UNICO COMUNE DESTINO | LA RIFLESSIONE DI EMILIA DE BIASI




2 Apr 2020

Quando ne saremo fuori avremo le tasche piene di errori, dimenticanze, sottovalutazioni, e sarà allora che ci toccherà ripensare, riprogettare e agire. Per quel giorno dovremo fare un ripensamento di come far funzionare un  sistema troppo regionalista.

di EMILIA DE BIASI

La grandezza del nostro Servizio Sanitario Nazionale pare essere finalmente compresa dai più. È un Servizio universalistico, forse il solo in Europa, vista la propensione inglese e del Nord Europa alla selezione delle cure in base all’età e alle capacità individuali di sopravvivere. In Italia curiamo tutti e non lasciamo indietro nessuno. È tutto nell’articolo 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge”. Ma l’unico diritto che la Carta definisce fondamentale è stato negli anni disatteso da finanziamenti esigui rispetto al bisogno di salute, non sempre spesi bene, senza mai porsi il problema della riconversione della spesa per aggiornare il sistema, vedi la digitalizzazione mancata, senza il punto di vista del paziente come svolta nelle procedure di cura. E soprattutto nell’ostinazione al risparmio sull’unica voce su cui non si sarebbe dovuto risparmiare: il personale sanitario, i medici, gli infermieri, i professionisti della sanità senza i quali non è possibile fare salute. Ricordo la frustrazione di un’intera legislatura passata a chiedere con i miei colleghi della Commissione Sanità del Senato incrementi di fondi per il personale, e come noi negli anni precedenti tanti altri parlamentari si sono sentiti dire di no, in nome della sostenibilità del sistema. Un sistema però è sostenibile finché noi lo riteniamo tale. Ci accorgiamo, tardivamente, che servono medici e infermieri, ora che sono distrutti da turni massacranti in tute che non fanno respirare, o che vengono contagiati per la leggerezza di indicazioni scarse sulla loro sicurezza?

Leggi l’articolo completo su Panorama Sanità

Progetti correlati: