parametri: la sede della lesione, lo stadio, l’età e lo stato di salute del paziente.
Il principale trattamento è l’asportazione chirurgica, la cui entità dipende dallo stadio del tumore, mentre la chemioterapia è particolarmente efficace quando il tumore è localizzato agli arti. I melanomi di stadio avanzato sono piuttosto difficili da curare: anche in questo caso si procede asportando chirurgicamente le metastasi operabili e fornendo una terapia di supporto a base di chemioterapici o trattamenti sperimentali come l’immunoterapia, ovvero la somministrazione di fattori in grado di stimolare il sistema immunitario del paziente a reagire contro il tumore, o vaccini che stimolano le difese immunitarie portate avanti dai linfociti contro il tumore stesso.

Quali accortezze occorre avere per cercare di prevenire i tumori della pelle?

Seguire alcuni comportamenti può ridurre, ma non annullare, il rischio di sviluppare tumori della pelle. Certamente il più importante riguarda l’esposizione al sole che andrebbe preso in maniera moderata fin dall’età infantile, evitando gli eccessi e le conseguenti ustioni.

In generale bisogna proteggere la pelle evitando di esporsi durante le ore più calde (tra le 10 e le 16) e limitando l’uso di lampade o lettini abbronzanti a scopo cosmetico (non più di 10 esposizioni all’anno).È consigliabile anche indossare cappelli e occhiali da sole e usare creme protettive con un fattore di protezione minimo di 15, applicandole più volte in modo da assicurare una copertura continua. Queste attenzioni vanno riservate soprattutto ai bambini, molto sensibili alle scottature, poiché il processo di trasformazione tumorale spesso può derivare da un’alterazione che è avvenuta in età pediatrica.

Infine si può ridurre il rischio con una dieta povera di grassi e ricca di sostanze antiossidanti come le vitamine A, C, E, il coenzima Q e il betacarotene, ma anche il tè verde e il ginger.

Per quanto riguarda specificamente il melanoma, è necessario controllare periodicamente l’aspetto dei propri nei, sia autonomamente, ovvero guardandosi allo specchio per identificare eventuali trasformazioni e facendosi guardare da un famigliare nei punti non raggiungibili col proprio sguardo, sia consultando il dermatologo. In questo senso si considera utile una prima vista per mappare tutti i nei verso i 30 anni, al fine di avere uno schema di riferimento per eventuali cambiamenti.

Francesca Morelli

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