Tumore ovaio. Aiom: “Le morti calano del 3% negli ultimi 2 anni. Ma in Italia solo il 65% delle donne esegue il test genetico”




9 Mar 2019

Al Ministero della Salute presentato il Quaderno informativo. Nel nostro Paese, nel 2018, 5.200 casi. Gli inibitori di Parp sono efficaci nel controllare la malattia in fase avanzata. Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione Aiom: “Tutte le pazienti devono essere sottoposte all’esame per verificare la mutazione Brca. Troppe le differenze regionali. E gli strumenti di prevenzione siano estesi ai familiari”

Il tumore dell’ovaio fa meno paura. Rappresenta la quinta causa di morte per cancro nelle donne 50-69enni in Italia, ma i decessi legati alla malattia diminuiscono: nel 2015 (ultimo anno disponibile) sono stati 3.186, nel 2013 ne erano stati registrati 3.302, con un calo del 3% in due anni. Il merito è da ricondurre a terapie sempre più efficaci, che permettono di controllare la malattia anche nello stadio metastatico. Tra queste, si annoverano anche i farmaci inibitori di Parp, oggi utilizzabili sia nelle pazienti Brca mutate che non mutate.

 

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